Tenerife, l'isola scura che ti conquista

Dalle spiagge scure al vulcano Teide in 60 km, attraversando serre di banani, distese di cactus e verdi pinete alla scoperta del cibo della tradizione

  • di Devis&Claudia
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Partenza dall'Italia con un volo low cost. Dopo circa 4,5 ore di volo arriviamo all'aeroporto Reina Sofia di Tenerife sud. Come da previsioni il sole è splendente ma la temperatura è gradevole grazie alla brezza quasi costante: classiche temperature da bruciarsi senza rendersene conto. Prendiamo un'auto a noleggio e ci dirigiamo verso Playa de las Americas dove abbiamo affittato per tutta la settimana un'appartamentino. Appoggiati i bagagli iniziamo subito l'esplorazione dell'isola partendo proprio da Las Americas. Costeggiando la spiaggia il mare mostra tutta la sua potenza soprattutto nella parte più a est del paese dove non ci sono le barriere protettive ed i surfisti e gli amanti delle onde riescono a trovare l'ambiente ideale. Proseguiamo la nostra passeggiata in direzione Costa Adeje, da una parte accompagnati dal rumore del mare e dall'altra dalla musica dei dar e dei ristoranti che si susseguono per circa 6/7 km lungo la costa. Ogni tanto la nostra passeggiata viene interrotta dai PR dei locali frontemare che fanno a gara per attirare più clienti possibili. Decisi a sgranchirci del tutto le gambe, ringraziamo ma proseguiamo il nostro cammino. Rimaniamo, comunque, piacevolmente colpiti dalle offerte di alcuni locali: jarra (birra media) da 1 € a 2€, cocktail a partire da 3.5 €. Continuiamo a camminare e notiamo che le spiagge scure si fanno molto più tranquille in quanto i frangiflutti rendono le acque decisamente meno movimentate. Decidiamo di fermarci a bere Jarra e sangria in un chiringuito sopra la spiaggia di Playa del Bobo per riprendere un po di energia: il localino si chiama Chunga Changa e scopriamo che è gestito da due ragazzi italiani trasferitisi a Tenerife da qualche mese. La loro specialità sono gli spaghetti alla carbonara e vi assicuriamo che sono veramente squisiti. Torniamo verso casa percorrendo la strada interna di Playa de las Americas. Anche qui è un susseguirsi continuo di bar e ristoranti, in più è sabato sera e l'aria è decisamente "frizzante". All'altezza dei centri commerciali Veronica, i bar pullulano di ragazzi di ogni nazionalità che si muovono a ritmo di musica. Anche qui i PR promuovono i loro locali, ma, forse, vedendo le nostre facce un po stanche, non insistono più di tanto e ci consentono di arrivare a casa senza difficoltà.

Dopo una bella dormita riprendiamo la marcia con destino Playa las Teresitas, circa 10 km più a nord della capitale Santa Crus di Tenerife. Da Playa de las Americas sono circa 80 km di autopista in mezzo a paesaggi desertici, serre di banani, pale eoliche e coste rocciose colpite da onde spumeggianti. Facciamo una sosta a Santa Cruz per vedere il mercatino di Nuestra Senora de Africa dove ogni giorno circa 300 bancarelle espongono frutta, fiori e spezie. La domenica mattina, inoltre, c'è anche il mercatino delle pulci. Beviamo un cortado (caffè macchiato) e poi riprendiamo la marcia. Las Teresitas è una lingua di sabbia, importata dal deserto marocchino, più chiara rispetto la sabbia del resto dell'isola e si trova appena fuori il paesino di S. Andrea. Gli ombrelloni e gli sdrai sono numerosi ma, come in ogni spiaggia, si trova il posto per appoggiare il proprio asciugamano e rilassarsi al sole. Grazie alla dritta di qualche amico esperto del posto, proviamo anche la cucina di un ristorantino della zona molto frequentato sia dai turisti che dai locali: "EL PETòN" dove mangiamo degli ottimi gamberetti crudi (Garbanzas), polpo al vapore (Pulpo Guisado) e patate canarie (papas arrugadas)

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Commenti
  1. Petrus74
    , 2/4/2017 02:51
    Ciao Devis e Claudia,

    articolo perfetto, mi permetto di fare solo un piccolo appunto (dato che vivo a Tenerife): las garbanzas sono i ceci e non i gamberetti! ;)

    Per il resto, sono contento che l'isola vi sia piaciuta. Io me ne sono innamorato e ci sono rimasto.

    Hasta luego

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