A Stoccolma d'estate i locali portano il cappotto

Il tour: Agosto 2004 Dal 16 al 20 – Stoccolma, Hotel Oden 19 agosto, escursione a Uppsala e Gamla Uppsala 16 agosto Partenza ore 20:35 da Bergamo-Orio al Serio con Ryan Air. Prima volta che affrontiamo un volo low cost ...

  • di La Redazione
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

17 agosto La città ci aspetta. Partiamo (a piedi) perché la guida ci suggerisce di passeggiare lungo Sveavägen, piena di negozi: bel violone, passeggiata molto gradevole. Tra l’altro, uscendo dall’albergo, abbiamo notato che accanto c’è un supermarket aperto fino alle 22 (grande info importantissima!). Si chiama “Vivo”. Ovviamente ci siamo subito incamminati verso destra, convinti di andare verso il centro (di là eravamo arrivati col taxi la notte prima), poi per scrupolo un occhio alla mappa e... dietro front! Dovevamo andare dalla parte opposta. Comunque, gradevole passeggiata lungo Sveavägen (dove SuperTechMan ha ovviamente notato in una vetrina l’ultimo modello di I-Pod non ancora arrivato in Italia). Un bel viale arioso.

Prima impressione su Stoccolma: città molto luminosa, con temperature gradevoli (22 gradi di giorno e 14 la sera), con grandi spazi e tantissime –troppe- persone tutte uguali: alte, bionde, occhi azzurri e fisici da fare invidia. Già... tutte “banalmente” identiche.

Forse perché camminavamo, i 22 gradi per me significavano “caldo”, nonostante il vento gradevolissimo. Per questo non riuscivo a capire il motivo per cui molti locali, a quella temperatura, si ostinassero a indossare maglioni o mantelle di lana a collo alto e i bar con tavolini all’0aperto di sera si ostinassero ad accendere gli “scaldini/bracieri”. Bastava un golfino, o, al più, una felpa, per stare bene... sarà che in questo modo vogliono ricordare ai turisti che, comunque, siam pur sempre al nord! Nel seguire scrupolosamente le indicazioni della guida (“per visitare Stoccolma, bastano un paio d’ore”), continuiamo a piedi lungo il percorso citato e andiamo dentro e fuori dalle isole più importanti della città (che sorge su un arcipelago di oltre 14mila isole, appunto – per fortuna solo 5 sono quelle di maggiore importanza, oltre a qualcosina su terra ferma). Morale: a fine giornata non avevamo ancora visto tutto quello che suggeriva la nostra “Bibbia”... Ora, certamente sono lenta e certamente ho sfruttato tutto il tempo a disposizione per il pranzo in un KONDITORI (tipico locale self service con panetteria annessa), ma altrettanto certamente la guida aveva un tantino esagerato.

NOTA SUL PRANZO: in questo locale, situato in Stortorget, alla base della casetta azzurra che dà sulla piazza, funziona così: si entra sotto un portico, a destra c’è l’ingresso alla panetteria, di fronte quello al “ristorante”. Sul bancone o in una vetrina ci sono delle focacce (io ho scelto quella formaggio e olive) e un sacco di dolci (ho preso un tortino caldo inondato di vaniglia). Si paga alla cassa (un extra se si vogliono anche tè o caffè), dopo di che si prende posto. C’è anche un enorme bancone self-service con insalate, patatine, frutta. Ci si può servire lì e poi andare alla cassa. Di fatto, però, una volta seduti, si può fare bis, ter ecc. Al banco self-service, senza che nessuno dica nulla e senza pagare un centesimo in più. Lo stesso per l’acqua, su un bancone a parte, in diverse caraffe, con all’interno fette di limone, mela verde o cetriolo... mah! Acqua aromatizzata. Strana usanza.

Durante la giornata, inoltre, abbiamo approfittato per entrare in qualche negozio “di design” –o presunto tale- e obiettivamente la sensazione è stata quella di “déjà-vu”. Niente ci giungeva nuovo, né ci pareva caratteristico. Tutto già visto a Milano, all’Ikea o da Cargo Hi-Tech. Peccato! Dopo una giornata intera di passeggio (NOTA: Stoccolma è tutta sali-scendi... dolci quanto si vuole, ma comunque non è in pianura!), le mie gambe non rispondevano più. Abbiamo quindi deciso di andare al supermarket sotto l’hotel, fare la spesa (baguette e salume) e salire in camera a cenare. Qui tra l’altro ho comprato uno yogurt da bere al sapore di mango-passion-pitanga. Buonissimo, anche se non ho trovato “pitanga” sul vocabolario! 18 agosto La giornata di oggi in città è dedicata ai musei

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