Ritorno alle Canarie: de isla a isla

Tra la movimentata Tenerife e la selvaggia La gomera

  • di Libra
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Facciamo la nostra bella fila per prendere l’auto, poi finalmente ci siamo, andiamo al parcheggio delle auto in uscita, posto 117, saliamo sulla nostra bella Fiat Bravo rossa e si parte. Siamo entusiasti della macchina, bella, pulita, larga… Ci immettiamo subito sull’autostrada principale dell’isola, la TF-1, un’autostrada gratuita che da Santiago del Teide (ovest dell’isola) va fino a Santa Cruz de Tenerife (a nord est) passando per tutto il sud e costeggiando l’isola, facendo un cerchio quasi. Dopo poco ci fermiamo a un distributore e facciamo il pieno, la benzina costa davvero molto ma molto meno rispetto a noi.

Le Isole Canarie pur appartenendo alla Spagna e quindi all’Unione Europea, sono situate in una zona cosiddetta “ultra periferica”, a cui si applica una tassazione ridotta rispetto alla Spagna stessa ed anche rispetto agli altri Stati Europei; non sono un paradiso fiscale, ma offrono molteplici vantaggi sulla fiscalità. Alle Canarie si applica la totalità delle politiche comunitarie, ma le peculiarità geografiche delle isole permettono loro di beneficiare di una serie di eccezioni e modulazioni molto favorevoli nell’applicazione del Diritto Comunitario. Non essendo paradisi fiscali non sono inserite nella cosiddetta “Black List”. Tutte le Isole Canarie sono state dichiarate dal governo spagnolo zone a statuto speciale per agevolarne lo sviluppo economico. Le isole Canarie rappresentano quindi l’area europea che maggiormente usufruisce di un regime fiscale speciale volto a favorire l’attività economica e per questa ragione offrono una grossa opportunità all’iniziativa privata e imprenditoriale che vuole investire in queste aree. L’arcipelago offre quindi in tutto il suo territorio importanti facilitazioni di natura fiscale, previste da uno speciale regime fiscale ed economico. Oltrepassiamo in auto tutta la costa orientale dell’isola. Passeremo per paesi come San Miguel de Tajao (un paesino di pescatori, famoso per avere le più rinomate locande di pesce), per Arico e per Guimar. Quest’ultima località è invece famosa per le Piramidi, si tratta di piramidi caratterizzate da cinque livelli di forma rettangolare, che somigliano alle piramidi realizzate dai Maya e dagli Aztechi in Messico. Fanno attualmente parte di un parco etnologico aperto al pubblico. I ricercatori hanno concluso infatti che le piramidi di Güímar sono state create nella seconda metà del secolo XIX per scopi agricoli.

La nostra prima sosta decidiamo di farla a Candelaria. Candelaria fa circa 25mila abitanti ed è centro di pellegrinaggi in visita alla Basilica di Nostra Signora della Candelaria, patrona delle Isole Canarie. La Vergine della Candelaria, ossia della Candelora, è l'appellativo con cui i cattolici venerano Maria in seguito alla scoperta di una statua, ritenuta miracolosa, trovata in riva al mare proprio nelle Isole Canarie nel 1392, secondo la leggenda è stata trovata sulla spiaggia vicina Chimisay (attuale comune di Güímar). La statua della Vergine ricorda la presentazione al Tempio di Gesù ed è appunto patrona di tutte le Isole Canarie. Secondo la tradizione l'immagine della Vergine fu trovata da due pastori Guanci di Tenerife, su una roccia in riva al mare, alcuni decenni prima della conquista delle isole da parte degli spagnoli: gli aborigeni, credendo che fosse uno spirito maligno, cercarono di danneggiare l'immagine, rimanendo invece feriti; ritenendo allora di avere a che fare con un segno divino, cominciarono a venerarla. La Vergine della Candelaria è stata ampiamente utilizzata nelle preghiere, durante epidemie, pestilenze, siccità ed eruzioni vulcaniche del Teide e altri vulcani. Queste ultime preghiere erano molto simili a quelle di Napoli a san Gennaro per fermare le eruzioni del Vesuvio, e a quelle a sant'Agata di Catania per fermare le eruzioni del vulcano Etna in Sicilia. Il 7 novembre 1826, l'effigie originaria della Candelaria andò perduta durante un forte temporale, cosicché i domenicani commissionarono una nuova statua allo scultore Fernando Estévez. La statua della Candelaria è una Madonna nera, si trova nella parte alte di un altare a camerino, al quale i fedeli possono accedere alcune volte al giorno alla fine delle messe. La statua porta Gesù Bambino sul braccio destro e una candela nella mano sinistra. La Madonna della Candelaria sta su un trono ligneo con motivi vegetali dorati e circondata da due angeli, ai piedi ha una mezzaluna che allude ad Apocalisse 12,1. L'effigie della Madonna, che non è una statua a tutto tondo, ma ha scolpite solo il volto e le mani, viene rivestita con manti di differenti colori, secondo il calendario liturgico. La Vergine di Candelaria ha due feste annuali: 2 febbraio (festa liturgica) e 15 agosto (festa popolare). Ogni anno, durante le feste di agosto e febbraio, i devoti peregrinano a piedi da tutti i comuni dell'isola di Tenerife, dalle altre isole delle Canarie e dalla Spagna e addirittura da alcuni paesi dell’America Latina, come il Venezuela e Cuba (dove risiedono molti immigrati canari). Plaza de la Patrona de Canarias, vicino alla basilica, è la piazza principale del paese. Vicino a questa piazza, sul lungomare, si trovano le statue dei 9 re nativi di Tenerife. Altri luoghi importanti sono la grotta di San Blas e la Chiesa di Santa Ana. La grotta ospitò inizialmente la prima immagine della Vergine della Candelaria. Dopo la conquista di Tenerife nel 1497, la grotta fu dichiarata chiesa, e conservò l'immagine fino al 1526, anno in cui quest'ultima fu spostata in una nuova cappella costruita sul terreno dell'attuale basilica. Tuttavia l'edificio fu distrutto da un incendio nel 1789, e per questo fu eretta una costruzione di pietra squadrata addossata alla grotta (alta 14 metri, larga 6 e alta 5), per ospitare nuovamente la Vergine e accogliere i numerosi pellegrini che la visitavano; qui rimase fino al 1803. La grotta si trova alla fine del Paseo de San Blas, sotto la scogliera del Barranco de la Taipa, e insieme alla Grotta de los Camellos forma il complesso archeologico di Achbinicó, che significa "luogo di tosatura e mungitura". Il suo legame con l'attività pastorizia si è perpetuato, visto che la grotta-cappella è sotto la protezione di San Blas, patrono degli allevatori. Non passeremo tanto tempo a Candelaria, si è fatta già una certa ora, abbiamo fretta di arrivare a Santa Cruz, smollare l’auto, fare check in e di andare a mangiare! La fame incombe!

Da Candelaria a Santa Cruz ci sono solo 20 km, dopo circa 15/20 minuti siamo in città. La differenza si vede. Santa Cruz è una città, ed è anche abbastanza trafficata direi…! Semafori, rotatorie, code… Un po’ ce l’aspettavamo comunque. Il nostro hotel è proprio in pieno centro, lungo la Plaza de la Candelaria, vicino la centralissima Plaza Espana. Facciamo molta fatica a trovare difatti un parcheggio libero lungo l’Avenida Maritima. Dopo diversi giri avanti e indietro per fortuna ne troviamo uno! Prendiamo le valigie e ci dirigiamo verso il nostro hotel, l’Hotel Adonis Capital, un hotel centralissimo, proprio sulla piazza, ma a dir poco orribile… Pensavo molto meglio, gli interni davvero tutti da rifare! Inoltre essere così centrali può avere i suoi pregi, come quello di girare il centro storico senza dover fare chilometri a piedi, ma nello stesso tempo può avere i suoi lati negativi, la difficoltà nel parcheggiare appunto, e poi il casino serale e notturno, che ci impediva di dormire bene. Dopo un check in abbastanza lento e contorto e aver posato le nostre valigie nelle nostre bruttissime camere, decidiamo subito di uscire per la cena. Optiamo per un ristorantino vicino al nostro hotel, che era molto ben recensito sia sulle guide che in internet: La Hierbita. Il locale è caratteristico, ma non rimaniamo particolarmente entusiasti dalla cucina, anzi…inoltre lo troviamo caro. Dopo la cena iniziamo a fare un giro by night per la capitale

  • 3793 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social