In Tanzania per safari nei parchi del nord

Un tour fra Arusha, Lake Manyara, Ngorongoro, Serengeti e Tarangire

  • di honey-sunny
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

“Mkubwa Mkundu” in Tanzania del nord - febbraio 2016

Mkubwa Mkundu significa “grande culo”… perdonate il linguaggio… Per noi è inteso come grande fortuna, in swahili è invece una traduzione letterale… ma ho voluto ugualmente intitolare l’itinerario così perché è stato il filo conduttore della nostra vacanza. Siamo tornati con al nostro attivo 56 leoni, 7 ghepardi e 3 azioni di caccia di cui 2 andate a buon fine per il predatore più un’infinità di altri animali. Emozioni a non finire quindi direi che abbiamo avuto un culo immenso!

A) INFORMAZIONI GENERALI

Quando: dal 26.02.2016 al 06.03.2016.

Itinerario: Arusha, Lake Manyara, Ngorongoro, Serengeti, Tarangire, Moshi.

Perché questo viaggio: io e mio marito con i nostri due ragazzini siamo appassionati di Africa australe. Sono anni che viaggiamo in queste terre. Sei mesi fa, sul volo di rientro dal Sud Africa (con la mia teoria di battere il chiodo finché è caldo ..) propongo la Tanzania a febbraio, per la prima volta in 15 anni senza figli (hanno troppi impegni scolastici e non possono muoversi). Lui acconsente e quindi ai primi di settembre abbiamo prenotato tutto. Un mesetto dopo, i nostri amici Laura e Federico, decidono di unirsi alla nostra avventura, anche loro senza figli …Siamo contentissimi di dividere con loro questa esperienza e di far vedere loro quelle terre che noi amiamo tanto. Può sembrare strano ma abbiamo deciso di viaggiare con 2 voli separati. Lasciando a casa i ragazzi mio marito ha l’assillo che possa cadere l’aereo … è una fobia che lui ha. Ho cercato di fargli capire che è più rischioso un viaggio in auto … ma non ha sentito ragioni. Questa era la sua unica condizione. Quando si sono aggiunti Laura e Federico, anche loro hanno ritenuto che non fosse proprio un’idea stupida quindi lei ha viaggiato con me e lui con mio marito.

Voli: prenotati tramite l’agenzia del nostro paese. Volo Turkish per i mariti € 584 a testa, volo Ethiopian per noi mogli € 864 a testa. Loro partono qualche ora prima e rientreranno qualche ora dopo di noi. L’avevamo studiata apposta perché, così facendo, non sari rimasta diverse ore da sola in Tanzania. Lui mi sarebbe venuto a prendere all’aeroporto e mi avrebbe riportato. Poi si sono aggiunti i nostri amici quindi il problema, se di problema si vuol parlare, non esisteva più ma a priori non potevamo saperlo.

Tour Operator: ci sono tantissimi tour operator che organizzano safari con guida, dai più economici a quelli extra lusso con spostamenti in aereo da un parco all’altro. Noi abbiamo fatto richiesta per una via di mezzo, non volevamo spendere una follia ma nemmeno dormire in posti brutti, sempre se ce ne sono … con i trasferimenti in auto. Per il tour abbiamo speso $ 2760 (€ 2550) a testa in camera doppia. Questo è il prezzo applicato per un gruppo di 4 persone. Fossimo stati solo io e mio marito, come doveva essere all’inizio, si spendeva € 300 in più a testa, se fossimo stati in 6 c’era una riduzione ulteriore di € 300 a testa. Le jeep sono da 5 posti + l’autista o 7 + l’autista. Ognuno ha posto finestrino e il tetto durante i safari viene sollevato quindi si sta comodamente in piedi avendo una visuale a 360°. Il servizio è di pensione completa ad esclusione del bere nei lodge mentre l’acqua sulla jeep è compresa nel prezzo. I pranzi sono tutti con lunch box preparati dal lodge dove si pernotta (tranne due in quanto abbiamo potuto scegliere e siamo tornati al campo tendato per pranzo e poi siamo ripartiti). I lunch box sono abbondanti, non siamo mai riusciti a finire tutto. Quello che rimaneva lo davamo lungo le strade ai bambini masai. Il prezzo comprende tutti gli ingressi ai parchi, la prima notte per i nostri mariti che hanno soggiornato al Kia Lodge, vicino all’aeroporto, l’escursione che hanno fatto l’ultimo giorno quando noi mogli siamo partite, ad una fabbrica di caffè a Moshi e la camera d’appoggio sempre al Kia per una doccia e la cena in attesa del loro volo notturno.. Noi abbiamo prenotato con un’agenzia di Arusha, Safari Crew Tanzania (http://www.safaricrewtanzania.com/itinerari/) a settembre. Organizzazione perfetta e massima disponibilità, i contatti si hanno con un italiano, Roberto. Abbiamo fatto richiesta di una guida parlante italiano per non dover passare tutto il tempo a concentrarci nelle conversazioni anziché goderci il paesaggio. Avendo prenotato con tanto anticipo ci è stata garantita da subito. Si chiama Andrea, splendida persona molto discreta e piacevole, bravissima guida con occhio di aquila per gli avvistamenti e con grande capacità nel sapersi mettere nel posto perfetto per fare foto. Questa non è cosa facile con una rompiscatole come me, nei precedenti viaggi era motivo di stress per mio marito … lo facevo spostare tante volte …e qualche volta mi mandava anche a stendere ...

Viaggiare con la guida: i nostri precedenti viaggi in fly & drive li abbiamo sempre organizzati, prenotati e fatti da soli. Preferiamo la massima autonomia, certo, si rischia di vedere di meno ma almeno ci prendiamo i nostri tempi. In questo caso però la cosa non è fattibile e ce ne siamo resi conto sul posto. Nel Serengeti e nella Ngorongoro Conservation Area non ci sono indicazioni e le cartine sono approssimative. Non saremmo stati in grado di girarli da soli. Nonostante la titubanza iniziale devo dire che viaggiare con Andrea è stata davvero un’esperienza positiva. E’ preparato e ha risposto dettagliatamente ad ogni domanda. La sera lui solitamente cenava e dormiva come diceva lui “nel posto per le guide” e ci dispiaceva non poter stare con lui. Quando è riuscito a mangiare con noi eravamo contenti. Ci siamo fatti delle belle risate. La cosa positiva del viaggiare con la guida è che, tra colleghi, sono in contatto via radio e si comunicano dove c’è qualcosa di interessante da vedere. Oggi io avviso te e domani tu mi ricambi il favore, risultato: clienti soddisfattissimi. Molti avvistamenti li abbiamo fatti noi e poi li abbiamo comunicati. Tutte le guide sono rispettose delle regole e del rispetto degli animali. Non sconfinano mai da parco a parco (noi eravamo al confine tra Ngorongoro e Serengeti ma nessuno superava i paletti bianchi), anche perché ci sono multe salate. Mi ha fatto piacere notare che le guide sanno quando avvicinarsi e quando rimanere a debita distanza. In alcune situazioni l’animale aveva 3 o 4 macchine a 2 metri mentre a volte tutte stavano a 20 mt. Dipende dalle singole situazioni e dal fatto se ci si può permettere di andare a disturbarlo o meno. Si sta lontano ad esempio se si rischia di interrompere una battuta di caccia; se ci sono cuccioli senza mamma che, se spaventati, rischiano di scappare e poi perdersi; se si rischia che per la paura possano farsi del male; ecc. ecc. Qui è casa loro e noi dobbiamo essere solo spettatori, già si invade la loro privacy, meno male che, per quanto possibile, si cerca di farlo in punta di piedi. Se si riusciva, Andrea ha cercato di soddisfare le nostre richieste. A volte non era possibile soprattutto per quanto riguarda gli orari in quanto tutto ruota sulle 24 ore di permanenza nei parchi. Tu paghi l’ingresso che è valido per 1 giorno quindi prima entri prima devi uscire e da questo dipende tutto il giro. Per non avere tempi morti, soprattutto dovendo passare da un parco all’altro, bisogna guardare le tempistiche. Andrea teneva anche pulitissima la macchina. Ogni giorno (tranne che nel Serengeti per mancanza di acqua) la lavava sia fuori che dentro

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