Uno zoo in libertà

1°-2° giorno Partiamo verso mezzanotte da Milano con un volo charter per Zanzibar; il viaggio è tranquillo ma all’arrivo iniziamo subito a prendere contatto con l’Africa! Le valigie vengono scaricate a mano su un bancone, fortuna vuole che il nostro ...

  • di SerenaA
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: 3500
 

1°-2° giorno Partiamo verso mezzanotte da Milano con un volo charter per Zanzibar; il viaggio è tranquillo ma all’arrivo iniziamo subito a prendere contatto con l’Africa! Le valigie vengono scaricate a mano su un bancone, fortuna vuole che il nostro arrivo coincida con l’atterraggio di un altro volo per cui... trecento persone che cercano le proprie valigie su un tavolone di legno! Dopo aver lottato con chiunque ci chiedesse la mancia, cioè tutti, ci trasferiamo al check-in per il volo interno verso Arusha, città vicina al Kilimanjaro e base di partenza del nostro tour.

La carta d’imbarco scritta a mano non è molto leggibile, non ci sono tabelloni con gli orari dei voli e la sala d’attesa è una stanzona fatiscente con gocce d’umidità che cascano dal soffitto... naturalmente sovraffollata... ma l’importante è che alla fine partiamo! Il volo è splendido, circa un’ora e mezzo su un piccolo aereo da turismo da 12 posti; il pilota vola con un navigatore portatile (tipo quelli che abbiamo adesso sulle auto...) e un po’ si sporge fuori dai finestrini guardando il panorama... Comunque si rivela molto competente e ci porta all’arrivo in perfetto orario per essere raccolti dall’agenzia locale che gestirà il nostro safari (Kudu Safaris).

Partiamo a bordo di un pulmino per la città, dove alloggeremo all’Arusha Hotel.

Il clima è molto fresco, strada facendo iniziamo a vedere la vegetazione africana, palme, banani e piantagioni di caffè.

Nel pomeriggio la guida che ci ha accolto all’arrivo ci sconsiglia di andarcene in giro per la città... peccato... la sensazione è che abbia un po’ esagerato... Così ci rilassiamo nella bella stanza che ci hanno destinato e recuperiamo le forza per il tour che ci attende.

A cena iniziamo a socializzare con i nostri compagni di viaggio, saremo 12 persone divise in due grosse jeep.

3° giorno Ci ritroviamo alle 8.00 con il ragazzo che ci farà da autista e guida per tutta la durata del safari. Parla molto bene l’italiano e ben presto scopriamo che è laureato in scienze naturali e conosce cinque lingue compreso il giapponese! Partiamo in direzione Parco Tarangire; sono circa 2 ore di viaggio accompagnati da un paesaggio che cambia continuamente tra zone umide, con vegetazione tropicale, e zone aride dalla caratteristica savana.

Incrociamo molte mandrie al pascolo accompagnate da allevatori di etnia Masai, sono avvolti in scialli rossi perché credono che questo colore tenga lontani i leoni... Vivono in capanne a pianta circolare, con le pareti di fango, legno e pagliericcio, raccolte in villaggi disseminati per la savana.

Non appena ci fermiamo per fotografare il paesaggio, tre bambini ci raggiungono in cerca di dolci e di quanto possiamo offrirgli.

Entriamo nell’area protetta del Parco e prima di giungere al lodge dove alloggeremo iniziamo a guardarci intorno alla ricerca di animali. Siamo subito estasiati... gli elefanti iniziano a farsi vedere da lontano, le zebre non mancano e spuntano anche i piccoli erbivori Dik-dik... ma dopo un attimo il primo leone della nostra vacanza! Ci aspetta sdraiato sotto alcuni arbusti dopo aver consumato il suo pasto; la carcassa di uno gnu è ancora lì ed un avvoltoio sta aspettando il suo turno. Il leone invece ha già finito ed è sdraiato per il pisolino post-pranzo! Proseguiamo per il Tarangire Safari lodge, campo tendato situato in posizione fantastica! Domina il fiume Tarangire, uno dei pochi rimasti in questa stagione, dove gli animali della zona vanno ad abbeverarsi.

Dopo pranzo ripartiamo per un nuovo giro nel parco, il tetto completamente sollevabile della jeep ci permette di ammirare il paesaggio: zebre, gnu, babbuini, dik-dik, impala, antilopi, gazzelle, mandrie di bufali... ma l’elemento dominante sono sicuramente gli elefanti. Si avvicinano ai mezzi senza problemi comportandosi come se non ci fossimo..

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