Trekking in Liguria

A piedi tra terra e mare nel Parco Naturale di Portofino... lungo la Via dei Tubi

  • di mariapaola79
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Un'escursione decisamente “alternativa”, o comunque adatta a persone con un minimo di esperienza a patto che non soffriate né di vertigini né di claustrofobia.

Il percorso, conosciuto dagli escursionisti come “La Via dei Tubi”, segue l’antico acquedotto costruito alla fine dell’ottocento per portare a Camogli l’acqua della sorgente Caselle. Oggi la parte in quota dell’acquedotto è mantenuta a fini antincendio, mentre il tratto più utilizzato porta ancora oggi l’acqua da Caselle a San Fruttuoso.

Il sentiero taglia per cinque chilometri il versante più ripido del Promontorio, attraversando tre gallerie per le quali è indispensabile l’uso di una torcia elettrica, meglio se frontale per avere le mani libere (le gallerie sarebbero quattro ma una non è più agibile). Sono presenti diversi punti esposti nel vuoto anche se i tratti più pericolosi sono attrezzati e messi in sicurezza con scalette e catene.

Per questo motivo l’escursione è fattibile solo se accompagnati da una guida del Parco Regionale di Portofino. Ci sono un paio di passaggi che potrebbero rivelarsi pericolosi per i meno esperti o per il classico escursionista della domenica che ci cimenta in trekking faticosi in giacca e cravatta. Credetemi, se ne incontrano sempre! Possono entrare gratuitamente e senza preavviso solo le Guide Ambientali ed Escursionistiche con apposito tesserino, e i residenti dei comuni di Camogli, S. Margherita e Portofino. Fatevi quindi un piccolo esame di coscienza e se ritenete di essere idonei potete contattare direttamente l’Ente del Parco per sapere il calendario delle prossime uscite e prenotarvi. Il costo dell’escursione è di euro 10 a testa e la durata circa 2 ore e mezza. Non fraintendetemi, non serve essere una guida alpina, io non sono nemmeno esperta di ferrate e fino ad oggi pensavo anche di soffrire un pochino di vertigini (ma ho avuto la riprova che sono solo delle mie fisime). Bisogna però essere un minimo allenati, attrezzati e in buona forma fisica, questo sì. La guida ci ha confessato di avere incontrato più di una persona che arrivati al punto “critico” del percorso sono dovuti tornare sui loro passi perché non riuscivano più ad andare avanti. Cercherò di darvi una descrizione il più possibile dettagliata dell’itinerario, se alla fine del post avete ancora dubbi scrivetemi o ancora meglio, contattate direttamente l’Ente del Parco, molto più accreditato di me a fornirvi le dovute informazioni. Fatte le debite premesse, questo tracciato è senza dubbio uno dei più affascinanti dell’intero arco ligure, con stupende visuali sulla costa meridionale del promontorio e sui rilievi che la sovrastano.

Il punto di ritrovo è la Chiesa di San Rocco di Camogli, un pittoresco paesino di poche case affacciate sul mare, che raggiungiamo a piedi dalla stazione ferroviaria di Camogli. Uscendo dalla stazione ferroviaria girate a sinistra e proseguite in lieve discesa su Viale N. Cuneo. Dopo pochi metri, in corrispondenza di un'ampia curva, si imbocca a sinistra una stretta stradina che continua lungo la riva destra del Rio Gentile. Troverete numerosi cartelli che vi indicano la direzione, non vi potete sbagliare.

Poco più avanti si attraversa il torrente su un piccolo ponticello e quindi si prosegue lungo una mulattiera che sale piuttosto ripida in mezzo ad uliveti e alti muri, toccando di tanto in tanto qualche casa sparsa; dopo mezz'oretta di salita si arriva così a San Rocco, un tranquillo paesino immerso nel verde che, dai suoi 300 metri di altitudine, domina tutto il Golfo Paradiso. Dal sagrado della chiesa S. Maria della Salute, direttamente affacciata sul mare, potrete rifarvi gli occhi ammirando il panorama

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Commenti
  1. Tara Celeste
    , 28/12/2016 09:53
    io ho fatto una vacanza trekking a brunico e ci siamo trovati molto bene a riscone nel hotel www.hotel-rudolf.com

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