Zanzibar..

Jambo!!!Siamo Luca e Micol. Ora cercheremo di raccontarvi il nostro viaggio a Zanzibar e soprattutto vorremmo farvi sentire quel senso di nostalgia che ci attanaglia tutte le volte che guardiamo le foto (il mal d’Africa esiste davvero). Siamo partiti da ...

  • di dna976
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Jambo!!!Siamo Luca e Micol. Ora cercheremo di raccontarvi il nostro viaggio a Zanzibar e soprattutto vorremmo farvi sentire quel senso di nostalgia che ci attanaglia tutte le volte che guardiamo le foto (il mal d’Africa esiste davvero). Siamo partiti da Verona in perfetto orario con Air Italy, e già questo è stato un sollievo poichè avevamo prenotato su Todomondo (agenzia on line) ad un prezzo ultra conveniente e la titolare dell'agenzia viaggi dove vado solitamente mi aveva caldamente sconsigliato tale soluzione accampando milioni di motivi. Dopo uno scalo a Fiumicino per recuperare altri turisti, abbiamo viaggiato di notte e in anticipo di 30 minuti siamo atterrati all'aeroporto internazionale (sottolineo internazionale) di Zanzibar dove è iniziato il valzer delle mance per recuperare i nostri bagagli. Il visto d'ingresso è di 50 $ , quello d'uscita varia a seconda del vettore, se volate con Air Italy sono 30$ con altre compagnie 38$. All'uscita la ragazza della Todomondo ci ha indirizzato verso il mezzo che ci avrebbe portato alla nostra struttura Il BLU MARLIN VILLAGE, nella parte meno turistica della spiaggia di Kiwengwa. Alla guida della macchina c'era Eddy, un ex Beach boy che ora gestisce con Antonio ed il figlio Elio, l'hotel. Appena saliti in macchina siamo stati pervasi da un fortissimo odore di pesce, con quella macchina (un spettacolare Patrol del dopoguerra!), si fa tutto dalla spesa alle escursioni. Dopo 45 min. Di guida zanzibarina siamo arrivati all'interno del villaggio di pescatori Kumba Urembo, che circonda l’albergo, e scaricati i bagagli, abbiamo preso possesso della nostra stanza "Scimmia". Le stanze sono 8 e tutte denominate con nomi di animali,4 al piano terra e 4 al primo piano. Stanze arredate in stile swahili, pulite e dotate di aria condizionata che in questo periodo non serve essendo ventilato. La struttura è piccola, non c'è animazione, non c'è tv Italiana per il momento, Antonio ci sta facendo un pensierino, ma è l'ideale per chi vuole dimenticare lo stress ed i ritmi caotici, l’unica fatica fisica è giocare a briscola o al locale gioco del Bao, a meno che non vi munite di scarpette e vi date come abbiamo fatto noi al jogging in spiaggia, e visto che i piedi affondano è fatica un gran bel po’! La colazione è a buffet, il pranzo e la cena con menù alla carta ma Charles, il cuoco, ed i suoi aiutanti, non ci hanno mai fatto mancare nulla e sono disponibilissimi e poi cucinano da Dio!! Il servizio è fenomenale, Said, Juma e le ragazze Nafisa e Marta sono sempre stati perfetti (anche se con i loro tempi “zanzibarini”, vale a dire molto più lenti di quello a cui normalmente siamo abituati!) e la mancia a fine soggiorno è stata un piacere!!

La spiaggia di Kiwengwa è...Si fa fatica a rendere l’idea, sabbia bianca e fine come farina, lunghissima e larga, palme altissime e acqua di mille tonalità di azzurro. Quando c’è bassa marea la barriera corallina è facilmente raggiungibile con la ngarawa (o un po’ a piedi e un po’ a nuoto se preferite) la classica imbarcazione zanzibarina. Morfeo, il nostro capitano di fiducia ne ha una bellissima e lo spettacolo della barriera con la bassa marea vale i 5$ dollari e testa che ci ha chiesto per arrivarci. Vivere all'interno del villaggio ci ha permesso di vedere il rientro dei pescatori con il pesce (dai barraccuda ai tonnetti, dai king fish agli squali), le piantagioni di alghe che emergono solo con la bassa marea e che vengono curate esclusivamente dalle donne, il mercato delle alghe e qualche spaccato della vita quotdiana di questo popolo che ha come filosofia di vita "Hakuna Matata" e " Pole Pole" e che ogni mezz’ora di lavoro si ferma per il riposino!

Le escursioni, a cui abbiamo dedicato due giornate e mezzo le abbiamo fatte tutte con Eddy, il nostro Beach boy “in regola”, ma potete farle anche con i ragazzi che trovate in spiaggia spendendo molto meno, anche se non tutti sono affidabili (noi possiamo darvi il nome di Edo, il fratello di Eddy di cui invece ci hanno parlato molto bene!)

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