Verso la Giraglia

Da Rio Marina, porto dell’Isola d’Elba, fuori dalle rotte più frequenti e più battute dal naviglio turistico, fino al maestoso golfo di Saint Florent. Ecco il racconto di una crociera in sei tappe per godere di uno scorcio suggestivo dell’arcipelago ...

  • di Paola81 1
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  • Viaggiatori: in gruppo
 

Da Rio Marina, porto dell’Isola d’Elba, fuori dalle rotte più frequenti e più battute dal naviglio turistico, fino al maestoso golfo di Saint Florent. Ecco il racconto di una crociera in sei tappe per godere di uno scorcio suggestivo dell’arcipelago toscano, e per navigare lungo la splendida costa nord-occidentale della Corsica. Un viaggio tra paesi di mare, calette isolate e paesaggi mozzafiato, sospinti dalle termiche lungo costa e da qualche sbuffata di Maestrale.

La partenza è fissata dal porto di Rio Marina, sulla costa nord-orientale dell’Isola d’Elba. Dalla Toscana si arriva in mezzora, imbarcandosi sui traghetti in partenza dal porto commerciale di Piombino. Il paese sorge sulle pendici delle piccole alture che degradano verso il mare. Tra le case arroccate svetta la Torre degli Appiani, ben riconoscibile per la sua pianta ottagonale.

Ci imbarchiamo a pomeriggio inoltrato: il vento non supera i dieci nodi e il mare è mosso da un’onda lunga e distesa. Mettiamo la prua verso nord per superare il promontorio di Capo Vita, la propaggine più settentrionale dell’Elba. Proseguiamo, quindi, verso ovest, lasciandoci sulla sinistra il golfo di Portoferraio. Doppiato capo d’Enfola, la costa si apre in un’ampia rada il cui versante orientale serpeggia nei golfetti di Viticcio, Biodola e Procchio. Tre insenature naturali perfette per dare ancora e fare una sosta: ci concediamo una discesa a terra, nel golfo di Procchio, per prendere un aperitivo in uno dei locali lungo la spiaggia. Rientrati a bordo decidiamo di trasferirci leggermente più a nord, nello specchio d’acqua antistante alla località di Campo all’Ala, dove il profilo della costa dà un ottimo riparo per la notte.

La mattina seguente, dopo una veloce colazione, salpiamo l’ancora e ci accingiamo a coprire le venti miglia di mare che dividono Capraia dall’Elba. Procediamo a motore per buona parte della tratta, poiché il libeccino delle prime ore della giornata scende spesso sotto la soglia critica e rende difficoltosa la navigazione a vela, specie su uno scafo di 14 metri.

Osserviamo in lontananza un banco di delfini che gioca sul pelo dell’acqua. Non è certo un avvenimento eccezionale visto che il tratto di mare in questione è al centro del Santuario dei cetacei, una vasta area marina protetta, nata da un accordo tra Italia, Francia e Principato di Monaco, di cui fa parte il Parco nazionale dell’arcipelago toscano.

Giungiamo a ridosso dell’estremità meridionale dell’isola di Capraia e sostiamo qualche ora al cospetto delle coste scoscese che scendono ripide verso il mare. L’entroterra è selvaggio, ricoperto di macchia mediterranea e privo di nuclei edificati. Le uniche vestigia di civiltà sono i resti dell’antica torre genovese sui basalti grigi di Punta dello Zenobito. Ci concediamo una battuta di snorkeling nelle acque di Cala Rossa, che si rivela, peraltro, un punto di sosta ben riparato. Costeggiando verso nord giungiamo, quindi, a Punta Ferraione oltre la quale sorge l’unico porto dell’isola. La struttura è gestita dal Marina di Capraia Isola, che offre tutti i servizi utili al crocierista tra cui il rifornimento idrico, quello di carburante e i servizi igienici con doccia. Lungo la banchina ci sono negozi, bar e ristoranti, oltre che l’ufficio della Capitaneria di porto.

È possibile ormeggiare e trascorrere la notte in marina, ma preferiamo dare ancora nel golfetto che si apre sulla bocca del porto. Tra le altre barche alla fonda, notiamo il possente scafo rosso di Adriatica, la barca di Syusy Blasy e Patrizio Roversi.

Ci svegliamo di buon mattino e un bel Maestrale spazza le onde. Issiamo le vele e partiamo alla volta della Corsica. Nel tratto di mare tra le due isole peschiamo alla traina un bel pesce barracuda.

Verso mezzogiorno, ecco lo scoglio della Giraglia: il vento aumenta fino a raggiungere i trenta nodi. Doppiamo la Giraglia e poggiamo verso il golfo di Barcaggio che si apre all’estremo nord della Corsica. La baia è molto piacevole e presenta una lunga spiaggia sabbiosa che percorre l’intero litorale. A pochi metri dalla riva c’è un simpatico ristorantino con un buon menu di pesce e un fresco plateatico riparato dal sole.

Nel tardo pomeriggio salpiamo in direzione di Centuri, villaggio di mare con un piccolo porto turistico, che raggiungiamo dopo un paio di ore di navigazione. Ancoriamo in prossimità del porto dove una lingua di terra, che si protrae verso ovest, protegge le imbarcazioni dai venti del terzo quadrante.

La giornata successiva costeggiamo l’intero versante occidentale della penisola di Capo Corso e gettiamo l’ancora nelle acque del golfo di Saint Florent. Il grande golfo è costellato di barche alla fonda, e non è immediato trovare una collocazione idonea per trascorrervi la notte. La cittadina di Saint Florent, seppure di piccole dimensioni, pullula di vita. Si trovano negozi, ristoranti, locali notturni e un porto attrezzato di tutto punto, nel quale sonnecchiano stupendi yacht tirati a lucido. È l’ultima tappa della nostra crociera tra Italia e Corsica. Il mattino successivo, alle prime luci del giorno, salpiamo alla volta dell’Elba, dove giungiamo dopo circa 12 ore di navigazione.

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