Il caldo abbraccio di Tonga

Ciao a tutti, questo è il racconto del nostro viaggio a Tonga, nel nostro sito in firma potete vedere le foto e i video. Grazie della lettura Il caldo abbraccio di Tonga. Sono le tre di notte del 16 dicembre ...

  • di Massimo B
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia

Ciao a tutti, questo è il racconto del nostro viaggio a Tonga, nel nostro sito in firma potete vedere le foto e i video.

Grazie della lettura Il caldo abbraccio di Tonga.

Sono le tre di notte del 16 dicembre 2006 e Sione ci sta accompagnando al Waterfront, le emozioni nel ripercorrere quel tragitto sono così diverse da quelle provate appena due anni fa, quando dal Waterfront Sione ci portava all’aeroporto, le lacrime bagnavano le nostre gote come due bambini ai quali viene tolto il giocattolo preferito dalle mani, sapevamo di non rivedere più quell’angolo di paradiso.

La frase pronunciata alla fine di un viaggio è sempre la stessa: “ci tornerei anche domani, se solo potessi!”.

In cuor nostro sapevamo che tornare a Tonga era quasi impossibile, per cui la frase sopra citata non l’abbiamo neanche pensata.

Una volta tornati a casa ci siamo resi conto che Tonga ci aveva scalfito il cuore penetrandovi con forza, e che la ferita si sarebbe rimarginata solo tornandoci almeno una seconda volta.

Beh, siamo atterrati da meno di un’ora e già si nota un’apprezzabile miglioramento. Ci abbandoniamo al caldo abbraccio di Tonga che si prenderà cura di noi per circa un mese.

Il programma prevede una decina di giorni a Tongatapu, tempo utile per riprendere i tempi tongani, e poi una terapia d’urto a base di atolli sconosciuti, spiagge incontaminate e bagni in acque cristalline, il tutto accompagnato da una buona attività culinaria, pesce fresco, frutta e verdure locali.

Potevamo chiedere un regalo più bello da trovare sotto l’albero? Questo è per noi il primo natale lontani dalle nostre famiglie, e più lontano di così sulla terra non si può.

La famiglia di Gp, conosciuta due anni fa, ci accoglie calorosamente, tanto da farci sentire come a casa nostra.

Con loro ripercorriamo le tappe più interessanti dell’isola, compresa la tomba dove è sepolto il Re Toupou IV, recentemente scomparso.

Tonga è interamente fasciata con drappeggi di raso, nero e viola in segno di lutto, e rimarrà così finché il vento non li spazzerà via.

Siamo incuriositi nel vedere come i tongani non rinuncino a far festa, mescolando gli addobbi luminosi e colorati del natale agli ornamenti luttuosi.

Il risultato è una fusione tra la vita e la morte che fa riflettere, a Tonga, come nel resto del pacifico il concetto della morte è vissuto senza tabù, lo si evince dal fatto che non ci sono cimiteri isolati e cupi, le tombe sono tra le abitazioni, e sono talmente decorate e variopinte che invece di ignorarle ci si sofferma ogni volta ad ammirarle senza provare tristezza per chi non c’è più, tra i fiori e i coralli anche i bambini vi possono tranquillamente entrare e giocare.

Nuku’alofa è molto cambiata, purtroppo i disordini dello scorso novembre hanno cancellato il cuore pulsante della capitale, il centro con le sue attività è stato completamente bruciato, e la maggior parte degli edifici sono impraticabili.

Lo sapevamo perché prima di partire Gp ci aveva messi al corrente della situazione, e nello stesso tempo ci aveva rassicurati, poiché gli incidenti non si erano più ripetuti.

Vedere con i nostri occhi è stato molto doloroso, ci auguriamo che la ricostruzione possa cominciare al più presto, e che Tonga ritorni ad essere quel paradiso dove non esiste violenza, ma solo gioia di vivere.

In seguito a questi disordini il mercato settimanale di Tofoa è diventato giornaliero incorporando tutti quegli artigiani che hanno perso il negozio nel rogo.

E’ bello essere ancora una volta in questo piacevole caos di bancarelle, dove si vende di tutto, dalla vecchia macchina per cucire Singer al tritaghiaccio per fare le granite, dalle arachidi fresche agli ananas maturi e profumati, dalle palle per l’albero di natale al presepe realizzato con la tapa

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