Gli innumerevoli volti della Thailandia

Tour della Thailandia. Visita alla caotica e affascinante Bangkok per poi assaporare la natura e le colline selvagge del nord fino al confine col Laos. Trasferimento a sud per godere del sole e del mare...e le sorprese continuano.

  • di Tach
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

11 febbraio – 1 marzo 2010

IL NOSTRO DIARIO di Gabri e Laura

Per info: turistiamo@alice.it

11-12 febbraio: Forlì – Milano – Bangkok

Dopo sole 3 ore di sonno (l’emozione è a mille, non aspettiamo altro che trovare un posto caldo e lasciare in Italia l’ondata di gelo che è stata preannunciata), ci alziamo alle 04:00 del mattino e per noi l’avventura ha inizio. Ore 05:00 partenza dalla stazione di Forlì con treno Intercity direzione Milano Centrale (25.50 € a testa), trasferimento in aeroporto Milano Malpensa (7.50 € a testa) e alle 13:05 partenza con volo Thai diretto: Milano – Bangkok. Trascorse 10 ore e mezza circa, volo tranquillo, servizio eccellente, raggiungiamo la meta. Effettuiamo il cambio dei soldi all’aeroporto, o meglio dire una piccola città viste le dimensioni, usciamo e il primo impatto è quello con un clima estremamente afoso. Prendiamo un taxi colorato (450 bath) che ci conduce in 50 minuti circa al nostro hotel: il “Prince Palace Hotel”, un albergo a quattro stelle prenotato su booking.com, che consigliamo vivamente per la qualità del servizio, l’ottimo rapporto qualità prezzo e la posizione strategica (6500 bath per tre notti, colazione inclusa). Depositati i bagagli ci avventuriamo verso la prima meta, il Gran Palazzo e il Wat Phra Kaeo, prendendo il mitico tuk-tuk (80 bath), trattasi di un mezzo a motore su tre ruote, tipo Ape Car, che grazie alle sue dimensioni ridotte riesce a sfrecciare nel traffico. Bangkok è una metropoli incredibilmente caotica, l’inquinamento è a livelli elevatissimi e a volte gli odori sono nauseanti, questo, sommato al fatto che in aereo non abbiamo chiuso occhio, fa sì che assomigliamo a dei cenci che camminano. Arrivati a destinazione ci troviamo un’orda di persone che vogliono entrare, il biglietto (350 bath a testa) comprende l’entrata al Wat Phra Kaeo, al Gran Palazzo e al Park Dusit. Il Wat Phra Kaeo è magnificamente superbo per la sua bellezza, le sue dimensioni, la sua lucentezza, ma i turisti sono a migliaia. Questo vasto complesso fu costruito per ospitare il Buddha di Smeraldo, è il tempio più venerato della Thailandia e da non perdere è anche la Galleria Ramakien che circonda il complesso, sulla quale è dipinta la storia del Ramakien. È la volta del Gran Palazzo, entriamo negli stabili dove è possibile accedere, questa fu la residenza ufficiale del re fino al 1946, attualmente la famiglia reale vive nel palazzo di Chitrlada. Una volta usciti, ci dirigiamo a piedi verso il Wat Pho, attraversando uno degli innumerevoli mercatini thailandesi e per accedervi facciamo il biglietto (50 bath a testa). È la sede del Buddha sdraiato della lunghezza di 46 metri, questo Wat è meno turistico del precedente, più raccolto, leggermente decadente e dove si respira un’aria più dedita alla religione. Terminata la visita, come due zombie, decidiamo di raggiungere l’agenzia turistica indicata dalla Lonely Planet, Vieng Travel, prendendo un tuk-tuk (120 bath) e con immensa delusione scopriamo che ha chiuso i battenti. Ci spostiamo con un taxi (40 bath) presso una seconda agenzia che si trova all’interno dell’hotel New Siam Riverside e prenotiamo la visita di Ayutthaya e Bang Pa-in per il 14 febbraio (1500 bath a testa) e il trasferimento notturno in pullman per Chiang Mai per il 15 febbraio (650 bath a testa) (in treno le cuccette di prima classe, composte da 2 letti, erano tutte occupate, c’era posto soltanto nelle cuccette di seconda classe con 4 letti). Contenti di aver prenotato e speranzosi di non essere stati truffati, decidiamo di andare con un taxi (103 bath), all’MBK Centre costituito da un grande magazzino, vari negozi e bancarelle. Laura per incanto si riprende e in parte anche io, visto che la calura esterna è mitigata dall’impianto di condizionamento. Raggiunto il posto ci accorgiamo che è immenso, colmo di articoli di ogni tipo, spesso taroccati in malo modo, risulta poco interessante e quindi non facciamo nessun acquisto esclusa la cena giapponese (costo 563 bath) che non è comunque di nostro gradimento. Stremati ritorniamo in albergo con un tuk-tuk (80 bath) e finalmente ci riposiamo

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