Viaggio fai da te tra le meraviglie dell'Oriente

A zonzo tra Birmania, Thailandia e Cambogia

  • di luciana57
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 8
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

L’ultimo giorno dell’anno per noi inizia con una partenza, anzi una ripartenza. Il nostro itinerario ci porterà ancora una volta in Oriente, nello specifico in Myanmar, Cambogia e Thailandia per la seconda volta. Siamo in otto: Velia, Pino, Luna, Diletta, Marco, Luca, Giulio ed io.

Abbiamo acquistato ad un buon prezzo un volo Etihad Roma-Bangkok con scalo ad Abu Dhabi , i voli interni AirAsia e prenotato tutti gli alberghi. Abbiamo cercato un’agenzia birmana che ci consentisse di fare un tour per visitare le bellezze di questo splendido paese senza spendere una fortuna e dopo aver vagliato vari preventivi abbiamo scelto quello di Mutu Suresh per il prezzo e per le buone recensioni trovate su internet. Per otto persone 1270 dollari!

Il nostro itinerario è questo: tre giorni a Bangkok – 8 giorni in Birmania – 3 giorni in Cambogia- 3 giorni a Phuket ed infine di nuovo un giorno a Bangkok. Sperimentiamo purtroppo subito che la famosissima compagnia aerea Etihad ha i sedili molto, molto stretti e pochissimi film in italiano! Ci sembra veramente imparagonabile alla nostra affezionata Emirates! Con le gambe anchilosate arriviamo a Bangkok alle 19,40 del 1 Gennaio: ci accoglie la solita aria grigia, pesante di smog, scarichi di auto e clacson che si fanno strada in mezzo ad un traffico congestionato. Arriviamo al nostro hotel: il Bossotel Inn, molto vicino al fiume e al molo da cui partono varie imbarcazioni per raggiungere le principali meraviglie di questa città.

Trascorriamo due splendidi giorni lasciandoci scaldare e illuminare dal sole che penetra l’aria mentre attraversiamo il Chao Phraya in battello e dal bagliore accecante della luce che si riflette sui tetti dorati del Wat Pho e del Palazzo Reale. Ci arrampichiamo in cima al Wat Arun e guardiamo la città adagiata pacificamente dall’altra parte del fiume, da quassù ci è chiaro il perché la chiamino Città degli Angeli…

Bangkok è davvero sorprendente: con semplicità, piano piano, ti affascina e ti ipnotizza finché finisci per sentirti parte di essa e, senza quasi rendertene conto, provi quella pacifica, liberatoria e rassicurante sensazione di sentirti a casa!

4 GENNAIO 2018: BANGKOK – YANGON

Abbiamo un volo per Yangon, città dalla quale avrà inizio il nostro tour del Myanmar. Fuori dall’aeroporto ci attende il nostro autista, prenotato con l’agenzia locale di Mutu Suresh. Procediamo verso il centro città, ai margini delle strade moltissime bancarelle con ogni genere di mercanzia; si cucina molto per strada, come del resto in tutta l’Asia, così l’odore di cibo fritto misto a smog, umidità e polvere ci dà il benvenuto a Yangon. Visitiamo subito Chaukhtatgy Budda, il grande Budda sdraiato (circa 70 metri) e soprassediamo a tutto il resto per dirigerci alla splendida Pagoda Shwedagon. Il luccichio dell’imponente Pagoda interamente ricoperta d’oro con la cima tempestata da rare pietre preziose non è solo un simbolo, ma anche uno dei luoghi di culto più venerati del paese e un festoso ritrovo per i cittadini.

È enorme, la sua luce si riflette tutt’attorno creando un’ isola magica. Alcuni fedeli, vestiti con gli abiti tradizionali, pregano inginocchiati davanti alle statue di Buddha. Sono chiusi nel silenzio, le mani giunte e tese al di sopra del capo ed il corpo esile in ginocchio con i piedi rivolti dalla parte opposta della divinità. Tra loro si muovono silenziosi alcuni monaci, il capo rasato e le tuniche color arancio, gli occhi gentili e assorti, lontani da questo mondo. C’è un silenzio irreale qui e un’atmosfera estremamente mistica soprattutto quando gli ultimi raggi di sole accendono il colore dell’oro. Poi, al calare del buio, grandi fanali illuminano quasi a giorno la pagoda e si accendono le aureole dei Buddha fatte di luci colorate. I pellegrini vengono per chiedere aiuto in un momento difficile, per ringraziare di una grazia ricevuta, per sentire quella scintilla interiore che l'atmosfera di silenzio e pace del luogo trasmette. Sugli altari del Buddha, in segno di gratitudine si offrono dei fiori, simbolo della vita per eccellenza: fioriscono ed appassiscono a testimoniare che nulla è permanente, chiave per accettare ed affrontare le difficoltà con calma e serenità. Poi scende il tramonto e non c’è più spazio per le spiegazioni, le luci sulla pagoda si accendono, gli ombrellini parasole delle signore si chiudono, centinaia di candele votive e fiammelle ne delimitano l’area, cala il silenzio della sera in un’atmosfera pazzesca: qui, lontana dalla mia casa mi sento benissimo in un profondo connubio di pace. Con gli occhi lucidi di pianto ci incamminiamo verso l’uscita alla ricerca del nostro van che ci accompagnerà all’ hotel Check in @downtown posto all’interno di Chinatown. Ci accorgiamo subito che l’hotel offre veramente servizi essenziali ma la ciliegina sulla torta è una ripidissima scala sulla quale dobbiamo inerpicare le nostre voluminose valigie per raggiungere le stanze poste al terzo piano. Questa proprio non ci voleva!

L’unica consolazione è quella di doverci rimanere soltanto fino a domani mattina alle 6,00. Buonanotte!

5/01/2018: YANGON – BAGAN

Ci vengono a prendere puntualissimi e così inizia la nostra grande avventura sulle strade del Myanmar! Il nostro autista, soprannominato Gennarino si dimostra subito gentile e disponibile; è molto prudente e guida bene e soprattutto sopporta pazientemente la nostra ripetuta cantilena “quanto manca”?. Lungo le strade c’è pochissima segnaletica, si sorpassa a destra e a sinistra e i motorini impazziti sfrecciano anche con cinque persone a bordo e senza casco

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