Primo viaggio in Giappone: Tokyo

Una settimana nella capitale giapponese, tra modernità e tradizione

  • di ceciliac.
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Giorno 3

Appena scrutiamo la mappa della metro, ci accorgiamo che il programma del giorno prevedeva degli spostamenti non del tutto efficienti, però decidiamo di mantenerlo inalterato e di trascorrere un po’ più di tempo sotto terra. Prima destinazione: il tempio Senso-ji. Visitiamo il complesso, tentiamo la fortuna e shopping in Nakamise Shotengai. Per pranzare seguiamo un’altra volta il consiglio della guida e proviamo il ristorante Sometaro. Un locale antico in cui si entra senza scarpe e ci si siede davanti a piastre roventi su cui vengono cucinati gli okonomiyaki, frittate farcite con carne, verdure o uova (proprio quelle che cucinava il papà di Licia, in Kiss me Licia!). I turisti conoscono bene questo posto ma è inutile dire che è da provare! Seconda tappa della giornata è il quartiere di Korakuen; precisamente andiamo a vedere il giardino ornamentale Koishikawa Korakuen. Ultima tappa per oggi: Akihabara, il cuore pulsante dell’elettronica, manga e anime. Facciamo un giro e entriamo in alcuni dei più famosi negozi, come Mister Potato. Per strada è pieno di maid e pensiamo che non ci ricapiterà più l’occasione di sperimentare di prima persona l’esperienza del maid café, così entriamo in uno. Sorseggiando un caffè e guardandoci intorno, siamo sempre più increduli… le foto e le descrizioni di questi locali non rendono l’idea: sono da provare! Ormai stanchi, sulla strada verso casa ci imbattiamo in uno street food di takoyaki, polpette di polpo, e decidiamo di cenare così, gustandoci il movimento e le luci di Akihabara. Per concludere la giornata andiamo a vedere da vicino la Tokyo Tower illuminata e giochiamo a trovare le differenze con la Tour Eiffel.

Giorno 4

Anche oggi è una giornata di grandi spostamenti in metro. La nostra prima direzione è il quartiere di Ueno. Scendiamo alla fermata Ueno-hirokoji per dirigerci verso il parco passando dalla stradina Ameya-Yokocho, un mercato all’aperto. In questa strada e in alcune parallele ci perdiamo nel confrontare e provare sukajan, i bomber ricamati in stile giapponese. Se lo cercate anche voi vi consiglio questa zona perché è dove abbiamo trovato più scelta per disegni e prezzo (sono abbastanza costosi!). Soddisfatti del nostro shopping, andiamo finalmente al parco. Il parco Ueno –koen è molto grande e noi vediamo vari templi, torii e il lago con le ninfee e i fiori di ciliegio ( un po’ tristi data la stagione, ma comunque molto suggestivi!). Uscendo dal lato opposto del parco, passeggiamo nel quartiere tradizionale di Yanaka: qui non si vede nemmeno un turista e scoviamo alcuni negozietti molto carini. Pranziamo da Kamachiku, un locale segnalato dalla guida e che mi sento di consigliare a tutti: il posto è molto bello e gli udon sono i migliori che abbiamo mangiato! Pomeriggio a Shinjuku. In realtà, per non cambiare la linea della metro, decidiamo di scendere nella stazione più “vicina” a Shinjuku e proseguire a piedi… il pomeriggio se ne va mentre noi scopriamo angoli della città che sono fuori da ogni tour turistico. Arriviamo nel quartiere che ormai è buio e decidiamo di salire sul grattacielo del Tokyo Metropolitan Government Office da cui si può capire la vastità della città. Cena con yakitori, gli spiedini alla griglia.

Giorno 5: Mercoledì 25 Ottobre

Piove di nuovo e non è il giorno adatto per vedere il santuario shintoista Meji-jingu, ma non ci lasciamo abbattere. Sotto la pioggia, ci incamminiamo in questo parco maestoso: scattiamo foto davanti alle botti di saké e esprimiamo i nostri desideri sulle tavolette di legno. Passeggiamo in Takeshita-dori e Omote-sando e pranziamo da Maisen, ma rimaniamo un po’ delusi: il quartiere non ci piace e il ristorante risulta turistico e non buono come altri posti dove siamo stati. Nel tardo pomeriggio decidiamo di tornare a Shinjuku per vedere meglio la zona e ne approfittiamo per organizzare la giornata al Monte Fuji. Preferiamo evitare un percorso organizzato e prenotiamo i biglietti del pullman A/R per Kawaguchiko ( circa 35/40 yen a testa). Ceniamo vicino a casa, ad Akasaka, in un locale di sushi: una bella scoperta!

Giorno 6

Finalmente oggi vediamo il famosissimo mercato del pesce! Siamo stati in dubbio fino all’ultimo se fare la levataccia per vedere l’asta del tonno. Leggendo blog e recensioni i pareri sono discordanti; per noi, la scelta definitiva è stata portata dalla stanchezza e dal tifone di quei giorni. Una volta al mercato però ci rendiamo ben presto conto che siamo arrivati troppo tardi e molti venditori stavano già ripulendo (erano le 9.30/10). Personalmente rimango comunque molto sorpresa e mi riprometto per un prossimo viaggio a Tokyo di andare all’asta e di vedere il mercato nel momento di maggior attività. Contro tutti i consigli delle guide di mangiare sushi in zona, noi ci allontaniamo: il caos permette a fatica di avanzare e non abbiamo il coraggio di avvicinarci a nessun locale. A piedi raggiungiamo la stazione di Shimbashi da dove parte la Yurikamome, la linea ferroviaria con un treno su monorotaia sopraelevato e senza conducente. Ci mettiamo in capo al treno e assistiamo al percorso tra i grattacieli e sopra il ponte che collega la città all’isola di Odaiba. Un viaggio sulla monorotaia merita ma una volta sull’isola c’è poco da fare: ci sono solo hotel, centri commerciali e qualche museo e noi ci ritroviamo a mangiare ramen nella food hall dell’Aqua City Odaiba. Pomeriggio per negozi a Ginza: nulla di particolare se non gli 11 piani di Uniqlo che meritano un giro giusto perché si può trovare di tutto. Per cena ci spostiamo a Roppongi dove abbiamo una vasta scelta; decidiamo di provare un locale di cucina tipica giapponese in una stradina nascosta

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