Sulawesi nord e sud

In tre settimane abbiamo esplorato il nord di Sulawesi, tra l'isola di Bangka, il parco naturale di Tangkoko e i vulcani di Tomohon, il sud con relax sulle spiagge di Bira e poi soft trekking nella terra dei Toraja

  • di trolleypacker76
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Ce ne aveva parlato Francesca, incontrata nel lontano 2008 durante il nostro primo viaggio nel sud est asiatico in Thailandia, e per anni il nome di Sulawesi ci è ronzato nella testa. Mare stupendo, natura incredibile, una cultura profondissima. Fino a che finalmente, eccoci pronti al check in di Milano Malpensa, Gigi e Francesca destinazione Sulawesi.

TAPPE: JAKARTA > MANADO > ISOLA DI BANGKA > TANGKOKO > TOMOHON > MAKASSAR > BIRA > TANA TORAJA > JAKARTA

All'inizio avevamo preso in considerazione le isole Togean attraversando Sulawesi da nord a sud via terra e via mare, ma abbiamo concluso che in tre settimane avremmo dovuto fare questo itinerario troppo di corsa, soprattutto considerati i lunghissimi tratti via terra tra Manado e Gorontalo e tra Ampana e Rantepao (se cercate su Thornthree 'road from ampana to rantepao' verrà fuori la domanda fatta da me, e da qui la conclusione che questa doveva essere una vacanza e non il Camel Trophy…).

Spesa totale: tutto incluso, dai voli ai fazzoletti di carta 2.000 euro precisi a testa.

Voli Milano Jakarta A/R + assicurazione sanitaria Expedia: Etihad 746 euro a testa

Volo Jakarta Manado: Garuda 97 euro a testa

Volo Manado Makassar: Air Asia 93 euro a testa

Volo Makassar Jakarta: Garuda 114 euro a testa

Vale la pena sottolineare che la rupia da fine estate e nel corso dell'autunno ha perso tantissimo sull'euro rispetto ad agosto, considerate sulle stesse cifre un bel 20% in meno al momento in cui scrivo

JAKARTA

Arriviamo a Jakarta dopo due scali e 20 ore di viaggio la mattina all'alba. Il tempo già butta male e sul taxi inizia a piovere a dirotto. Il taxi è rigorosamente Blue Bird, come raccomandato dalle guide e dagli altri viaggiatori, e anch'io posso confermare che è una compagnia affidabile, senza contare che ha taxi praticamente ovunque. Arriviamo alla guesthouse Six Degrees ma visto che la camera si libererà solo nel pomeriggio ci facciamo un caffè, ci riposiamo un po' e al termine dell'acquazzone andiamo alla scoperta della città. Che effettivamente ha confermato le aspettative di città invivibile e alquanto brutta, assediata da un traffico inimmaginabile. A mio avviso da vedere c'è veramente poco: merita il Museo Nazionale con una collezione enorme proveniente da tutte le isole dell'arcipelago, mentre la zona storica-coloniale Kota non è nulla di speciale. Restaurata solo in parte, non merita una sosta in città. Ma tant'è… ce la giriamo un po', è domenica e tutti sono in giro a passeggio. Accanto alla stazione di Kota, monumento risalente anch'esso al periodo coloniale, si affollano banchetti che vendono cibo e merce da poco. Tutto è molto sporco e misero, i marciapiedi pieni di buche e sono felice di essermi tenuta ai piedi le scarpe da trekking. Prossimi al collasso, torniamo alla GH e ne usciamo verso le 22 - è già buio da tre ore - per mangiare un boccone. La zona in cui siamo - Jalan Cikini Raya - è vicina all'università e per strada girano molti ragazzi. Vicino c'è anche un centro culturale chiamato TIM con intrattenimento e posti dove mangiare ma a quest'ora sta chiudendo. A locali abbastanza chic, pieni di 20-30enni con iPad, si alternano immondezzai a cielo aperto; 200 metri in giù c'è la stazione con la gente, incluse donne e bambini, che dorme sui gradini, ma nella via perpendicolare ci sono molte ville di lusso con ringhiere altissime e telecamere.

Il giorno dopo ci svegliamo con grandissima calma e in attesa di riprendere l'aereo per Manado andiamo a rinfrescarci nel più lussuoso centro commerciale della città, Plaza Indonesia

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