L'isole delle spezie: Zanzibar

Zanzibar, l’isola delle spezie, è ormai diventata una meta popolare tra i turisti italiani. Presso la spiaggia di Kiwenga sorgono numerosi villaggi, ben inseriti nel contesto naturale della grande spiaggia bianca bordata di palme e lussureggiante vegetazione. Ho trascorso sull’isola ...

  • di Giuseppe Brenna
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Zanzibar, l’isola delle spezie, è ormai diventata una meta popolare tra i turisti italiani.

Presso la spiaggia di Kiwenga sorgono numerosi villaggi, ben inseriti nel contesto naturale della grande spiaggia bianca bordata di palme e lussureggiante vegetazione.

Ho trascorso sull’isola una piacevolissima settimana al Villa Beach Resort, un posto estremamente tranquillo e curato. Il numero limitato di ospiti garantisce l’assoluto relax; il paragone sorge spontaneo quando, passeggiando sul bagnasciuga, si passa di fronte ai grandi villaggi che sparano musica a tutto volume con animatori che annunciano con falso entusiasmo partite di bocce sulla spiaggia.

A Kiwenga ormai i locali hanno quasi tutti imparato la nostra lingua. Gli italiani sembrano i turisti più graditi, in quanto fanno incetta dei souvenir nei negozietti spuntati come funghi sul litorale, in particolare dei quadri “tinga tinga” dipinti ad olio con colori vivaci. Anche i beach boys fanno buoni affari, e meritatamente, dal momento che organizzano con professionalità le escursioni alla metà dei costi richiesti dai villaggi, con soluzioni personalizzate. Vale assolutamente la pena di scoprire l’isola al di fuori dei recinti turistici e di conoscere, per quanto possibile, questo angolo di Africa tropicale, con la sua vegetazione, i villaggi di fango e la splendida gente che li abita. Certamente, come in tutti i paesi del terzo mondo, i rifiuti costituiscono un problema ma Zanzibar non mi è assolutamente sembrata più sporca di altri luoghi che mi è capitato di visitare. Immancabile il giro alla piantagione di spezie ed al capoluogo dell’isola Stone Town: per questa escursione, ho preferito non aggregarmi ad alcun gruppo per cui ho avuto il tempo di visitarla comodamente e senza fretta. Il centro storico conserva un fascino notevole, soprattutto sul lungomare rimasto praticamente inalterato dal tempo in cui i grandi esploratori europei dell’800 si recavano a Zanzibar quale tappa iniziale dei loro lunghi viaggi: Stone Town era infatti l’unica città in pietra dell’Africa sub sahariana e sede di un ricco sultanato arricchitosi con il commercio degli schiavi e delle spezie. Oggi sono visitabili i palazzi in cui vivevano i sultani di Zanzibar, poi spodestati da una sanguinosa rivoluzione nel ‘64, tra cui il cosiddetto “palazzo delle meraviglie”, il primo dotato di ascensore e di luce elettrica. La città è un affascinante intrico di vicoli ombreggiati ed attraversati da donne velate variopinte; da non mancare anche la visita al mercato del pesce ed il tramonto sulla terrazza dell’Africa House – appuntamento fisso dei turisti alle ore 18:00. Soprattutto a Stone Town, si osserva la notevole mescolanza di stili e di razze, dove i portoni lignei scolpiti ed i palazzi rimandano alle atmosfere arabe ed indiane e le chiese all’epoca del protettorato britannico. Numerosi sono gli abitanti di origine indiana, che vivono ormai da diverse generazioni sull’isola e che hanno ormai perso la memoria delle loro terre originarie.

Nei negozi gli oggetti in legno sembra provenire soprattutto dal Kenia, con l’eccezione dei caratteristici bauli borchiati che invece sono un prodotto tipico del posto.

Il mare a Kiwenga è soggetto alle forti maree, per cui il livello dell’acqua raggiunge i minimi termini nelle prime ore del pomeriggio – le sfumature di colori sono spettacolari, ma per i bagni in acque cristalline è preferibile raggiungere la lingua di sabbia con il “Safari Blu” o la spiaggia di Nungwi nella punta nord dell’isola Il tempo è stato bello e la piacevole ventilazione allontana rapidamente le nuvole sulla spiaggia. Il cibo è semplice e buono, ma attenzione agli stomaci più delicati con i crostacei e gli alcolici...Non vale la pena di rovinarsi uno o due giorni per le intossicazioni intestinali. La mia ragazza ne ha sofferto e così abbiamo dovuto rinunciare ad esplorazioni aggiuntive, ma non è stata l’unica. Di zanzare nemmeno l’ombra.

Un grazie a Marta e Roberta dell’assistenza, a “Re leone” che con professionalità ci ha guidato per i vicoli di Stone Town e a tutti gli altri ospiti/amici che abbiamo conosciuto a la Villa e con i quali abbiamo condiviso il nostro viaggio.

Buon viaggio da Giuseppe e Gabriella

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