Capitano e mozzo a Tenerife

Storia di ordinaria follia

  • di Gherardo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

“Salpiamo”, ordinò il capitano con sguardo arcigno. “Ma come! Sono solo 4 lune che siamo tornati dalle terre di Scozia e siamo accampati nell’etruria al centro della penisola italica… e” rispose il mozzo intimorito e senza poter terminare la sua frase.

“E ti par poco?” tuonò il capitano, “Suvvia preparatevi e prendete anche le braghe da mare e pronti ad issare l’ancora” “E la ciurma?” sentenziò il mozzo “Stavolta voglio farvi una sorpresa mio caro mozzo e per festeggiare i vostri 50 anni andremo soli, io e voi, siete contento?” – “non mi resta che acconsentire e andare a prepararmi due cose da portare, ormai sono abituata alle vostre idee malsane”.

Il vecchio capitano non udì le ultime parole del mozzo che era già pronto al timone per le prime manovre; Era un tipo tarchiato, capelli corti e grigi e portava un pizzetto ancora più grigio dei capelli, non dimenticava mai di indossare un cappellaccio tipico da marinaio che lo faceva sembrare un condottiero inglese.

Il mozzo ritornò sui suoi passi mentre pensava a dove sarebbero andati, di sicuro non in Britannia ne in Gallia e nelle fredde terre del nord Europa, pensava alla Spagna o alla Grecia visto che il capitano parlava di braghe da mare e appena gli fu vicino chiese “Andremo forse in terre Andaluse?” – “Quasi” rispose lui burbero, “non preoccupatevi però di dove ma siate pronto a governare il galeone Ryanair 7476.

“Su prendete il timone e barra a dritta, raggiungete lo stretto di Gibilterra e poi costeggiate a sud le terre d’Africa” “Ma dove mi portate mio Capitano? Non sono mai stata a sud di Gibilterra” “Vedrete vedrete” disse il capitano muovendo le dita in avanti, prese il suo cappello sotto braccio e tornò sottocoperta. Era fondamentalmente un buono e cercava di tenere testa al mozzo che spesso cercava di scavalcarlo e di prendere e governare il galeone come fosse suo.

Il mozzo non portava affatto male la sua età, aveva capelli corvini che gli scendevano riccioli sulle spalle, uno sguardo che contrariamente al capitano poteva sembrare dolce e sereno e che invece nascondeva un carattere forte e cattivo.

“Terrà in vista” urlò il mozzo dopo poco più di 4 ore di navigazione. “Bene, circumnavigate l’isola passando ad ovest, cercheremo di approdare da sud per confondere gli indigeni locali” rispose fiero il Capitano.

“Ma in quale di queste isole dovremo sbarcare?” disse il mozzo sorpreso “Laggiù, vedete?, quella è Tenerife e siamo nelle Canarie, approderemo oltre quel villaggio di Los Cristianos in quella rada chiamata aeropuerto”.

Dopo le consuete manovre i due scesero con un battello dal galeone e tirate fuori le carte il capitano si avvicinò ad un indigeno locale che per sei più sei dobloni d’oro gli consegnò uno strano veicolo color delle foglie di palma e che aveva 4 ruote.

“Prima di tutto cerchiamo un villaggio qua vicino dove poter stendere queste ossa, poi da lì ci muoveremo per i 4 venti” e fidandosi del suo spiccato senso d’orientamento raggiunsero in breve tempo un posto “Parque Verde” vicino a dei verdissimi prati dove tribù locali si divertivano con delle mazze a far entrare palline bianche dentro delle buche fatte sulla terra e poste in lontananza l’una dall’altra.

“Ecco, accampiamoci qui, credo che abbiano dei buoni giacigli”, il mozzo ormai non si meravigliava più delle ottime capacità del capitano, lo seguiva e trovava ugualmente il modo di bacchettarlo inutilmente. Arrivò la notte e si placarono gli animi.

L’indomani, 5 Dicembre, i due si risvegliano con un cerchio alla testa. “Dove siamo?, mi sembra di aver dormito 400 anni” disse Emanuela. “Siamo nel 2014 disse il cap… ops ... Gherardo e oggi è il tuo compleanno, tanti auguri” le disse porgendole il pacchetto opera dell’amica Bruna. “Ahhh grazie! Dove si va oggi?” scandendo le 4 parole che da piccolo diceva nostro figlio Alberto appena saliva in auto. “Io direi di andare verso le scogliere di Los Gigantes, ma non abbiamo un programma e possiamo fare tutto quel ci pare” “Sono d’accordo prendiamo la nostra bella Fabia Skoda verde ragano” disse ironicamente

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