Nella magia del Baltico

Tallinn è la mia capitale, quella in cui spero di trasferirmi, perché giovane e pulsante. Mi piace ritornarci è vederla sempre più affascinante, ma l'esperienza dell'aurora boreale vissuta durante i festeggiamenti per essere divenuta capitale della Cultura Europea, rimane il ...

  • di Marco Iaconetti
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Avete mai creduto al deja vu? Quella sensazione in cui credete di aver vissuto o visto in un luogo che state visitando ora, per la prima volta? E’ stata la mia prima impressione appena ho varcato la porta dal buffo nome Paks Margaareta, tradotta in italiano “Margherita la grassa”, appellativo coniato a pennello dato che il bastione difensivo con annessa la porta d’ingresso alla città è la più robusta della cinta muraria della “Old Town”.

Nella capitale estone, ogni baluardo ha il suo curioso nome, che descrive le caratteristiche estetiche degli stessi e che rende ancor più piacevole la passeggiata all’interno del centro storico. Chiedere, dunque, un’informazione diventa allora assai divertente, e quando domandai al centro turistico come arrivare al Parlamento Estone l’addetta mi rispose che dovevo costeggiare la torre Kiek in de Kök (“sbircia in cucina”, perché le guardie erano in grado di sbirciare dalle case vicine, oltre che in quelle dei propri nemici), e proseguire verso Pikk Hermann (“Hermann l’alto” o “lo spilungone”, soprannome che fu dato dagli abitanti per evidenziare la sua mastodontica mole).

Ma in Tallinn, sapientemente riscostruita dopo il 1991, quando l’esercito russo lasciò definitivamente tutte le proprie “colonie”, la cosa che colpisce maggiormente, e che sembra quasi catapultarsi indietro nei secoli, come se l’orologio del tempo si sia fermato, immergendoti vivamente ad un incerto periodo Medioevale.

Nella città, anche i tanti figuranti vestiti tradizionalmente, che riempiono le strade, sembrano proiettarti anni addietro facendoti perdere la nozione del tempo. Arcieri, guerrieri teutonici e simpatiche dame bionde che vendono squisiti manicaretti locali sono i protagonisti delle ricche manifestazioni, che si svolgono in tutta la “Old Town”, ma soprattutto nella piazza del municipio, dove è presente, oltre alle allegre e tipiche case color pastello, il palazzo Municipale medievale, l’unico dell’area baltico-scandinava, che si è conservato fino al giorno d’oggi.

In definitiva, sembra quasi di vivere all’interno di un libro di Tolkien ed aspettarsi che in qualche vicolo, in qualche anfratto prima o poi un hobbit spunti davanti a te.

Ad evidenziare maggiormente queste percezioni sono le innumerevoli leggende che animano la città baltica, come Il centro storico “Toompea”, che altro non è che la tomba del re Kalev, eroe e regnante dell’Estonia, costruita dalla sua amata moglie Linda, che pianse qualche mese e cominciò a portare delle grandi pietre sul suo sepolcro, per erigere un imponente monumento in suo onore. Anche le varie dominazioni hanno aumentato enormemente le tradizioni popolari, come la nascita dell’attuale bandiera danese caduta dal cielo durante una battaglia per dar manforte all’esercito straniero e per vincere gli irriducibili estoni.

Ancora oggi, la popolazione locale, soprattutto della città anseatica, mantiene inalterato il proprio orgoglio ed il suo amore verso il proprio paese, divenendo strenuo difensore del proprio folklore, e strano a dirsi, data la posizione geografica, spiccatamente “latino”, per la sua gioia di vivere e per la grande sensibilità che essi dimostrano verso il turista in genere.

Una delle poche città, da prendere ad esempio, dove il centro storico, non è diventato solamente un’area pseudo-commerciale-turistica, ma è stato sapientemente valorizzato, oltre che con dei minuziosi restauri anche dando spazio a tutte quelle attività ludiche che hanno fatto di Tallinn una città famosa anche per la sua vita notturna. E’ proprio questa la grande ricchezza di Tallinn, la giovinezza del suo popolo, che sembra davvero proiettato al futuro, grazie alla sua grande risorse tecnologiche ed alla sua “Silicon Valley”.

All’ occhio di un visitatore italiano, la città ha delle forti analogie con la nostre dimensioni culturali, soprattutto con i vecchi centri storici medioevali marchigiani in cui la gente vive intensamente il proprio retaggio storico.

Anche le nuove costruzioni sono state intelligentemente dislocate fuori dalla cinta muraria creando un’altra “parte di città”, non troppo distante da quella storica, ma assolutamente non impattante.

Ma l’emozione che ho potuto sentire fortemente mia è stata quella di aver vissuto insieme alla cittadinanza i festeggiamenti per Tallinn, divenuta capitale Europea della Cultura 2011 e quando in soltudine affacciato al balcone sottostante Il Palazzo del Governo, in piena solitudine ho goduto una meravigliosa aurora boreale che mezzanotte, emanava gli ultimi bagliori che illuminavano la Mia “Perla del Baltico”.

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