Tour Città imperiali del Marocco deserto e la Costa atlantica Essaouira

Agriturismo o Rifugio Montani

Descrizione

Assaporandolo e guardandolo non dal buco della serratura, ma varcandone la porta.

Grazie Abdul , ci vediamo presto, in fondo non siamo così lontani!

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  • Marzo 2013, la mia prima volta in Marocco. Il viaggio è stato abbozzato mesi orsono oziando sulle spiagge del Mar Rosso, e prenotato dopo qualche settimana dal rientro a casa. La compagnia è la solita cricca di amici, questa volta ci misureremo in una vacanza più dinamica, un tour (de force) del Marocco. Il periodo scelto è la settimana di inizio primavera, e forse si è rivelata scelta più che azzeccata. Prima esperienza con Ryanair per tutti e sei, siamo abbastanza nel pallone per quanto riguarda il peso dei bagagli, visto che abbiamo letto e sentito che Ryanair è molto pignola sul discorso peso/misure, ma è andato tutto per il verso giusto. Si parte da Bergamo che ancora è buio, piove e fa freddo, la temperatura notturna rasenta lo zero, e voleremo sopra le nuvole che impediscono di vedere il panorama. Appena l’aereo inizia a girare sul cielo di Marrakesh, uscendo dalle nubi che hanno accompagnato tutto il nostro volo, mi accorgo che il colore predominante è l’ocra rosso: stiamo sorvolando la periferia della città marocchina, la ville nouvelle e subito noto la geometria regolare delle strade, ma noto anche il verde ordinato delle piantagioni di aranci, ulivi, e palmeti. Marocco 2 Dopo i lunghi controlli passaporti e visto, recuperati i bagagli incontriamo Abdul di www.Nomade-life.Com che ci accompagna nel primo dei riad che visiteremo nel corso dei nostri 9 giorni in Marocco, il Riad bahia salam , del quale subito ci innamoriamo, intimo e raccolto con la sua bella piscinetta nel mezzo del cortiletto. Le nostre stanze sono tutte a piano terra, al piano superiore ci sono altre camere. Il tempo di darci una rinfrescatina e subito ci tuffiamo in piazza Jemaa el Fna, sapendo che la ritroveremo brulicante di vita, luci e profumi solamente dopo qualche ora. Breve giro turistico con una guida, visiteremo le Tombe Saadiane, il Palazzo Bahia, la Koutoubia e il souk, che termina, ahimè, in una “farmacia” nella quale ci verranno offerti ovviamente olio di argan, spezie e altre specialità. Appena calano le tenebre è il momento di mischiarsi alla folla nella piazza simbolo della città rossa, fantastico, un tripudio di voci, di profumi, le luci dei “ristorantini” mobili le cui cucine a cielo aperto offrono le proprie specialità gastronomiche al naso e agli occhi. Dinanzi ad una montagna di teste di capra arrostite impilate l’una sull’altra, mi pervade un senso di ribrezzo e volto la testa dall’altra parte, il profumo di pesce arrosto nel banchetto è invitante, ma decidiamo di andare sulla terrazza del Cafè de Paris ad ammirare il palazzo dall’alto. Marocco 3 Marocco 4Il giorno successivo imbocchiamo l’autostrada, e tra vari pedaggi e varie pattuglie della polizia munite di laser, attraversiamo un Marocco verdissimo, con prati pieni di fiori colorati: a dire il vero, l’impressione che abbiamo io ed i miei compagni di avventura, è che pare di essere in Toscana o Umbria. L’autostrada corre dritta e praticamente deserta (con quello che costa!) tra un gregge di pecore e deliziose caprette che attraversano la carreggiata, la nostra meta è Meknes, una della quattro città imperiali del Marocco. Visitiamo uno dei monumenti religiosi accessibili ai non musulmani, il Mausoleo di Moulay Ismail, riccamente decorato da ceramiche e stucchi che ci lasciano senza parole. Visitiamo i granai, le cui dimensioni ci fanno capire l’importanza e la grandezza della città, e le scuderie: oltre 12.000 erano i cavalli che vi erano ricoverati. Marocco 5 Tramortiti dalla simpatia e dalla parlantina della nostra guida (Abdul ) che ci supplica, al nostro rientro in Italia, di intervenire presso le autorità competenti onde poter chiedere una riforma della grammatica della lingua italiana volta all’eliminazione del passato remoto, forma verbale per lui particolarmente ostica, la visita guidata termina, ovviamente, in una bottega di artigianato tipico: questa volta si tratta di tovaglie e tessuti ricamati, ma anche monili in argento che attirano la mia attenzione.Marocco 6 Il riad Zahraa, che ci ospiterà questa sera, si trova proprio all’interno della medina, un omino caricherà i nostri bagagli su di un carrettino e ci guiderà, nello stretto dedalo di viuzze piene di botteghe, fino alla nostra meta. Il giorno dopo ci svegliamo con la pioggia, nubi basse come in montagna a casa mia in novembre, quando l’autunno si vuole vendicare di un’estate troppo elegante. Avremmo in programma una visita alle rovine romane di Volubilis,che però ci accontentiamo di vedere dall’alto rinunciando alla visita in quanto la pioggia impastata all’argilla a terra, rende i sentieri estremamente scivolosi. Oltretutto assistiamo ad un curioso fenomeno: più si cammina in questa “fanghiglia”, più questa si attacca alle scarpe ed è difficilissimo liberarsene. Marocco 7Un poco delusi, riprendiamo la strada con il nostro 4X4 in direzione Fes, che sarà per tutti noi una piacevole scoperta. La guida ci accoglie davanti al Palazzo Reale Dar-el-Makhzen con le sue imponenti porte dorate e ci informa che ognuna delle città imperiale è dominata da un colore diverso: il colore simbolo di Fes è il blu. Iniziamo la visita dalla Mellah, il quartiere ebraico, e subito notiamo una architettura che esula dai canoni marocchini: molte delle case hanno piccoli terrazzi, che le abitazioni marocchine non hanno. Passiamo attraverso la porta Bab Boujeloud, riccamente decorata da piastrelle oro e blu e ci tuffiamo nella medina, a nostro parere la più interessante tra quelle viste finora: un dedalo di viuzze, brulicanti di attività commerciali: falegnami, calderai, conciatori. Già, le concerie… Entriamo in un negozio di pelletteria, saliamo due ripide rampe di scale, al termine delle quali ci consegnano dei rametti di menta per camuffare l’odore che sale dalle vasche nel cortile sul retro. Restiamo abbastanza impressionati per le condizioni di lavoro degli addetti che sono immersi nelle vasche di pietra fino alla cintola dalle 5 del mattino alle 3 del pomeriggio. Marocco 8 Purtroppo non riusciremo a fotografare le vasche con i colori vivaci viste in rete, in quanto i pigmenti affiorano in superficie solamente dopo ore di inattività, altrimenti si mescolano alle acque che assumono colori neutri. Visiteremo velocemente la Medersa Bou Inania e ci affacceremo all’ingresso della Moschea Karaouyne, grande quasi quanto mezzo stadio da calcio, capace di ospitare oltre 22.000 fedeli. Marocco 9 Marocco 10 Marocco11E’ prevista anche una visita ad una fabbrica di ceramica, assistiamo alla produzione manuale delle tesserine per mosaici. La sistemazione per questa sera è un “Dar” che si differenzia dal “Riad” per la mancanza del giardino e della fontana nel cortile interno e perchè ha finestre che affacciano sulla pubblica strada. Il Dar Cordoba è la sistemazione che mi è piaciuta di più, l’ho trovato uno spazio davvero raffinato, bellissimi gli stucchi alle pareti simili a pizzi ricamati da pazienti nonnine, gentilezza e pulizia sia da parte del titolare che dal resto del personale. Il giorno dopo ci aspetta una lunga tappa di trasferimento verso quella che è la meta più attesa di tutto il viaggio, il deserto. Partiamo di buon’ora e, sempre attraversando paesaggi fantastici, passiamo per Ifrane (1.700 mt), città pulita dall’architettura tipicamente occidentale, non a caso viene definita la Svizzera del Marocco. Marocco 12 I tetti spioventi delle case, lasciano presagire che l’inverno sia bianco, da quelle parti, e non possiamo non notare, abbarbicati ai comignoli, decine e decine di nidi di cicogne, in questo periodo abitati. Non lontano da Ifrane si trova addirittura una stazione sciistica, Michlifen. Breve sosta nella Valle dei cedri, ove il nostro autista si inoltra alla ricerca delle scimmie, che puntualmente trova, alle quali offriamo le noccioline comprate il giorno prima. Incredibile, una foresta di cedri, un bosco nel quale ti aspetteresti di trovare scoiattoli e marmotte, e invece… buffe scimmie! Marocco 13 Marocco 14Ci fermiamo per qualche foto nelle Gole del Ziz, stiamo scendendo verso sud e ce ne accorgiamo, il paesaggio è decisamente cambiato, i verdi pendii hanno lasciato posto a montagne rocciose, che bella la roccia rossa in netto contrasto con l’azzurro del cielo! Non c’è tempo da perdere, se vogliamo ammirare il tramonto nel deserto dobbiamo arrivare a Merzouga quanto prima! In lontananza mi pare di vedere una luce strana, particolare. Tengo il mio pensiero tra me e me, ma ho il sospetto che sia una tempesta di sabbia, ahimè. Così è, a quanto pare, però sta esaurendo, il vento sta calando la sua furia. Quando arriviamo a Merzouga all’hotel in cui lasceremo i nostri bagagli, visto che trascorreremo la notte in tenda tra le dune, non c’è quasi più vento per fortuna, così possiamo salire sui dromedari per la nostra passeggiata, in religioso silenzio, tra le dune dell’Erg Chebbi. Una volta che ti affacci alle porte del deserto, difficilmente riuscirai a dimenticare il suo silenzio e la sensazione di pace e libertà che si impossessa di te. Credo che sia questo il mal d’Africa che colpisce i viaggiatori e che lascia una incredibile voglia di tornare a ripetere la fantastica esperienza. Per me si trattava di un ritorno, a distanza di qualche anno, e devo dire che questa volta è stata anche più emozionante dell’altra. Marocco 15 Raggiungiamo il campo tendato dopo un’ora e mezzo di passeggiata con i dromedari, è piccolino, posizionato in un affossamento tra le dune, intimo e raccolto. E’ interamente a nostra disposizione, infatti quella sera siamo gli unici ospiti presenti, stravolti dalla stanchezza ci buttiamo sui divani della tenda più grande, in attesa che Mohammed, l’amico berbero che ha guidato i nostri dromedari fin lì, ci porti il the alla menta, che gustiamo godendoci l’atmosfera in attesa che ci venga servita la cena. Terminiamo la serata davanti al fuoco, poi ci ritiriamo a dormire nelle nostre tende, provviste di letti, lenzuola e coperte. La sveglia arriva alle 05:30, il tempo di vestirci e risaliamo in groppa ai dromedari per andare a scalare una duna e attendere in alto l’arrivo del nuovo giorno. E’ un momento emozionante, che porteremo per sempre nel cuore. I “clic” delle macchine fotografiche si sprecano, sullo schermo del pc oggi appaiono immagini bellissime, ma le emozioni provate in quegli istanti sono intime e molto personali. Marocco 16Rientriamo all’albergo, proprio all’inizio delle dune, e dopo una colazione abbondante ed una doccia ristoratrice, carichiamo i bagagli sulla jeep e partiamo in direzione Valle delle Rose. Breve sosta a Rissani, vediamo un mercato a cielo aperto, le donne del villaggio ci fanno una certa impressione, dato che alcune sono coperte completamente, solo gli occhi non sono nascosti, e rivoltano delle montagne di abiti ammucchiati per terra, si vende un po’ di tutto, un anziano signore vestito con la galabeya prova un paio di occhiali che non sembrano essere nuovi, tutta la mercanzia è esposta su teli distesi a terra. Ma non c’è tempo per fermarsi, la tappa successiva è El Khamlia, un villaggio conosciuto per i suoi abitanti originari dell’Africa Nera e per la loro musica. C’è una minuscola scuola, con parecchi bambini, regaliamo loro qualche caramella e loro ci ripagano con i loro fantastici sorrisi. Proseguiamo il nostro viaggio fino alle Gole del Todra, lungo la strada il paesaggio cambia ancora, è molto forte il contrasto tra la verde e lussureggiante vegetazione nel fondovalle attraversato da un corso d’acqua e il rosso delle montagne rocciose, lo stesso rosso delle costruzioni che si mimetizzano con l’ambiente circostante. Marocco 17 Marocco 18Stanchi ma felici per le impressioni che ci sono passate davanti agli occhi in questa giornata, arriviamo a Kelaa M’gouna, nella Valle delle Rose, trascorreremo la notte in una kasbah molto particolare Kasbah Ait Moussa; per raggiungerla dovremo inoltrarci con la jeep a passo d’uomo nelle strette viuzze sterrate del villaggio: tre bimbetti giocano davanti alla porta di un’abitazione, una vecchina seduta sul somarello ritorna a casa, due operai impolverati pedalano su vecchie biciclette, ma l’angolo che ci ospita questa sera è una piacevolissima scoperta: una kasbah restaurata che fonde armoniosamente un mix di classico e di moderno. Il mattino dopo percorriamo la via delle 1000 kasbah, fermandoci per una visita alla Kasbah Amridil, una sorta di museo etnografico; proseguendo in direzione Ouarzazate, un fuoripista all’interno di un palmeto ci permette di ammirare in lontananza le i monti dell’Atlante abbondantemente innevati Marocco 19 Non può mancare una visita della kasbah di Ait Ben Haddou, dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità: qui sono stati girati diversi film, tra cui Lawrence d’Arabia, Il the nel deserto, La mummia ed Il Gladiatore. Giriamo senza fretta tra i suoi vicoli, cercando un riparo dai raggi del sole che picchia insolitamente forte, quindi riprendiamo la nostra strada: ci attendono le cascate di Ouzoud, che vedremo domattina. Quando arriviamo al riad Cascades d’Ouzoud, che sorge proprio accanto alle cascate, possiamo sentirne il rumore. Il tempo sta iniziando a guastarsi, speriamo che domani non piova. Invece piove, pioviggina, il cielo azzurro di ieri oggi è solo un ricordo: nubi basse ed umidità molto alta. Scendiamo di buon’ora la strada a gradoni che ci porterà in fondo alle cascate, una discesa di 10 minuti costeggiata di ristorantini e botteghe di souvenir. Riusciamo a trovare anche qui delle pashmina molto graziose, non riusciamo davvero a trattenerci. Marocco 20 Le cascate in questo periodo sono al massimo dello splendore, in primavera la portata d’acqua è massima; ci sono dei barchini, con cui potersi far traghettare proprio fino sotto alle cascate, ma oggi non è il caso: miliardi di goccioline d’acqua ci piovono addosso, ci sentiamo come avvolti da una nuvola di vapore. Ritorniamo al riad e causa maltempo anticipiamo la partenza. Oggi la nostra meta è Essaouira, la città bianca sull’oceano. Sulle strade marocchine ci sono tantissimi posti di controllo della “gendarmerie royale” munita di laser per la misurazione della velocità: gli automobilisti sono molto rispettosi del codice della strada, anche perchè le multe sono molto salate; il limite di velocità è di 80 km/h e nessuno si azzarda a superarlo, e anche l’uso delle cinture è obbligatorio. Chi contravviene è punito con la sanzione amministrativa di 30 euro, uno sproposito in rapporto ai loro stipendi. La velocità di crociera tranquilla ci permette di ammirare il paesaggio , attraversiamo qualche villaggio, catapultati improvvisamente nella vita marocchina: ai lati della strada principale, le botteghe, ci colpiscono le “macellerie”, con la carne fresca in vendita appesa all’aperto ad un gancio, in balia della polvere, e non solo di quella, purtroppo… Arriviamo ad Essaouira nel pomeriggio e subito andiamo a vedere il mare: alti cavalloni si infrangono sugli scogli appena fuori dal porto, per la gioia di alcuni fotografi professionisti muniti di macchine con obiettivi impressionanti che aspettano di cogliere “l’attimo” per immortalare gli spruzzi delle alte onde. Marocco 21 Marocco 22Un simpatico vecchietto, minuto e sdentato, ci porta i bagagli al riad con il suo carrettino, non dopo aver contrattato il prezzo del suo compenso con il nostro autista. Il riad La maison di Sud è molto bello, a dire il vero sono due riad uniti tra di loro, una parte più nuova ed una un po’ più datata; noi finiamo in quella più datata, le camere sono carine, tutte a 4 letti, disposti su due livelli. Le parti comuni, salottini, giardino interno, salette per la colazione o per la cena sono molto colorate, purtroppo per i nostri gusti male illuminate, ma sicuramente molto particolari. Sopra i giardini dei due cortili interni non c’è copertura, il mattino dopo ci svegliamo con la pioggia e… piove pure all’interno del riad. Marocco 23 Marocco 24 Dopo colazione attendiamo che smetta di piovere, riusciamo a fare un giro nella medina e completiamo la nostra visita con qualche acquisto, soprattutto olio di argan acquistato in una delle botteghe di una cooperativa femminile che si rivelerà costare molto meno che non in una corrispondente cooperativa nella Valle delle Rose: stessi prodotti, stesse etichette, quasi metà prezzo. Marocco 25Oggi rientriamo a Marrakesh, vogliamo perderci nella medina, vogliamo tuffarci di nuovo nel souk, ma accidenti, piove! Ci rifugiamo nel Cafè de Paris per scaldarci con l’ennesimo the alla menta, quando smette di piovere ci buttiamo di nuovo in piazza Jema el Fnaa, che comincia ad indossare la sua veste serale: la festa si avvicina, e dopo poco iniziamo ad essere avvolti da mille odori e profumi di cose buone da mangiare. Ritorniamo a mangiare un’ottima tajine di pollo al limone e poi rientriamo al riad Alida. Ed è qui che il cerchio si chiude, proprio qui dove era incominciata la nostra avventura 8 giorni prima, ma sembra sia trascorsa un’eternità. Superfluo dire che ci sarà sicuramente occasione per un altro viaggio in quella Terra che ci ha colpiti per i suoi colori e per la gentilezza del suo popolo. assaporandolo e guardandolo non dal buco della serratura, ma varcandone la porta. Grazie Abdul , ci vediamo presto, in fondo non siamo così lontani! di , 22 Giu. 2013
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Indirizzo
Tour Città imperiali del Marocco deserto e la Costa atlantica Essaouira - Marrakech, Marocco
Durata consigliata della visita
Cinque e più giorni
Costo per persona
950 Euro
Età media
Adulti
Dimensione
Grande

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