Khartoum. Viaggio di lavoro ma non troppo

Superata la sponda occidentale della penisola arabica all’altezza di Geddah , l’A320 della Qatar Airwyas affronta il continente africano sorvolando una delle sue più famose vie d’accesso marittime, Port Sudan. Altre due ore di volo sul nulla quando nell’ampia virata ...

  • di gfcly
    pubblicato il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: 3500

Superata la sponda occidentale della penisola arabica all’altezza di Geddah , l’A320 della Qatar Airwyas affronta il continente africano sorvolando una delle sue più famose vie d’accesso marittime, Port Sudan. Altre due ore di volo sul nulla quando nell’ampia virata di approccio all’aeroporto si scorgono, confuse con l’ocra del suolo, i primi caotici agglomeramenti di basse abitazione disseminate lungo i vari delta formati dall’incontro di due larghi corsi d’acqua , il Nilo.Bianco e il Nilo Azzurro che qui si fondono in un unico fiume El Nhar il Nilo. Khartoum , vista dall’alto, più che una metropoli sembra un mega sobborgo industriale. Escluso il centro storico la cui planimetria fu improntata, con scarso successo, a riprodurre il disegno composito della Union Jack , la bandiera britannica, le altre vie delle città divisa in Kartoum Nord e Khartoum Sud sono un coacervo di incroci fra arterie asfaltate e non oppure, in perenne costruzione. La capitale sudanese presenta infatti la singolare caratteristica di essere una delle metropoli dalla storia più recente; nasce nel 1825 come centro carovaniero ma solo verso la metà del diciannovesimo secolo inizierà ad essere edificata come città, ad oggi poco più di un secolo. E questo, visitandola lo si nota subito, Khartoum conserva una sua particolare atmosfera di città non città non ancora completamente urbanizzata. Al controllo passaporti, mi accorgo che siamo solo cinque occidentali, sicuramente giunti in occasione della 21 edizione della Khartoum International Fair. (K.I.F) primario appuntamento internazionale della capitale. Il controllo, almeno per me, è rapido un collega dell’ambasciata , lì ad aspettarmi mostra un tesserino e sono subito fuori, ma le valigie ritardano e così si esce tutti assieme sospinti da un bailamme di bagagli , gente e gran vociare .

Fuori assieme ai circa quaranta gradi di temperatura attende una Terios con un autista alto e distinto, si chiama Sceik Turabi e sarà con me per tutto il tempo che sarò giù. Ci dirigiamo verso l’albergo , il traffico, non dissimile da quello del Cairo o di Damasco è altrettanto convulso e caotico, solo che la velocità media è quì ancora più bassa, spesso a passo d’uomo fatto dovuto alla circolazione nelle vie di tutti i mezzi di locomozione immaginabili . Si va dal tizio a cavallo del somaro alle ronzanti motocarrozzette taxi a tre ruote tipo Ape, dagli asmatici camions Bedford e Austin, gli uni clonazione degli altri e tutti adibiti al trasporto civile, ai minibus con le porte sempre aperte pronti a caricare passeggeri ovunque, dai carri a trazione animale o a spinta, fino ai trattori con rimorchi, senza dimenticare cicli e motocicli . La parte da leone la fanno le utilitarie Hunday Atoz, forse preferite perché sono alte all’interno. Ne avrò un a conferma quando salirò su altre vetture, i sudanesi sono notoriamente alti di statura , diversi tetti portano internamente i segni del continuo strofinio degli “imma” i tipici turbanti.Sudanesi Altro problema sono i marciapiedi che in molti casi , tentano , senza riuscirci , di assurgere a tale ruolo.

Fermo ad un semaforo leggo su un lungo muro la scritta in inglese centro culturale tedesco, il collega mi conferma che è un punto d’incontro importante per la comunità occidentale residente, praticamente il più frequentato assieme a quello francese intitolato a Frédèric Cailliaud , uno dei primi geologi ad esplorare il misterioso Khush come era anticamente chiamato il Sudan alla ricerca delle miniere d’oro dei faraoni. Chiedo se abbiamo un centro anche noi . C’era una volta, come nelle fiabe, è la laconica risposta. E dire che la promotion commerciale ha le sue prime radici in quella culturale, ne avrò una diretta conferma nel constatare più tardi in fiera lo stand di questo istituto con un ampio programma di promotion linguistica e di assistenza al settore archeologico locale quest’ultimo appena gratificato dal rilevante ritrovamento ad opera dell’archeologo Charles Bonnet di sette stupende statue di granito , fra cui il busto di Taharqa , il celebre faraone nero .In fiera, avrò modo di notare che gli occidentali non parleranno d’altro, dimenticando spesso gli affari. L’albergo è il Grand Holiday Villa sul lungo Nilo, un vecchio hotel in stile coloniale a un piano con oltre un secolo di vita completamente restaurato. E’ quasi contiguo alla residenza del primo ministro, la vecchia sede ufficiale del Governatore britannico Gordon, soprannominato il Cinese per le sue conquiste in Cina, con ampi porticati e l’imponente scalinata dove questi fu ucciso. Dalle travolgenti truppe Mehdiste . Era il 26 gennaio del 1885 due giorni prima del suo compleanno e dell’arrivo dei rinforzi.

  • 4225 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Parole chiave
Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social