Tallinn: dopo medioevo e URSS, oggi grande modernità

Da vedere il centro storico perché è Patrimonio Unesco e dell'epoca medievale. Da non perdere alcune cose nell'immediata periferia, secondo me la parte più interessante e unica della città

  • di Elle67
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro

Sempre a fianco c’è il Contemporary Art Museum of Estonia (EKKM): un nome un po’ pretenzioso, vista la struttura. Praticamente una casa sulla cui stabilità non scommetterei, dove ci sono varie installazioni artistiche. Comunque è interessante, l’ingresso è gratuito, e vale la pena farci un giro. Nel cortile, oltre ad un paio di opere di street art, una serie di sculture un po’ inquietanti.

Appena oltre c’è una struttura che abbiamo definito “ecomostro”: non avevamo idea di cosa fosse, un ammasso di cemento che si sta sbriciolando, con vari graffiti (solo uno degno di nota), che sembra completamente abbandonato. Ci siamo arrampicati sulle vecchie scale e abbiamo esplorato un po’ la zona, tra cocci di bottiglie e ferri arrugginiti. Dopo ho verificato che è il Linnahall (V. I. Lenin Palazzo di Cultura e Sport), costruito per le Olimpiadi del 1990, visto che le gare in mare si tennero a Tallinn. Dopo l’indipendenza è caduto in disuso ed è veramente decrepito.

Visto che avevamo iniziato il “tour dei ruderi”, abbiamo deciso di andare a vedere da vicino la vecchia prigione, la Patarei Vangla, anche se dal gennaio 2017 non è più possibile visitarla (troppo pericoloso, sta letteralmente cadendo a pezzi). Ci siamo andati a piedi attraversando il quartiere Kalamaja, forse la zona più promettente e in trasformazione della città. È un quartiere residenziale di vecchie case di legno, alcune sono state ristrutturate e sono molto belle, e altre sono state abbattute e sostituite da case modernissime. Vale la pena farci un giro e cercare qualche esemplare di quelle belle porte colorate tipiche di Tallinn.

La prigione è totalmente abbandonata, peccato perché si trova proprio sul mare e recuperandola ci verrebbe un bellissimo complesso. Lì di fianco c’è una piccola nave visitabile e il Seaplane Harbour. Non ci interessava visitarlo ma siamo entrati per mangiare qualcosa al bar e da lì, essendo al primo piano, ti godi la vista di tutto l’hangar, una struttura spettacolare che vale la pena vedere (anche le enormi eliche che servono come ventilatori).

Sempre a piedi abbiamo riattraversato il quartiere Kalamaja per arrivare al Balti Jaama Turg. Di fianco alla stazione c’è il vecchio mercato che è stato restaurato e ci sono molti banchi: c’è un po’ di tutto, alimentazione, abbigliamento a basso prezzo, e anche qualche negozio di riuso e memorabilia, un paio avevano cose carine, vale la pena fare un giro veloce.

A poca distanza c’è Telliskivi Creative City: bellissimo! Un grande spiazzo in mezzo ai binari morti occupato da vecchie fabbriche. Alcune decrepite e altre sono state recuperate per farci locali, negozi di design, mercatini, spazi culturali, aziende. Bisogna passarci, sia di giorno che di sera, quando capita di trovarci diversi concerti dal vivo. Ci sono bellissimi esempi di street art, una zona da non perdere!!!

A questo punto la prima giornata può finire, abbiamo fatto 25 km a piedi e siamo abbastanza stanchi!

Il giorno dopo abbiamo preso l’autobus per arrivare a Pirita, verso nord. Siamo scesi al Mausoleo di Maarjamae, uno dei tanti posti che ricordano i caduti sovietici. A me è piaciuto, anche se non è che ci sia molto da vedere, giusto varie lapidi con scritte in russo, una parte a cui non si può accedere per pericolo di crollo, enormi pareti di cemento, croci sparse nel grande prato. Ci siamo addentrati all’interno e siamo passati dietro al Maarjamae Palace: non volevamo vedere il museo, ma abbiamo visto quello che resta di vecchie statue sovietiche (varie di Lenin) che sono state posizionate sul retro del palazzo (qualche anno fa erano buttate per terra, adesso sono messe in modo più ordinato)

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