Interrail dalla Slovacchia alla Foresta Nera, passando per la Baviera

Bratislava, Praga, Norimberga, Monaco di Baviera, Stoccarda e Baden Baden

  • di Francesca Carconi
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Interrail un po’ tardivo, avendo io e la mia amica Antonella 26 anni. Tuttavia era un’esperienza che ancora ci mancava e che abbiamo desiderato fare. In particolare, per me si è trattato del viaggio di Laurea, dunque volevo qualcosa di un po’ più lungo e avventuroso. Un viaggio da ricordare! Non abbiamo acquistato un pass né ci siamo rivolte ad alcuna agenzia, a dire il vero, ma abbiamo organizzato il tutto passo dopo passo in totale autonomia. L’organizzazione stessa del viaggio è stata di per sé stessa una bellissima esperienza, in quanto mi ha insegnato ad immaginare percorsi, ad inventare itinerari al di fuori dei soliti circuiti, è stato davvero stimolante, ma oltre a questi aspetti devo dire che ci ha insegnato anche fare i conti con gli imprevisti. Ma veniamo a noi, reflex al collo, trolley alla mano, si parte!

Con Raynair atterriamo a Bratislava dopo un’oretta e mezza di volo circa da Roma. In aeroporto prendiamo subito un paio di mappe e andiamo all’esterno per il bus che ci porta fino in stazione. Da qui occorre prendere un ulteriore bus l’x-13 per giungere nel cuore della oldtown, poco distanti dalla Maximilian fountain (dal re ungherese Massimiliano d’Asburgo). Per dormire abbiamo optato per il centralissimo Old city hotel, 20 euro per notte a persona per un totale di 120 (quindi 60 ciascuna per 3 notti) prenotato attraverso Booking. Bratislava è una città che ci è subito piaciuta molto, ci ha ricordato molto da vicino Vilnius per la sua fisionomia generale, e Riga per la bellezza del lungo Danubio e i bei ponti (con l’unica differenza che la capitale lettone affaccia sul Baltico).

Nel pomeriggio del primo giorno ci accingiamo ad esplorare la città vecchia in lungo e in largo rimandando all’indomani visite mirate alle attrazioni del posto. Visitiamo il duomo di S. Martino e le mura residue con ingresso gratuito e acquistiamo souvenir da riportare ad amici e parenti presso i simpatici chioschetti della piazza Hlavné Namestie di Stare mesto. Per quanto riguarda il tempo in città, abbiamo avuto tre giorni di sole e di caldo forse fin troppo intenso per tre giorni da trascorrere sempre in giro, camminando per la città.

Per mangiare consiglio l’Irish pub adiacente alla piazza, ottima carne, buona scelta di birre e personale gentilissimo. Per la colazione invece raccomando lo Zeppelin, un caffè grazioso lungo la stessa strada del pub dove si possono prendere ottimi dolci fatti in casa. Proprio in piazza abbiamo anche pranzato dal famoso Roland, un caffè – ristorante dal meraviglioso arredamento art noveau e con musica dal vivo, ma che non mi sento di consigliare per il rapporto qualità-prezzo, onestamente trovo un po’ esagerato 20 euro per un piccolo petto di pollo con contorno di patate, ma è uno dei locali storici della città. Un altro simpatico locale è il Lemon Tree, bar con vista sul castello dal terrazzo, nella media i cocktail, buoni sebbene nulla di eccezionale.

Il giorno seguente abbiamo visitato il moderno Ufo, struttura panoramica dalla riva opposta del Danubio, da cui si può godere di una splendida vista, e abbiamo trascorso un paio d’ore nel centro commerciale Eurovea, che si caratterizza per la bella struttura, anche per uscire dalla città vecchia e vedere il lato più contemporaneo della città.

Il terzo ed ultimo giorno lo abbiamo dedicato al castello la mattina, nel pomeriggio invece abbiamo preso il bus per visitare il castello di Devin, dall’omonimo paesino nei cui pressi passava la ‘’cortina di ferro’’ durante la guerra fredda. Molto bello dall’esterno il primo, ma spoglio all’interno, mentre più caratteristico quest’ultimo di cui restano imponenti ruderi all’interno di una vasta area verde (peraltro ricca di dentedileone, i miei fiori preferiti!). Molto bella la torretta solitaria chiamata ‘‘torre delle vergini’’, per via del fatto che dalla sua sommità si suicidavano giovani fanciulle lì rinchiuse dalle proprie famiglie. Il caldo però non ci ha mai dato tregua, che fatica! Ah un’ultima curiosità, per concludere. Per ravvivare lo spirito della città, nel periodo post-comunista si decise di spargere in centro alcune simpatiche statue. Le più facili da trovare sono il soldato di Napoleone in piazza, l’uomo col cappello a cilindro in un angolo della piazza e Lewis Carroll in Hviezdoslavovo, praticamente difronte al Lemon Tree. Ho letto che ce ne sono anche delle altre, ma non siamo riuscite proprio a scovarle

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