Sorprendente Torino

Tour guidato alla scoperta di una metropoli sabauda misteriosa e popolata di fantasmi

  • di cappellaccio
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Un fine settimana nel capoluogo piemontese può assumere svariatissime forme: il ventaglio di itinerari a disposizione è molto ampio perché ci sono tante città parallele, così diverse fra loro da non intrecciarsi nemmeno una volta, ciascuna delle quali ha le proprie attrattive. Avete presente il Museo Egizio e il Museo del Cinema, la doppietta Palazzo Madama e Palazzo Reale, la Basilica di Superga e la Basilica dei Cappuccini? Bene, dimenticateli, abbiamo scelto di allontanarci dall’ovvietà, sebbene il dualismo sia un concetto chiave del nostro breve soggiorno. Oddio, per il visitatore al suo primo contatto con questo centro urbano forse non è l’opzione ideale.

Si tratta di un’immersione notturna in una città sfavillante di luci per conoscere l’anima esoterica di Torino accompagnati da Somewhere, che ci scorterà tra simboli massonici e astrologici, Sindoni dipinte, mascheroni apotropaici, reggilampada a forma di diavolo e battacchi raffiguranti il grugno del demonio. Il filo conduttore alla base del “viaggio incantato” di stasera è l’esistenza di due Torino, una scura e una chiara, che si oppongono specularmente. Il bus gran turismo che ci porterà a spasso nel mistero si mette in moto nell’ottocentesca Piazza Statuto, concepita allorché Torino fu nominata capitale d’Italia, che secondo la nostra guida sarebbe il luogo in cui si concentrano le energie negative della metropoli sabauda, ovvero una sorta di triangolo delle Bermuda locale e pertanto ci meravigliamo che non ci sia capitato nulla di male venendo qui. Al centro di questo vastissimo spazio spicca il monumento che rende omaggio ai caduti del tunnel del Frejus. Lo scultore Luigi Belli ebbe l’ispirazione di andarsi a scegliere dei massi rimossi dalla montagna per scavare la galleria, che fece portare in questa piazza e con essi creò un rilievo piramidale dalla valenza simbolica. Lungo le pendici di questo monte in miniatura sono distribuite delle statue bianche, che assumono posizioni contorte cercando di aggrapparsi alle rocce per non precipitare. La loro intenzione è quella di salire sulla sommità dove si trova un genio alato nero che si libra nell’aria, che contrasta con le figure sottostanti: è l’allegoria della tecnologia e della scienza. Applicando però una lettura di carattere esoterico gli uomini bianchi potrebbero alludere al faticoso cammino dell’ascesa verso la sapienza e la rivelazione della verità, l’angelo nero sarebbe Lucifero, l’unico a possedere un tipo di conoscenza che non è disposto a cedere a nessuno.

Insomma, come già detto ci stiamo addentrando sempre più nel quartier generale della scalogna, poiché siamo nella parte ovest, che equivale a tramonto-morte, infatti sotto di noi c’era una necropoli ai tempi dei romani, il che significa essere arrivati al capolinea dell’esistenza terrena. Ma niente paura, ci rivolgiamo verso il polo positivo, il Po, ubicato a Est, che all’alba si tinge della luce del sole nascente, anche se per farlo dobbiamo attraversare una zona iellata nei pressi di Corso Valdocco, la cui etimologia è “vallis occisorum”, la valle degli uccisi, visto che vi sarebbero stati martirizzati i tre santi protettori della città, Solutore, Avventore e Ottavio e inoltre perché nello slargo alla confluenza dei corsi Valdocco, Principe Eugenio e Regina Margherita era situato il patibolo per le esecuzioni capitali. A volte coloro che finivano giustiziati erano negromanti o streghe e forse non ci crederete ma la superstizione toccava le alte sfere dello Stato, cioè casa Savoia. Pensate che alla fine del Seicento Vittorio Amedeo II si avvaleva delle doti di due personaggi che praticavano le arti magiche, vale a dire il mago Fortebracci e la monaca Serafina, una veggente, mentre si sa che Cristina di Francia, figlia di Enrico IV e consorte di Vittorio Amedeo I, fu specialmente attratta dagli alchimisti. In sostanza la ricerca della pietra filosofale e l’idea del soprannaturale affascinava e intimoriva tutti quanti, nessuno escluso e proprio stasera pure noi avvertiamo un brivido andare su e giù per la spina dorsale quando in piazza S

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