In viaggio verso Arusha ed i Parchi Nazionali

Dar es Salaam, Tanzania orientale. Africa, l’aria calda e umida mi avvolge mentre il profumo della sera carico degli odori della giornata appena trascorsa mi riempie i sensi. Sono spaesato, tutto è nuovo e strano, sono catapultato da un’Europa ancora ...

  • di maz
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Dar es Salaam, Tanzania orientale.

Africa, l’aria calda e umida mi avvolge mentre il profumo della sera carico degli odori della giornata appena trascorsa mi riempie i sensi. Sono spaesato, tutto è nuovo e strano, sono catapultato da un’Europa ancora avvolta dal freddo di questo lunghissimo inverno nel caldo equatoriale, lanciato in un mondo distante dal mio non solo fisicamente. Prendo un taxi e mentre raggiungo la guesthouse dove trascorrerò la notte lascio che l’aria della sera attraverso il finestrino mi ristori dopo dodici ore trascorse nell’aria viziata dell’aeroplano. Il tassista conosce a malapena due parole di inglese ed io purtroppo nessuna di swahili, la lingua ufficiale qui in Tanzania. Nonostante tutto riesce a chiedermi se voglio essere accompagnato domani da qualche parte, e visto che non ho nessun progetto accetto e gli lascio un biglietto con scritto il mio nome e l’ora cui passare: Massimo, 10 am.

Il traffico a questa ora della notte scorre senza fretta lungo le strade buie di Dar es Salaam, gli incroci sono delle roulette russe dove le macchine si sfiorano senza rallentare la loro velocità coordinate dalle luci dei semafori. Appena lasciamo la strada principale che costeggia Coco Beach nella penisola di Oyster Bay le luci spariscono e rimangono solo le lampadine delle poche bancarelle ancora aperte ad illuminare la strada fangosa e le buche che come crateri ci inghiottono per poi sputarci fuori giusto in tempo per precipitare in quelle seguenti. Smonto dal taxi leggermente sospettoso, leggo nuovamente il bigliettino alla luce del neon che dice Q-Bar Guesthouse. Pago senza contrattare i 15$ di taxi mentre l’autista mi ricorda l’appuntamento per domani: “Ten O’clock! Mascimo!”. Mi infilo nel bar all’aperto del Q-BAR e prendo fiato.

La camera è pulita, al primo piano con bagno, le finestre sono rivolte dalla parte opposta al bar. Luca è stato di parola: ” Pulita, con bagno e tranquilla per 45$ a notte”. Scarico lo zaino su una sedia e mi lascio andare sul letto, ascolto le note soffuse che provengono da fuori accompagnate dal profumo di pollo al curry. La mia fame si risveglia di colpo e dopo una doccia veloce sono di sotto seduto ad un tavolaccio di legno immerso nella musica ad alto volume mentre attorno a me altri bianchi accompagnati da ragazze color ebano, dal trucco forse troppo pesante per una bellezza cosi naturale, ridono di gusto barcollando leggermente. Inutile che legga il menù, punto il dito a caso e indico un piatto a base di pollo e una birra Kilimangiaro gelata. Sondo il locale, ecco emergere i dettagli, gruppi di uomini neri che guardano una partita in tv, altri che giocano al biliardo mentre diverse ragazze sole mi osservano sorseggiando con una cannuccia delle bevande colorate. Collego i bianchi barcollanti alle ragazze da sole e mi sento gia nei panni della preda che capisce troppo tardi che è stata puntata, giro lo sguardo e di fronte mi trovo una ragazza decisamente bella. Rispondo alle solite domande del viaggiatore o meglio del turista e nemmeno il tempo di finire la birra che mi propone di andare in camera mia. Nonostante la sua bellezza sia un’arma decisamente convincente diniego gentilmente, ma la cacciatrice è tenace e devo impormi di pensare alla cosa più innocente del mondo per resistere al massaggio rilassante che si propone di farmi. Dopo avermi coerciso il numero della mia stanza mi lascia alla mia birra e ritorna dalle sue amiche con almeno la prova che non le ho dato buca. Sono distrutto, sento le ore del viaggio e la notte passata in bianco per le osterie del centro a Bologna prima di prendere l’aereo alle sei di questa mattina, spengo la sigaretta e sono gia con il pensiero sotto la zanzariera mentre le mie gambe salgono le scale e mi portano nella mia stanza dove sprofondo in un sonno profondo

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