Dodici giorni di safari in Tanzania, diario

7 agosto 2006 Arriviamo al Kilimanjaro International Airport in una mattina un po’ brumosa. Viene a prenderci Paul, la nostra guida. E’ nato a Mugumu, un villaggio del Serengeti, appena alle porte nord del parco. Prendiamo contatto col territorio dalla ...

  • di emari55
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

7 agosto 2006 Arriviamo al Kilimanjaro International Airport in una mattina un po’ brumosa. Viene a prenderci Paul, la nostra guida. E’ nato a Mugumu, un villaggio del Serengeti, appena alle porte nord del parco. Prendiamo contatto col territorio dalla nostra jeep mentre andiamo ad Arusha. La cima del monte è coperta di nubi e le nevi non si vedono, ma questo per ora non ci preoccupa.Claudio ed io appena arrivati ad Arusha molliamo i bagagli in hotel e andiamo in avanscoperta, e, dopo una passeggiata ci avventuriamo in una specie di patio- bar a berci una birra, mentre la gente (solo locali) scola brodo di montone e rosicchia ossa di qualche carne. La cena coi nostri compagni di viaggio, due ragazzi di Milano, è molto allegra, a base di carne alla griglia, verdure, patate, in un ristorante col tetto di paglia quasi buio illuminato a candele. Niente posate, ma cerimonia del lavaggio delle mani. Siamo incantati. Alla fine del primo giorno sappiamo già qualche parola in swahili.

8 agosto 2006 Partiamo per l’interno. Ovunque incontriamo Masai, i custodi di tutto il bestiame del mondo, guerrieri designati da Dio.La gente è bella, fiera, elegante nelle masai covers, le “shuka”, per i maschi colorate dal rosso al viola, a quadri, a righe...E’ gente cazzuta, sa il fatto suo. Ce la faranno, sempre. Il paesaggio cambia repentinamente, diventa maestoso ed immenso. Arriviamo al Twiga Bungalows di Mto Wa Mbu, un posto carino e ben tenuto. Intorno a noi colori, fiori, persone, bambini, Masai, scolari in divisa, tutto esprime gioia. Il pomeriggio entriamo nel Lake Manyara National Park, col nostro fuoristrada dal tetto apribile. Vediamo scimmie blu, cercopitechi, babbuini, impala, dik-dik, uccelli di tutti i tipi, miriadi di elefanti, 12 giraffe, vari bufalo cafro, gnu, facoceri, ippopotami in un lago e all’asciutto, e baobab, piante, campanule blu, terra rossa, montagne verdi, savana gialla, fenicotteri rosa, trampolieri azzurri e acque argentate, e luce, sole, imbrunire...La sera giochiamo a carte, al lume di candela (in genere tolgono la corrente dalle 12 alle 5 del mattino), tutto è respiro e riposo.

9 agosto 2006 Secondo game drive nel Manyara N.P., dove entriamo alle 8 delo mattino, mentre i bimbi vanno a scuola in fila e i Masai con i loro bastoni vanno in bici diretti alle loro occupazioni. E’ il risveglio, il dopo-caccia, gli elefanti si stanno nutrendo, come tutti, i babbuini vivono la loro vita sociale, le mandrie di bufalo cafro trottano incazzose nella pianura di Hot Springs, vicino a una sorgente di acqua bollente, appunto. Si fa toelettatura di gruppo, si fa sesso, si litiga, si mangia, si sta all’ombra, gran vita gli animali qui! E noi andiamo, andiamo...Io filmo qualcosa, ma mi piace guardare, stare in piedi e sporgermi fuori, e scrutare le tracce, annusare i profumi e gli odori della foresta, tornare alla vita essenziale. Cibo semplice e in quantità sobria, dormire presto, svegliarsi presto, qualche alcolico “sciacquabudella” e ascoltare gli uccelli e la musica africana in sottofondo. Nel pomeriggio ci trasferiamo a Karatu, un villaggio di terra rossa molto affascinante, belli i giovani, un po’ persi gli anziani. Si trova molta roba usata lasciata dai turisti. Mathy, un giovane di 21 anni, ci fa da guida nel villaggio, ci porta al mercato e in vari posti e ci presenta i suoi amici, insegnandoci qualche altra formula swahili. Al Crater Rim View Inn, dove alloggiamo, la sera c’è uno spettacolo di giovani danzatori nel giardino. Brindiamo con il Konyagi, una specie di gin locale, molto buono. 10 agosto 2006 Alle 6.45 partiamo per il cratere di Ngoro-Ngoro.Piove. Mentre saliamo c’è un nebbione che mi mette di pessimo umore(ancora non so che è dovuto all’umido della jungla e che si dissolverà presto). Infatti Paul dice che nel fondo del cratere avremo il sole, e così è. Ai bordi vediamo tanti Masai con le loro mandrie sterminate. Nel cratere c’è di tutto: la grande migrazione degli gnu, migliaia di zebre, struzzi, un leopardo, aquile, gazzelle di Thompson, di Grant, elefanti, uccelli e fenicotteri rosa...Mi commuovo alle lacrime quando vedo i nostri primi leoni, due giovani esemplari, che vengono ad accoccolarsi sotto la nostra jeep; e, dulcis in fundo, solo, potente e scontroso, un rinoceronte nero in mezzo alla savana gialla. La sera arriviamo allo Ngoro-Ngoro Sopa Lodge, che è un vero spettacolo. Dà sul cratere, c’è il tramonto, è davvero emozionante. Lo stile è anni 60 elegante, la sala lounge è indimenticabile, insomma è tutto un gran divertimento

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