La verde Toscana

una settimana divisa tra gli incantevoli paesini toscani e il relax marittimo

  • di ireste
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 
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Una vacanza toscana

Era da tempo che io e il mio ragazzo volevamo vedere la verde Toscana: quest’estate, quindi, abbiamo deciso di abbinare la visita di alcune città dell’entroterra con qualche giorno di relax al mare, a Marina di Massa. 1° giorno: Volterra e i suoi alabastri Per sfuggire alle micidiali code autostradali pensiamo e sperimentiamo con successo un itinerario che, pur allungando di una mezz’ora il tragitto, ci fa evitare l’affollata autostrada ligure (noi siamo piemontesi) e ci fa arrivare in tutta tranquillità a Volterra in tarda mattinata. Il primo impatto con la Toscana si rivela decisamente positivo: Volterra è stupenda! Gironzolando per le viuzze non possiamo fare a meno di entrare in tutti i negozi di souvenir di alabastro, anche solo per ammirare gli oggetti esposti (ma anche per alleggerire un po’ i nostri portafogli...). Ovviamente, ci dedichiamo anche alla cultura: visitiamo il Duomo e il bellissimo Teatro Romano con tanto di terme etrusche annesse; appena in tempo, dato che un breve ma intenso temporale ci sorprende poco dopo. Pazienza, tanto la sera si avvicina e dobbiamo raggiungere Siena, dove ci attende il nostro b&b Villa Fiorita, che si rivelerà un’ottima sistemazione, confortevole e vicina alle mura della città.

Prendiamo possesso della camera e poi partiamo all’esplorazione del quartiere o, meglio, delle pizzerie della zona! Per fortuna il gestore del b&b ci ha forniti di una cartina dettagliata della città e ci ha consigliato personalmente alcuni ristoranti: la prima scelta si rivela azzeccata. Nonostante la stanchezza che fa capolino non resistiamo a fare un giretto per le vie di una Siena illuminata in modo davvero suggestivo, e pregustiamo già la visita che faremo domani. 2° giorno: Siena tutta da scoprire

Dai racconti di chi c’è stato non immaginavamo che Siena nascondesse una tale ricchezza di chiese, palazzi e panorami: dietro la facciata di “città del palio” si nasconde, in realtà, una piccola Firenze, che avrebbe meritato almeno un paio di giorni di visita accurata (noi, nonostante le gambe lunghe e l’impegno, non siamo riusciti a vedere tutto: sarà la scusa per tornarci...). Il nostro itinerario inizia da Porta Camollia, e ci conduce subito alla vicina Fortezza di S. Barbara: i giardini presenti all’interno sono carini, e, data la posizione rialzata, si può vedere un bel panorama. Da lì ci dedichiamo alla visita delle innumerevoli chiese e chiesette disseminate lungo il percorso, e sono davvero tante! Però le consiglio, perché spesso una facciata spoglia nasconde un interno suggestivo e splendidi rosoni che la penombra valorizza molto. Bellissima è piazza Salimbeni (da vedere assolutamente di notte!) su cui si affacciano tre palazzi storici, oggi sede della famosa banca Monte dei Paschi.

Il tempo vola, e quando arriviamo in Piazza del Campo è tarda mattinata: la piazza è sorprendentemente in pendenza, e ci soffermiamo ad immaginarla percorsa dagli zoccoli scalpitanti dei cavalli durante il palio, così come si vede in TV. Prima che la Torre del Mangia catturi del tutto la mia attenzione, (sono appassionata di torri, campanili e cupole, e non perdo mai l’occasione di salire ovunque ci sia un bel panorama da fotografare) ci soffermiamo a scattare un paio di foto alla Fonte Gaia (che, però, non è l’originale ma una copia). La salita alla torre si rivela più impegnativa del previsto, dato che facciamo un’ora di coda per entrare, ma ne vale decisamente la pena: la vista è splendida se non soffrite di vertigini! Discendiamo affamati e pranziamo in uno dei tanti bar-ristoranti che si affacciano sulla piazza: scelta azzeccata, i prezzi sono normali e gustiamo anche il famoso “ciaccino” toscano (nient’altro che la pasta della pizza condita con olio e altri ingredienti a scelta...). Il pomeriggio prosegue su e giù per le stradine senesi: visitiamo il gigantesco e sorprendente Museo Archeologico, che, in realtà, assomiglia più ad un labirinto in cui si può trovare di tutto, compresi i tradizionali carri con i simboli delle contrade di Siena. Rinunciamo, invece, alla visita del Duomo e del Battistero: c’è troppa coda per i biglietti e il prezzo ci sembra un po’ troppo alto. Concludiamo la giornata con la visita alla Fonte Branda (una serie di vasche le cui acque, in passato, erano utilizzate in vario modo dai senesi) e San Domenico

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