Ma che bel castello (di Toscana)

Un tour d’altri tempi alla scoperta degli antichi borghi della Valle del Serchio: da Castiglione di Garfagnana a Castelnuovo, passando per Coreglia Antelminelli e Barga

L’ORA DI GIOVANNI PASCOLI

È necessario arrivare in quella che è stata una delle tre vicarie (della Lucca del 1236) prima del tramonto, perché Barga emana tutto il suo fascino nelle ore not­turne. Anche Giovanni Pascoli ne L’ora di Barga la fissa in quella luce. Quindi si può approfittare dell’occasione per ce­nare in uno dei ristoranti del borgo, trovare un alloggio per la notte e visitare il paese la mattina seguente, prima di proseguire il viaggio verso l’ultima tappa del week-end.

NELL’ANTICO BORGO

Nell’antico paese protetto da una cinta muraria, si può accedere da tre porte: Porta Reale, Porta Macchiaia e Porta di Borgo. Oltrepassando la prima e passeggiando su Via del Pretorio si giunge al conservatorio di Santa Elisabetta, un antico monastero delle Clarisse che risale al XV secolo. Proseguendo ci si ritrova nella parte più alta del castello, dominata dal Duomo, la cui facciata principale è stata costruita a più riprese dal XI al XVI secolo in blocchi di pietra alberese che acquista tonalità e sfumature a seconda delle condizioni atmosferiche. Intorno al duomo si fa spazio un grande prato, chiuso a Nord dal Palazzo Pretorio, oggi sede del Museo Civico. Camminando ci si ritrova poi in Piazza Salvi dove si affacciano due edifici del Cinquecento: Palazzo Pancrazi, oggi sede del Comune, e la loggia dei Mercanti, costruita quando Cosimo I de’ Medici istituì il mercato di Barga (1546). D’obbligo un salto in Piazza Angelio, il salotto del borgo, teatro di manifestazioni culturali e di feste popolari, anche per vedere l’omonimo palazzo. Infine, lungo Via di Mezzo fanno bella mostra di sé i palazzi del Settecento tra cui quello dei Bertacchi, dimora dei granduchi di Toscana quando erano in visita al borgo. L’ultima sosta da fare è nella frazione di Castelvecchio Pascoli, a quattro km dal borgo, per visitare Casa Pascoli, residenza in cui il poeta trascorse gli ultimi anni della sua vita. Conserva la struttura, gli arredi, la disposizione degli spazi dell’epoca. L’archivio contiene circa 76.000 carte, mentre la biblioteca circa 12.000 volumi.

PALAZZI E IL MUSEO... DELLA FIGURINA DI GESSO

Ultima tappa del viaggio è Coreglia Antelminelli, che vanta, seppur modificato, un tessuto urbano Cinquecentesco e mette in bella mostra edifici storici come quello del Comune (1572) e i palazzi Antonimi e Vincenti. Nella parte alta domina il Palazzo Vanni, che accoglie il Museo della Figurina di Gesso e dell’Emigrazione. Qui sono conservati oltre 800 pezzi di gesso, che provengono dalla Scuola di Disegno e Plastica (1883). Prima di rimettersi in strada, c’è da visitare le Chiesa di San Martino e quella di San Michele. La prima è stata eretta nel IX secolo, e ampliata nel X con le attuali arcate interne, i sostegni, i capitelli e l’abside. La seconda, costruita nel Mille a ridosso della fortezza e della torre, è stata trasformata poi in campanile. All’interno, l’ambone preromanico raffigurante una mucca è probabilmente il più antico sostegno di pulpito di tutte le chiese della Valle del Serchio. Solo ora, alla fine del nostro piccolo tour, si possono salutare le Alpi Apuane che svettano nella provincia di Lucca e i colli appenninici che degradano verso valle.

QUANDO IL TOUR DIVENTA ANCHE ENOGASTRONOMICO

Barga è definita “città slow” grazie a quel mix di arte, cultura e viver bene che la contraddistingue. I prodotti tipici (castagne, miele, vino, olio, farine, ortaggi, funghi, formaggi e salumi) ne sono protagonisti e ogni cibo viene valorizzato dalla filosofia slow. L’itinerario diventa così anche enogastronomico. Per gustare qualche piatto tipico potete fermarvi al Ristorante Alpino. Tra le specialità crostini toscani (una famosa e vecchia ricetta di famiglia), salumi di norcineria artigianale, la pasta casalinga, fettuccine, tortelloni Barghigiani, gnocchi, zuppe di verdure. Come secondi c’è una buona scelta di carni e poi, ovviamente, una varia selezione di formaggi. Uno dei piatti forti del borgo di Castiglione è invece la polenta di castagne accompagnata con ossi di maiale bolliti. Alla base della gastronomia locale ci sono funghi, tartufi e castagne. E per gustare un buon piatto di funghi porcini potete fare tappa al ristorante Il CasoneLa struttura dà inoltre l’opportunità di pernottare perché è dotata di 38 camere. A Castelnuovo di Garfagnana potete fare tappa alla Trattoria Bonini. Qui i prodotti locali da non perdere sono il Bazzone di maiale nero, i pecorini garfagnini, le preparazioni a base di castagne e farina di Neccio DOP. Dal lunedì al venerdì, a pranzo la trattoria propone un interessante e vario menu a 10 euro (bevande escluse). Il tour gastronomico termina a Coreglia Antelminelli per gustare il prosciutto Bazzone (presidio Slow Fo­od), il manzo di pozza e il Biroldo, salume tipico della Media Valle del Serchio e della Garfagnana. Trovate queste (e tante altre) prelibatezze da L’antica Norceria.

Foto: Matteo Lunardi

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Commenti
  1. danielreuther
    , 29/10/2016 20:30
    bellissimo! noi stiamo andando a fare una vacanza nel wellness resort alto adige www.stroblhof.com se si trova per strada passo per visitarlo!

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