Thailandia... sa wat dee ka/khrap

In Thailandia all’insegna del risparmio tra Bangkok, la giungla, le spiagge paradisiache e i templi

  • di IreneL
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

In Thailandia si può andare per città (a Bangkok… i grattacieli e gli aperitivi al 61esimo piano), in giro per la giungla (un giro sugli elefanti e a fare bamboo rafting), a praticare snorkeling o a rilassarsi sulle spiagge paradisiache, per gustare i frullati di frutta esotica, per i massaggi, per i templi e per la cultura buddhista…

La vacanza perfetta, unica pecca: troppo corta!

Ma partiamo dall’inizio. Il viaggio l’ho organizzato io, niente agenzie, all’insegna del risparmio. Il mio ragazzo ed io viviamo vicino Londra, per motivi di lavoro, il volo prenotato quindi e’ stato London Heathrow – Bangkok. La soluzione piu’ economica ed efficiente (400 £ A/R, un solo scalo in Cina, molto breve) era con China Southern, che si e’ rivelata un’ottima compagnia, puntualissima, dal personale molto gentile.

Arriviamo a Bangkok la sera del 21 febbraio, stanchi e assonnati prendiamo un taxi per il nostro hotel, Tara Place, che consiglio per l’ottimo rapporto qualita’/prezzo e la buona posizione. La prima cosa che ci appare ovvia di Bangkok e’ che per strada, su 10 macchine, 8 sono taxi! Ovunque per la citta’, non dovrete mai cercare un taxi, sono loro che cercano voi! Nessuno disturbera’ le vostre passeggiate invitandovi ad entrare in un negozio o a comprare qualcosa, nessuno tranne i taxisti, che se vi vedono esitare per un millisecondo…taaaacccc! Eccoli che vi “offrono” un passaggio! Attenzione pero’ che praticamente nessuno di questi utilizza il meter, quindi dovrete contrattare un prezzo che, se sarete fortunati, sara’ il doppio di quello del meter. La strategia migliore che abbiamo trovato e’ stata chiedere alla receptionist di chiamarci un taxi concordando un prezzo “ragionevole” col taxista. Questo funziona, perche’ fra thai non speculano come fanno coi turisti, ma ovviamente vale soltanto se partite dall’hotel, non se decidete di prendere un taxi da un punto all’altro della citta’. Infatti, Bangkok e’ enorme, e la metropolitana/skytrain servono solo circa meta’ della citta’ (la parte moderna, dei grattacieli e dei centri commerciali), per tutto il resto dovrete camminare assai, e trattare con loro: i taxisti! Un buona alternativa e’ la barca, molto economica e veloce, ma ovviamente serve solo I punti che si affacciano sul fiume.

Domenica 22 febbraio

Ci svegliamo ancora assonnati per il fuso orario, ma riusciamo a metterci in pista verso le 9,30 di mattina, diretti verso la nostra prima meta, il Chatuchak Weekend Market, ovvero il mercato piu’ grande di Bangkok nonche’ uno dei piu’ grandi del mondo. Ci perdiamo dentro questo susseguirsi di bancarelle per circa 2-3 ore, senza dimenticare un passaggio nella parte “Pets” che per noi occidentali risulta essere piuttosto stravagante, ma a quanto abbiamo visto i thailandesi ci comprano veramente I loro animali domestici. Non si possono fare foto (a meno di non pagarle), ma vedrete veramente di tutto, dai cuccioli di cani, agli scoiattolini domestici dotati di cappellini ed accessori di lana. Questo mercato e’ stato un ottimo modo per entrare da subito appieno nella vita di Bangkok, rumorosa, trafficata, chiassosa, ma incredibilmente affascinante e profumata di fiori, e di cibo e frutta fresca venduta ad ogni angolo.

Usciti dal mercato, camminando per il giardinetto che lo costeggia, ci dirigiamo verso la fermata della MRT, prendiamo questa unica, ma efficiente linea di metropolitana fino al capolinea, camminiamo ca 15 minuti a piedi e prendiamo l’express boat diretti al Wat Arun, primo tempio buddista che visitiamo. L’architettura di questo tempio e’ molto bella e decorata finemente e si puo’ salire godendo di una bella vista della citta’ oltre il fiume.

Dopo questa visita ci dirigiamo a piedi verso Khao San Road. Il percorso e’ di almeno mezzora, ma si ha l’occasione di passare attraverso il Sanam Luang, un bel giardino dove, quando siamo passati noi, diversi thailandesi stavano facendo volare i loro aquiloni, e di proseguire su Ratchadamnoen Nai/Klang Road, un grande viale alberato considerato gli Champs Elisee di Bangkok, che conduce fino al Democracy Monument.

Khao San road e’ una via particolare, un po’ American style, ma costeggiata di ristorantini, locali serali e negozietti. Un luogo allegro e frizzante, popolato soprattutto da turisti, dove uscire per cena o per un drink. Dopo una passeggiata in Khao San road e una breve pausa cena ci rimettiamo in cammino perche’ la nostra serata prevede ancora un’ultima tappa: combattimento di Thai boxe al Ratchadamnoen Stadium. I biglietti d’ingresso sono di 3 tipi: 1000 bath per I posti in piedi, 1500 per le gradinate (vi diranno “no chair” ma questo non significa che dovrete stare in piedi, ma solo che potrete sedervi sui gradini) e 2000 bath per le poltroncine a bordo ring. Gli incontri (9 a serata) durano circa 20-30 minuti, a meno di un ko. E’ una cosa tipica e sicuramente caratteristica, anche se non si e’ appassionati di arti marziali, e l’atmosfera nello stadio e’ ancora molto autentica con gli scommettitori a bordo ring che urlano incitando (o imprecando) I loro favoriti.

Lunedì 23 febbraio

La nostra prima tappa prevede una passeggiata con pranzo a Chinatown. Raggiungiamo quella zona della citta’ con la boat express e da li’ iniziamo a camminare tra I vari vicoli di questa zona contrassegnata da lanterne cinesi appese su tutte le strade (forse erano le decorazioni rimaste dai festeggiamenti del capodanno cinese, ma sta di fatto che tutto il quartiere ci appare adornato di luci e lanterne rosse). Cinesi e thailandesi apaiono convivere molto bene, e questo quartiere lo dimostra. Non e’ molto diverso dal resto della citta’, anzi oserei dire che e’ piuttosto amalgamato con lo spirito bangkokiano, l’unica vera differenza e’ che nel mercato troverete solo merce cinese, ed ogni stand culinario prepara (e frigge) specialita’ rigorosamente cinesi.

Proseguendo verso la fermata della metropolitana si incontra il Wat Traimit, o tempio del Buddha d’oro. Entriamo a visitarlo... e sì, è abbastanza impressionante immaginare che quella statua sia tutta d’oro massiccio!

La nostra prossima tappa ci porta verso la parte moderna di Bangkok, Siam Square che raggiungiamo con metropolitana + Skytrain. Innanzitutto vogliamo visitare la casa di Jim Thompson, veramente interessante per l’architettura combinata di diverse case tradizionali thailandesi e per il bellissimo giardino tropicale. Usciti da questo museo non ci facciamo mancare una passeggiata nei modernissimi e grandissimi centri commerciali di questa zona. Dopo cena ci dirigiamo (in skytrain+metropolitana) verso il Moon Bar, uno dei piu’ famosi Skybar della citta’. C’e’ un po' di selezione all’ingresso, ma in realta’ bastano un paio di pantaloni lunghi e scarpe non troppo sportive per entrare (almeno di lunedi’). In pieno buio, la vista sulla citta’ e’ mozzafiato!

Martedì 24 febbraio

Partiamo alla volta della piu’ visitata attrazione di Bangkok: il Gran Palace. Ve ne accorgerete subito dalla folla di turisti accalcata ovunque, fin sulla strada prima dell’ingresso. Entrando si attraversa un giardino che conduce alla biglietteria, subito dopo la quale, per poter entrare, vi faranno un dress check. Bisogna obbligatoriamente avere pantaloni (no leggings) lunghi e le spalle coperte (no canottiere). E’ possibile affittare gratuitamente vestiti per coprirsi, ma la fila e’ spaventosamente lunga, almeno un’ora sotto il sole cocente! Una volta entrati il complesso e’ maestoso! Uno degli edifici principali e’ il tempio col Buddha smeraldato (in realta’ e’ di giada verde), ma l’intero complesso (utilizzato in passato sia come residenza reale che come sede degli uffici principali del governo thailandese) e’ pieno di edifici smaltati e dorati, di statue rappresentanti figure mitologiche thailandesi ed indiane, e di curiosi giardini.

Visitare questo complesso ci ha richiesto qualche ora e subito dopo siamo entrati al Wat Pho, che si trova proprio accanto. Questo tempio e’ famoso per il suo Buddha reclinato, di proporzioni gigantesche! Per quante foto possiate vedere sulle guide o su internet non renderanno mai veramente l’idea delle sue proporzioni. Praticamente occupa l’intero tempio! In Wat Pho pero’ ci sono anche altri piccoli templi, ognuno con il proprio Buddha ed inoltre i porticati sono pieni di statue raffiguranti il Buddha seduto, tutte in fila una accanto all’altra, molto caretteristiche.

Usciti dal Wat Pho ritorniamo in hotel per indossare un look adeguato alla serata: infatti abbiamo prenotato (con almeno un mese di anticipo!) la cena al Nahm, il ristorante del Metropolitan by Como Hotel, nominato miglior ristorante d’Asia 2014. E non c’e’ nemmeno da dire che la cena e’ stata superba, autenticamente thailandese (cio’ significa spesso piccante o agrodolce), dai sapori forti ed intensi. Ed il prezzo, rispetto ai ristoranti stellati occidentali, e’ piu’ o meno la meta’.

Mercoledì 25 febbraio

Lasciamo Bangkok la mattina presto, e con un volo Thai Lion Air raggiungiamo in un’ora Chiang Mai, dove abbiamo prenotato con una guida locale 4 giorni di escursioni nel nord della Thailandia. Con questa agenzia (TravelHub) abbiamo prenotato online e ci siamo trovati molto bene, le escursioni sono state tutte interessanti e puntuali eil prezzo e’ stato “stracciato” (meno di 250 £ in due comprensivo di tours e hotel per 3notti, colazione inclusa).

Le nostre escursioni iniziano mercoledi’ pomeriggio, quando visitiamo il tempio di Doi Suthep, famoso per la sua scalinata dorata rappresentante un serpente e per le frequenti visite del sovrano. Successivamente ci rechiamo a visitare un villaggio Hmong, dove incontriamo per la prima volta questa tribu’ ed alcuni suoi abitanti con il vestito tipico.

La sera un altro evento e’ stato organizzato per noi: cena Kantoke all’Old Chiang Mai Cultural Centre

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Commenti
  1. Claudia Tavani
    , 17/5/2016 19:09
    Cito:

    "Qui una sessantina di elefanti sono regolarmente utilizzati per il divertimento dei turisti e per questo scopo sono stati addestrati, tra mille sofferenze, a giocare a calcio, a dipingere, ad andare su un triciclo, a lanciare freccette e, ovviamente, a ballare. Molti di loro sono rimasti deformi e zoppi."

    La fonte è La Repubblica, un pezzo che trovi al link http://www.repubblica.it/ambiente/2016/05/16/news/turismo_animali_maltrattati-139902538/?ref=HREC1-34 e che cita una ricerca della World Animal Protection, Unità di ricerca sulla Conservazione dell'Università di Oxford. Magari la prossima volta fatti un paio di domande, quando vedi gli elefanti che giocano a calcio, invece di pensare a come sono buffi.

    Hai speso proprio bene i tuoi soldi!

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