Alla scoperta della Castiglia

Un viaggio on the road alla scoperta delle cittadine poco lontane da Madrid

  • di Barbara Oggero
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 
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L’auto viaggia costante nella notte lasciandosi alle spalle Madrid per andare incontro a cittadine e territori attorno alla capitale spagnola. La regione della Castiglia, tra La Mancha e il León, rispettivamente a sud e a ovest, è la meta da raggiungere per un itinerario di cinque giorni molto on the road, ma altrettanto on the feet. Toledo e i mulini a vento di Don Chisciotte, Àvila con le sue mura, Salamanca universitaria si svelano e si concedono dalla somma di cucuzzoli su cui stanno abbarbicate.

Toledo, a un’ora di strada ad alto scorrimento dalla caotica Madrid, è una meta toccata per mezza giornata dal turismo dei grandi pullman che – visitata la Cattedrale – si dirigono in Andalusia. Eppure merita un soggiorno intenso di almeno un giorno per esplorare le tante stradine strette, irregolari e pulite su cui si affacciano bassi edifici dalla pietra chiara. Posizionata su un’altura di granito e circondata per quasi tre lati dal Rio Tago, è parzialmente ancora cinta da mura gotico-moresche, percorribili a piedi, che rimandano all’antica dominazione araba. La cittadina è vivace, trafficata sia di giorno che di sera, anche se prima delle 10 di mattina è difficile trovare aperta qualsiasi cosa (dai negozi ai musei, ai caffè); la sistemazione alberghiera offre numerosi hotel a due stelle in palazzi d’epoca, ristoranti per tutti i budget e molte possibilità di visita. Dormire: Hotel El Diamantista (2*).

La Mancha è la regione a sud di Toledo, conosciuta per il celebre romanzo di Cervantes dedicato a Don Chisciotte. Il territorio è in gran parte pianeggiante e presenta distese di vigneti e ulivi, che trovano in questa terra secca il loro habitat ideale; manciate sparse di pecore brucano nei campi e forniscono lana oltre a formaggi dop. Su rilievi - che si alzano come creste dal terreno - si ergono numerosi mulini e rocche disabitate, a testimoniare che il primo romanzo di Spagna attinse dalla realtà per la propria ambientazione. Ovunque tracce del cavaliere errante e del suo fido scudiero: statue, azulejos, gadget e festival a tema tra i vicoli dei paesini incontrati lungo la statale. Ogni cosa sembra portata dal vento, che gira senza sosta per tutta la regione, scompigliando i capelli e sfilando le nuvole.

Àvila appare da distante con le sue mura imponenti che la circondano in tutta la sua circonferenza (2,5 km) e che rappresentano il vero spettacolo della cittadina. Distante appena oltre un centinaio di kilometri da Madrid, è situata sul dorso di una collina e circondata da montagne: la sua altitudine di 1.100 metri slm e l’unica apertura della vallata a nord condizionano il clima, rendendolo piuttosto fresco (per non dire freddo!). Meta di pellegrinaggio dei devoti a Santa Teresa, i suoi monumenti più importanti si trovano sia dentro che fuori le mura; una piacevole e tonica passeggiata permette di vedere la cinta sia dall’esterno, che da sopra (per quasi tutto il percorso). Nei giorni di riposo (domenica e lunedì) i suoi vicoli in pendenza sono deserti e la sera si incontrano rare anime, che deambulano in pena tra i pochi locali e ristoranti aperti a fine aprile. Dormire: Hotel Arco San Vicente (2*).

Salamanca, nella parte meridionale del León, è un’antica cittadina universitaria vivace. Popolata soprattutto da giovani, ovunque e a tutte le ore, è visitata dagli studenti di mezza Europa in gita scolastica. A risentire in maniera benefica di tanto movimento, oltre all’economia, sono anche – e soprattutto – i vecchietti, arzilli e pronti alla battuta! Distante oltre 200 km da Madrid, si trova su un’altura al centro di un altopiano quasi privo di alberi dove vengono allevati tori davvero neri. Interamente costruita con la pietra giallo-oro di Villamayor, gli edifici assumono una colorazione dorata al sole e conferiscono al centro storico un aspetto luminosoPosizionata, come Toledo e Àvila, in una rotta alternativa del cammino di Santiago, il centro si raggiunge anche a piedi attraversando un ponte di epoca romana, che conduce all’edificio in cui sono raccolte la Cattedrale Vecchia e Nuova, offrendo uno scorcio davvero romantico della cittadina.

L’itinerario porta poi a Madrid, quasi a voler chiudere un cerchio ideale davanti all’imponente monumento di Plaza de España dedicato a Cervantes e tra le stanze del museo del Prado dove sono esposti – tra gli altri – diversi dipinti de El Greco (che visse e morì a Toledo). Bella e caotica, vale sempre una passeggiata tra Plaza Mayor e la Puerta del Sol, ma – a posteriori – il rimpianto per quello che si poteva fare e non s’è fatto conduce la mente a Segovia: un altro piccolo gioiello pieno di storia e charme, da tenere a mente per il futuro.

Barbara Oggero - http://reporterpercaso.com/

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