Il Trentino in 8 scoperte - Seconda parte

Ultima parte del diario di Serena, Travel Blogger Per Caso in Trentino.

 

Seconda parte del mio "viaggio in Trentino in 8 scoperte". Dopo aver scritto la prima puntata ancora in preda all'entusiasmo del rientro (a proposito, se ancora non l'avete letta è arrivato il momento di rimediare: Alla ricerca del benessere...in Trentino), ho deciso di lasciar decantare i ricordi e scegliere con cura gli ultimi 4 punti. È stata un'impresa, perché con il passare dei giorni continuavano ad accumularsi idee e nuove cose che mi sarebbe piaciuto raccontare. Ma 8 ho detto e 8 sia! Per tutto il resto, dovrete mettervi l'animo in pace e andare a sperimentare di persona.

La notte si fanno le magie e si scappa dalle streghe. Si riesce a camminare al buio armati di torce di cera o di frontali per raggiungere luoghi che, al calar delle tenebre, acquistano un fascino diverso. I panorami della Val di Fiemme e della Val di Fassa hanno la capacità di rilassare di giorno e di rimettervi in contatto con voi stessi durante la notte, quando la cresta dei monti si stacca contro il cielo illuminato dalle stelle e tutto ciò che sta a 2 metri da voi è liberamente immaginabile e interpretabile. Tenendo ben stretta la vostra torcia e seguendo il passo dei vostri compagni, potete fare finta - senza troppi sforzi - di essere tornati indietro nel tempo, in un'epoca fatta di leggende e di esseri sconosciuti. Se vi impegnate e stringete bene gli occhi, potreste addirittura scorgere una bregostana che prova a infilare le sue lunghe dita attraverso le finestre delle case! Nonostante la presenza delle streghe, però, la notte non fa paura: le stelle ci tengono compagnia e, se non basta, si può sempre riscaldare l'atmosfera intonando un canto. Meglio se in ladino e in compagnia di trentini doc, ovviamente! E se sentite freddo? Il rimedio è semplice: un cicchetto di grappa, un brindisi e sarete come nuovi, pronti a seguire il rumore dell'acqua per raggiungere la cascata successiva, naturalmente al buio! A proposito di notte: siete dei romantici e cercate il modo per fare colpo sulla vostra compagna di viaggio, ma non siete esperti di stelle? Fate un salto al Museo delle Scienze di Trento e chiedete consiglio, sono sicura che le guide e i ricercatori del museo saranno felici di farvi un piccolo ripasso!

Il Carnevale. Si, sono stata in Trentino d'estate, ma a quanto pare il Carnevale è talmente sentito da riemergere anche fuori dai periodi canonici. Questo sesto punto del mio racconto di viaggio è quello che mi ha più riportato verso casa. Dal Trentino alla Sardegna non è semplice, lo so, ma ho scoperto che anche in Val di Fassa si usa costruire maschere di legno e indossarle per Carnevale. È una pratica per tradizione riservata agli uomini e c'è un preciso rituale della vestizione da seguire, un vero e proprio rito di passaggio che richiama l'unione di elementi maschili e femminili. Un po' come capita con i Mamuthones e gli Issohadores di Mamoiada, in Barbagia, che si tramandano questa usanza di padre in figlio.

Il Carnevale è storia, tradizione e…cibo! Dimenticatevi le frappe e le frittelle classiche. Qui, fra i dolci tipici, un must sono sicuramente gli strauben, o fortaies in ladino, una specie di girella di pasta fritta spolverata con zucchero a velo da mangiare assieme alla marmellata. Dopo averli assaggiati, al vostro rientro a casa li sognerete tutte le mattine per colazione!

In Trentino si fa sport d'inverno, ma anche d'estate. E ce n'è per tutti i gusti! Certo, ho avuto un colpo di fulmine per il rafting, ma devo ammettere che per una volta potrei tradirlo per un'escursione o un'arrampicata. La scelta è davvero ampia e, soprattutto, sembra che i trentini siano dei veri esperti di sport. Per sottolineare il mio status di isolana della costa, confesso che non ho mai sciato e non mi sbilancio a dare consigli per l'inverno (ma tanto lo sapete già che ci sono chilometri di piste e altre diavolerie per amanti della neve!). Negli sport estivi, invece, sono più esperta e qualche suggerimento voglio darvelo. Se non avete mai provato la montagna da giugno a settembre, segnatevi queste 4 parole: trekking, nordic walking, vie ferrate e arrampicata. Dalle escursioni più classiche armati di scarponcini e zainetto con cibo, giacca a vento e acqua alle adrenaliniche scalate delle falesie con scarpette, imbrago e corda, passando per lunghe camminate sostenuti dai bastoncini del nordic walking che, nonostante qualche iniziale scetticismo, sono un reale esercizio per le braccia: l'estate è il momento ideale per andare in esplorazione e fare il pieno di aria fresca e di verde

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