Thai Andamane, Bangkok, Phi Phi, Raylay, Krabi

BANGKOK v2.1 Eccomi qui, 9 anni dopo, di nuovo in Thailandia per tentare di completare quello splendido viaggio del 1999. L’altra volta non avevo prestato molta attenzione a Bangkok, troppo preso dalla smania di andare verso il mare per apprezzare ...

  • di Fabrizio.C
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

BANGKOK v2.1 Eccomi qui, 9 anni dopo, di nuovo in Thailandia per tentare di completare quello splendido viaggio del 1999. L’altra volta non avevo prestato molta attenzione a Bangkok, troppo preso dalla smania di andare verso il mare per apprezzare le mille sfaccettature della città. Eppure a ben guardare – e a ben studiare – Bangkok deve avere almeno un centinaio di volti, tutti egualmente affascinanti. Certo, bisogna volare alto, sopra i rumori delle marmitte dei tuk-tuk, sopra lo smog che a volte non ti lascia respirare, sopra il calore sul collo di mezzogiorno, sopra i 2 / 3 strati di cavalcavia che bloccano la visuale, talvolta sulla puzza di fogna ed i rifiuti che galleggiano nel fiume, però sono certo che chiunque sarebbe in grado di trovare il proprio stimolo in questa città degli angeli. Non è certo un compito facile e la barriera linguistica non aiuta, però qualcosa siamo riusciti a spremerlo in questi 2 giorni – uno appena arrivati ed uno prima di ripartire.

Prima tappa: il mercato degli amuleti. Si tiene lungo una strada che costeggia il palazzo reale. Si vendono a peso o a cestelli tante piccole effigi del Buddha ritratto in vari momenti della sua esistenza . Gli amuleti sono in terracotta, legno, metalli vari, ed i Thai li incastonano nell’oro e li appendono al collo. Più nei hai, più sei devoto – suppongo.

Continuiamo con qualcosa di banale: il Palazzo Reale. Un vero splendore orientale, sembra sfornato da Disney lo scorso anno. Assolutamente da non perdere. Stavolta ho trovato 10 volte il numero di turisti della volta precedente. Anche qui – col turismo – i Cinesi la fanno da padrone. Continuiamo con la banalità del bello: il What Pho, il Tempio del Buddha reclinato – raffigurato durante il raggiungimento del nirvana. La statua dorata di 80 m x 8 m lascia a bocca aperta. Ma anche qui, il bello è celato nei tanti micro-templi ospitati dal complesso templare, con tanti altri altari che non ti aspetti.

E veniamo alla prima sorpresa, di quelle senza turisti, di vita vera locale, che tanto mi piacciono. Proprio di fronte al What Pho c’è un piccolo mercato, che non si vede tanto ... ma si sente. E’ il mercato del pesce essiccato. L’odore è forte, molto forte, ma il mercato è davvero curioso. Innanzitutto, siamo gli unici “visi pallidi” ma vi sono centinaia di tipi di pesci essiccati, alcuni montati su stecchette, tipo gelato, altri intrecciati tra loro a voler formare dei veri e propri approvvigionamenti di calamari o pesci mai visti. Ed all’interno un classico orientale; i venditori che vivono il mercato, con le loro brande stese sotto le bancarelle, qualcuna col televisore e qualche altra che fa da mangiare. All’uscita, un grassone con gli amuleti del buddha attorno al collo dorme seduto ... o forse prega. Secondo sorpresina: il primo assaggio di cibo Thai. Tra la strada degli amuleti ed il Palazzo Reale, sul lungo fiume, vi è l’attracco n. 9 dei battelli fluviali, quello di Tha Chang. Qui si è sviluppato un piccolo mercato di bancarelle che fanno da mangiare. Secondo me la migliore è quella al fondo sulla destra. Avrà qualcosa come 50 preparazioni alimentari a base di pollo, carne e pesce, con piatti piccanti, dolci, agrodolci, frutta, succhi ... insomma, una festa per gli occhi e per il palato. Attenti allo stomaco. I prezzi sono ridicoli per noi europei ... sono le 8,30 del mattino e i primi piatti di riso con pollo, polpette di maiale e calamari imbottiti – non so di cosa – innaffiati da fresco latte di cocco sono nostri per 150 Thb – circa 3 euro

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