Swaziland, Svizzera e Scimmie

Quando la nostra Alfa 159 attraversa la frontiera Mozambicana ed entriamo in Swaziland, ci rendiamo conto che esistono due afriche che spesso coabitano una accanto all’altra. Lo Swaziland infatti e’ una piccola nazione indipendente, governata da un bizzarro sovrano, che ...

  • di il bes
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  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Quando la nostra Alfa 159 attraversa la frontiera Mozambicana ed entriamo in Swaziland, ci rendiamo conto che esistono due afriche che spesso coabitano una accanto all’altra. Lo Swaziland infatti e’ una piccola nazione indipendente, governata da un bizzarro sovrano, che pero’ riesce ad avere un reddito annuo procapite annuo che varia tra I 2000 e I 3000 USD all’anno. Naturalmente la gente non e’ benestante come in alcune parti del Sudafrica, ma nessuno vive in baracche di lamiera e soprattutto la vita rurale che molti degli abitanti conducono non e’ affatto di pura sussistenza, bensi’ si tratta di un livello di vita che farebbe invidia a tante nazioni africane.

Quello che per primo ci colpisce dello Swaziland, e’ il profilo montagnoso della nazione, una sorta di Valle d’Aosta, circondata da montagne per lo piu’ invalicabili e con una magnifica vallata centrale, ricca di vegetazione.

Dalla frontiera ci dirigiamo verso Manzini, la seconda citta’ del paese, a soli 30 Km dalla capitale Mbabane. Manzini non ha davvero alcuna attrattiva, e’ un ottimo posto per fermarsi a mangiare un boccone, ma e’ una citta’ piuttosto caotica e polverosa. Ce la lasciamo alle spalle per giungere all’altezza di Lubamba. Lubamba e’ una citta’ che in realta’ non esiste. Si tratta ben piu’ di un non-luogo che di un centro abitato. Infatti Lubamba non e’ segnalata quando si arriva, ma sono segnalati I suoi monumenti piu’ significativi, il Parlamento, il Memoriale al padre dell’attuale sovrano e l’Archivio di Stato. Accanto a questi monumenti il nulla, o meglio qualche baracca, qualche lodge, qualche negozio e tante tante mucche che non perdono occasione di attraversare la strada. A meno di un km l’autostrada che attraversa lo Swaziland, dal lato opposto alla stessa distanza il parco nazionale di Millwane.

Decidiamo di pernottare al Mantenga Lodge, un bellissimo complesso di casette sepolte in mezzo ad una fitta vegetazione, con stupenda vista sulle montagne che infonde una pace e una tranquillita’ che mi ricordano le mie care Alpi. Un po’ come essere in una vallata svizzera, in uno chalet affittacamere, ma con una sostanziale differenza: le scimmie! E infatti non appena ci avventuriamo nel giardino adiacente la nostra abitazione ci ritroviamo circondati da simpaticisime scimmiette, spesso troppo fifone per poter scattare una foto decente.

Non appena cala la notte, anche la temperatura ci ricorda che siamo in periodo invernale e pertanto I 10 gradi notturni mi rendono il posto ancora piu’ simile a una delle localita’ montane a cui sono abituato a svernare in estate.

La cena e’ davvero sublime con un piatto di carne strepitoso e salse africane agrodolci di mango e ananas come solo da queste parti si possono gustare. Andiamo a letto estasiati.

L’indomani il programma prevede un giro alla Mantenga Falls, le cascate adiacenti al nostro lodge, la cui visita include uno spettacolo di danze tipiche e un giro nel villaggio ricostruito. Non che sia quello che volevamo ma ci sembrava una bella idea vedere un po’ di natura africana. Purtroppo per un non ben precisato motivo, non appena ci presentiamo al gate di ingresso ci dicono che l’accesso alle cascate oggi non e’ possibile, pertanto ci guardiamo negli occhi e pensiamo che se non si puo’ andare alle cascate si possono tenere tutto il resto.

Passiamo una simpatica mezz’ora a rincorrere scimmie e cercare di fare qualche foto di livello documentaristico (senza riuscirci naturalmente) e poi decidiamo di darci allo shopping...Visto che non rimane molto altro

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