The Floating Piers

Lago

Descrizione

Devo fare un paio di premesse: ho conosciuto la land-art 20 anni fa, quando sono stata hostess all’esposizione di un’opera composta da tanti pezzi di un materiale che si trova in natura, messi in un luogo chiuso. Questo mi ha lasciata molto perplessa: la parola “land-art” a me fa pensare alla natura e non a qualcosa di tolto da lì per essere chiuso tra quattro mura, per quanto di grande valore storico e artistico. In secondo luogo il gallerista mi disse: “Faccia in modo che nessuno tocchi assolutamente niente, che nessuno sfiori anche solo un angolo dell’opera, sarebbe come tirare un pugno in un quadro”. Ancora più perplessa di prima: toccare quei materiali sarebbe stato, a parer mio, qualcosa che poteva dare emozioni anche tattili, e non solo visive. Di lì in poi ho sempre amato poco questo tipo di arte, ma nella vita si può anche cambiare idea, in un modo o nell’altro. Detto ciò, Christo lo sento nominare da tanti anni ma ammetto che non l’ho mai seguito molto, ma sono ancora in tempo a rimediare. Ho letto la prima volta un articolo su The Floating piers almeno tre-quattro mesi fa, forse di più e me ne sono innamorata completamente. Ho attivato immediatamente un Google Alerts, per essere informata sull’opera, sull’artista, sulle località eccetera. E mi sono detta: “Ecco, questo è ciò che intendo io per land art, un materiale inserito nella natura e, soprattutto, fruibile, che si può toccare, col quale si può interagire”. Mi rendo conto che è l’esatto contrario dell’opera di cui ho parlato prima: The Floating Piers infatti è composto da materiali estranei alla natura ma inseriti nell’ambiente, con un percorso ben preciso, con l’intento di far camminare le persone sulle acque, di far si che le persone stesse possano essere parte dell’opera stessa, nei propri ricordi, nelle immagini e tutto ciò rimarrà nella storia.

Mi sono scoraggiata diverse volte dall’andarla a vedere, non è vicinissima, non conosco la zona, i trasporti erano imballati, si parlava di code di sei ore eccetera ma, per miracolo, è il caso di dirlo, all’ultimo minuto ho avuto la possibilità di esserci anch’io. Ero ancora sulla navetta quando le prime emozioni sono scoppiate all’improvviso, quando finalmente, da molto lontano, si vedeva la passerella, con tutte le “formichine” che camminavano sopra e solo nello scrivere questo gli occhi diventano lucidi. La fatica della coda di due ore per poter accedere all’opera è stata annullata non appena messo piede sulla passerella, un’emozione indescrivibile, molto personale, sicuramente non tutti abbiamo vissuto la stessa identica sensazione … Certo, per poterla godere appieno, nel suo senso originale, bisognerebbe essere da soli, immersi nella natura, a sentire ondeggiare l’acqua, nel silenzio totale. Ovviamente tutto ciò non è possibile per noi comuni mortali ma è comunque stata un’esperienza favolosa e sicuramente unica …

Il primo tratto, da Sulzano a Monte Isola è breve, 10 minuti, senza contare il tempo in cui ci si ferma per fare fotografie, ed è anche quello in cui il lago è più mosso, quindi la passerella ondeggia molto. Si torna poi sulla terraferma per il tragitto necessario per raggiungere il secondo tratto. Si trovano negozi di souvenir, bar, chioschi, ristoranti e persino qualche punto all’ombra in cui fermarsi per riprendere fiato. Il secondo tratto sembra infinito, anche per causa della folla, non se ne vede la fine, si cammina sotto il sole cocente e l’acqua è già più calma. Si arriva al bivio per Isola San Paolo e in quel punto tutto “balla” di nuovo un po’ di più, in effetti si è al fondo di un pontile, in mezzo a un lago, a pensarci bene è veramente una situazione straordinaria e irripetibile, un pontile “normale” non sarebbe la stessa cosa. Il tratto a sinistra consente di arrivare all’isola, dove si trova Villa Beretta e non credo che per i turisti ci siano molte occasioni di vederla così da vicino. La passerella gira tutt’attorno alla villa, c’è persino meno gente, in certi punti riesci a essere quasi da solo a goderti il panorama, la sensazione sotto i piedi nudi, consapevoli di vivere un’esperienza che mai più si potrà ripetere in tutta la nostra vita. Si torna indietro e la stanchezza comincia a farsi sentire, mentre si percorre l’ultimo tratto che risale su Monte Isola. Ma c’è di nuovo il tempo per riposarsi, per bagnarsi un po’ con l’acqua del lago, per vedere qualche cigno e qualche altro animale lacustre …

Ho anche avuto la grandissima fortuna, per quel che mi riguarda, di vedere Christo costeggiare la sua creazione sul battello.

Conclusione: molto stanca, molto soddisfatta, molto contenta, so che riproverò emozioni per tutta la mia vita, quando riguarderò le foto scattate.

Sono tentata di fare polemica, come mio solito, ma stavolta mi trattengo, quest’esperienza non va rovinata da certi commenti che si leggono in giro, va conservata nel proprio cuore e basta! Solo una cosa mi sento di aggiungere a chi diceva “chissà se tutta questa gente tornerà a visitare questi posti”. Si, mannaggia, mi è veramente venuta voglia di scoprire il lago d’Iseo al di fuori di un evento di portata mondiale, voglia di prendere il battello, voglia di cenare tranquillamente in riva al lago, voglia di assaporarmi un bicchiere di Franciacorta al tramonto. Lo aggiungo subito ai luoghi che vorrei visitare.

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Indirizzo
The Floating Piers - Lago d'Iseo, Italia
Durata consigliata della visita
Tutto il giorno

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