Transilvania, terra incantata

Un regione caratterizzata da un ricchissimo patrimonio culturale, eredità dei numerosi popoli che hanno vissuto in queste terre

  • di mapko64
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

La Transilvania è una regione incantata, caratterizzata da un ricchissimo patrimonio culturale, eredità dei numerosi popoli che hanno popolato queste terre. Durante il viaggio insieme alla sua famiglia, l’autore ha presto dimenticato gli stereotipi occidentali su romeni e vampiri, per immergersi in un mondo di castelli fatati, poderose chiese fortezza e città di mercanti che sembrano strappate dal nord Europa.

Come spesso mi accade le letture invernali sono fonte di ispirazione per i viaggi dell’estate. Quest’anno sono passati tra le miei mani due libri pieni di atmosfere, racconti autobiografici di scrittori inglesi, innamorati della Romania e della Transilvania in particolare.

Nel 1934 il diciannovenne Patrick Leigh Fermor intraprese da Londra un lungo viaggio a piedi attraverso l’Europa, per raggiungere Costantinopoli (come preferiva chiamare Istanbul). Il racconto di quel viaggio si trasformò in due libri solo molti decenni più tardi: “Fra i boschi e l’acqua” narra la seconda parte del viaggio, il percorso attraverso la Grande Pianura ungherese e la Transilvania, fornendo una visione incantata, ricca di digressioni storiche, di un mondo che di lì a poco sarebbe stato travolto dalla seconda guerra mondiale e dall’avvento del comunismo.

In tempi più recenti, dopo la caduta del Muro di Berlino, William Blacker si lanciò in un viaggio in auto oltrecortina, finendo quasi per caso in Romania dove rimase colpito dalla vita tradizionale dei contadini nella remota regione del Maramures e dalla Terra dei Sassoni in Transilvania. Alcuni anni più tardi decise di lasciare tutto e andare a vivere proprio nel Maramures, adeguandosi a uno stile di vita “arcadico” immutato da secoli. I ricordi del suo precedente soggiorno lo attrassero poi più a sud, in Transilvania, dove i sassoni avevano appena abbandonato quella che era stata la loro terra per centinaia di anni e il popolo degli zingari si era insediato nelle loro case. Blacker si legò, una dopo l’altra a due sorelle zingare, diventando uno strenuo difensore di questo popolo bistrattato e cercando in tutti i modi di preservare il patrimonio architettonico lasciato dai sassoni. “Lungo la via incantata” è un libro magnifico; dopo la sua lettura non ho potuto più resistere alla tentazione di conoscere queste terre.

Per visitare la Transilvania, insieme a Stefania e ai nostri due bambini, Fabio di cinque anni e mezzo e Giulio di due anni e mezzo, siamo ricorsi alla formula, consolidata negli anni passati, degli appartamenti in affitto, dividendo il soggiorno tra Brasov e Sighisoara. Se l’appartamento di Brasov, situato dietro la meravigliosa piazza centrale, si è rivelato piacevole e funzionale, quello di Sighisoara è stato un vero sogno: Casa Mador è ospitata in un palazzo storico di inizio Novecento nella via più bella della città alta, a due passi dall’incantevole Platia Cetatii; Daniel, il suo proprietario che vive in America, e Ovidiu, che lo gestisce in loco, sono sempre stati attenti a non farci mancare nulla. Dalle nostre “case delle vacanze”, come le chiamano i bambini, abbiamo poi effettuato varie escursioni giornaliere che in due settimane ci hanno consentito di esplorare quasi tutta la Transilvania.

La Transilvania è stata in passato una terra contesa, dove l’etnia maggioritaria romena per secoli è vissuta sotto il giogo della nobiltà ungherese. La situazione si è rovesciata dopo la prima guerra mondiale, quando con la nascita della Grande Romania la comunità ungherese, separata dalla madrepatria, ha rischiato di essere sommersa dal “mare romeno”. In qualche modo queste vicende sembrano avere anticipato quanto è accaduto in tempi più recenti in Kosovo, con il conflitto tra serbi e albanesi, ricordandomi ancora una volta come la storia non sia altro che il ripetersi di situazioni sempre uguali. “Historia magistra vitae”, scriveva Cicerone, ma l’uomo sembra uno studente molto scarso, che non è in grado di imparare nulla dal passato.

La composizione etnica della Transilvania è ancora più complessa: due popoli “misteriosi”, i siculi ungheresi e i sassoni tedeschi, vi hanno vissuto per secoli, contribuendo ad arricchire il suo patrimonio culturale; la comunità zingara, la più numerosa in tutta Europa, è perfettamente integrata nella vita del paese. Tutti questi elementi hanno contribuito a creare un ricco ed eterogeneo patrimonio architettonico, come abbiamo avuto modo di scoprire durante il nostro viaggio: castelli medievali, poderose chiese fortificate, città di mercanti, edifici mitteleuropei e molto altro ancora

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Commenti
  1. mapko64
    , 1/6/2018 10:38
    Ciao grazie per il messaggio.
    Sono contento che il nìmio diario ti sia stato utile.
    E' un po' che non frequento il sito di Turisti per Caso edho letto solo ora il tuo messaggio!
  2. viaggiatori2000
    , 11/9/2016 23:53
    Un ringraziamento sentito a Mapko che con il suo diario ha supplito alle tante carenze che abbiamo trovato nella nostra guida e ci ha aiutato nel godere di questo viaggio.
    Ho appena inviato il mio diario. Se ne hai voglia e tempo, dacci un'occhiata.
    un saluto

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