Le isole degli amici

Era tempo che meditavo di tornare nel Sud Pacifico, primo unico e vero amore, finchè un giorno preso da questa mania di persecuzione decisi di intraprendere ( anche grazie all'arrivo di una inaspettata liquidazione ) il viaggio più importante e ...

  • di steverm
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia

Era tempo che meditavo di tornare nel Sud Pacifico, primo unico e vero amore, finchè un giorno preso da questa mania di persecuzione decisi di intraprendere ( anche grazie all'arrivo di una inaspettata liquidazione ) il viaggio più importante e lungo della mia vita ( anzi nostra... C'è anche mia moglie Maria ! ).

L'itinerario fu progettato seguendo parzialmente le antiche migrazioni Polinesiane; rotta: Hawaii* - Tonga - Fiji - Cook* - Polinesia Francese - Isola di Pasqua ( * = di passaggio).

Partimmo il 29 Luglio ( per evitare le tariffe aeree d'Agosto ) con un Boeng 737 della British Midland verso Londra (cena in un tipico pub londinese a prezzo esorbitante ! ed interrogatorio di terzo grado alla frontiera inglese) per poi prendere la coincidenza per Los Angeles ( 10h, 20min in un Jumbo della Air New Zealand ) e proseguire con un altro volo ( sempre Air New Zealand 5h + 7h ) fino a Tonga ( ...Via Honolulu ).

Finalmente si rincominciava a viaggiare sul serio ! ( ...Pensai ), infatti il viaggio durò circa un paio di giorni senza particolari problemi fatta eccezione per le valige che avrebbero duvuto transitare da Los Angeles direttamente a Tonga ( come assicurato dalla Air New Zealand in quanto si trattava di due voli della stessa compagnia...Avevo addirittura le carte d'imbarco per gli aerei successivi a Londra ! ) e che invece sono "pericolosamente" uscite dal "baggage claim" ( per fortuna un mio eccesso di scetticità mi aveva fatto abbandonare la sala transiti, obbligandomi a passare la dogana statunitense per controllare il bagaglio...Scoprendo in tempo il disguido ! ) Tralascio e tralascerò in questo RECE volutamente i miei sporadici e frequenti incontri con altri turisti italiani per non alimentare polemiche, commenti e sberleffi nell'NG che frequento.- Il 31 di Luglio arrivammo nel minuscolo aeroporto internazionale del Regno di Tonga nell'isola principale di Tongatapu. Ad accoglierci c'era Gp ( con il figlio Federico )... Allora solo un amico virtuale ( ...In quanto ci eravamo sentiti solo via Email ) ma che subito si rivelò anche un amico reale !...( ed una persona squisita ! ) facente parte dell'allegra famiglia di "poveri " ( si fa per dire... ) emigrati italiani in cerca di un paradiso ( trovato ) più a misura d'uomo... Salimmo sulla Jeep e dopo mezz'ora di strada ( una delle poche e delle prime asfaltate dell'isola principale...Costruita solo pochi anni fa...E lo dico a dimostrazione di quanto sia ancora abbastanza incontaminata questa parte della Polinesia ) arrivammo al porticciolo della capitale ( Nuku'Alofa ) dove salimmo su un motoscafo che in 15 minuti ( all'interno della laguna ) ci portò nella prima tappa del viaggio: la vicina isola di Fafa presso il Fafa Island Resort. L'isola era piccolina ( pochi minuti per girarla a piedi ) ...Consiglio a chi viene a Tonga di farla e come prima destinazione ! Infatti se è vero che le piccole isole del Sud Pacifico si rassomigliano un po' tutte e quindi difficilmente sono adatte a capire le differenze culturali di popoli aventi una stessa radice è pure vero che dopo un viaggio di due giorni, un periodo di calma, relax e spensieratezza all'insegna del mare-sole-bagno-pappa buona ci stà veramente bene ! Finalmente la "vera" Polinesia ...Gli elementi c'erano tutti: la sabbia chiara orlata dai cocchi, le nuvolone nere alternate al sole abbacinante, la "flemma" anti-stress tipica dei locali condita dai sorrisi e... Soprattutto i "falè" ( tipiche abitazioni polinesiane simil-capanne "areate" ). Il nostro falè era composto da un ambiente centrale formato da un bel lettone tri-cuscinato con zanzariera ( superflua in quel periodo ) ed un tetto "naturale" molto alto sorretto da pali in legno ( dove gozzovigliavano la notte dei gechi sbuffanti e ciccioni come da fisico tongano ). Di fronte c'era una parete molto bassa di vetri ( con al centro la porta...Senza chiave... Qui finalmente si può abbandonare ogni sorta di paranoia ! ) sopra la quale un grande spazio vuoto ( sino al tetto ) areava l'ambiente: infatti la sera una temperatura più che fresca imponeva felpa e coperta pesante ! Lateralmente allo stanzone due porte: una dava sul guardaroba ( dove c'era anche l'impianto di ricarica della batteria a celle solari per l'illuminazione notturna ) ed un'altra sul bagno meravigliosamente curioso ed ampio. Era infatti costruito all'aperto con una sola piccola tettoia sui servizi igienici, immerso nelle piante tropicali, con una grande doccia con produzione d'acqua calda tramite boiler solare e delimitato da una palizzata di tronchi d'albero...Che si voleva più dalla vita ? una casa ecologica sia nelle soluzioni più tradizionalmente polinesiane, sia in quelle più occidentali moderne ! Di fronte, a pochi metri, c'era la nostra spiaggia chiara schermata, come pure il falè, dalla folta vegetazione ed il mare dal quale spuntavano per la bassa marea le punte dei coralli e dal quale si formavano dei cerchi che tradivano la presenza dei tipici pesci tropicali intenti nelle loro faccende quotidiane. Il resto era silenzio e pace interrotta solo dai fischi e dai versi improvvisi degli uccelli ( grandi pappagalli scuri detti Koki, Takahe neozelandesi, fregate e gabbiani ). Sistemati i bagagli e letti gli orari dei servizi "mangerecci" ci buttammo subito in un bagno "ristoratore" equipaggiati di tutto punto con maschere, pinne, mutine e macchinetta subacquea ! ( per la serie: ...Ai tropici non si deve mai perdere "tempo"...Anche perchè il clima è spesso burlone !...E nel nostro caso infatti non siamo stati esentati durante la nostra permanenza tongana da qualche "sgrullone", neanche troppo breve, di pioggia ! ). Per assicurare i nostri cari del nostro "incolume" arrivo a Tonga ( ...Per chi non viaggia è quasi un miracolo ! ) decidemmo di tirare fuori i nostri fax ( pre-stampati in Italia con il computer...Valida alternativa alla telefonata sempre difficile, poco comprensibile e breve ) e li consegnammo alla reception per un inoltro "veloce" ( praticamente fu mandato due giorni dopo, il che è un bel record di rapidità per il "tempo tongano"...Vi potete immaginare in Italia...A momenti chiamavano l'unità di crisi della Farnesina ! - vedi RECE delle Maldive )

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