Sudafrica: consigli pratici dalla A alla Z

Come organizzare un viaggio in Sudafrica, un Paese vastissimo. Vastissimo e diversissimo. È Africa, ma allo stesso tempo anche Europa, America, Australia

  • di Elena - My Scratch Map
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro

Noi le abbiamo dedicato 4 giorni, ma volendo ci si potrebbe fermare anche 1 o 2 giorni in più senza annoiarsi. Su Cape Town e la Penisola del Capo sto scrivendo un post a parte, ma inizio ad anticiparvi quello che secondo me non potete assolutamente perdervi:

– salire sulla Table Mountain

– raggiungere il leggendario Capo di Buona Speranza

– fare una passeggiare tra Greenmarket Square e il coloratissimo quartiere di Bo Kaap

– passare una serata al Victoria & Albert Waterfront

– visitare, meteo permettendo, Robben Island Io ve lo dico, a Cape Town lascerete sicuramente un pezzettino del vostro cuore.

D – De Hoop Nature Reserve

Questa è una chicca per veri intenditori anche perché – diciamocela tutta – non è così facile arrivarci. Le dune del deserto bianco di De Hoop sono uno dei ricordi più belli che ho di tutto il viaggio e sono state uno dei punti fissi del nostro itinerario fin da subito. Le cittadine più vicine sono Swellendam e Bredasdorp, che possono essere usate come basi d’appoggio, ma io vi consiglio fortemente di fermarvi a dormire in uno dei meravigliosi cottage di De Hoop Collection: anche se costano mediamente di più rispetto agli standard sudafricani vi assicuro che ne vale la pena! In ogni caso dovete mettere in conto di fare circa 40 km di strada sterrata per entrare e uscire dalla Riserva (fattibile anche senza un 4×4), per cui se decidete di andare e tornare in giornata tenetelo bene a mente visto che sullo sterrato difficilmente supererete i 40km/h. I cancelli d’ingresso sono aperti dalle 7 alle 18 (il venerdì fino alle 19), mentre la conservation fee è di 40R a persona (ingresso gratuito per i possessori della Wild Card, vedi lettera W – Wild Card). Noi siamo arrivati a De Hoop nel primissimo pomeriggio, dopo aver trascorso la notte ad Agulhas, e ci siamo subito diretti alla famosissima duna Koppie Alleen. Ci siamo tolti le scarpe e abbiamo iniziato a camminare controvento, affondando i piedi nella sabbia inaspettatamente dura e fredda. Il deserto bianco ed in mezzo solo noi due. Semplicemente meraviglioso.

E – English breakfast

Uova (fried or scrambled, fate voi), bacon, salsiccia, funghi, toast e marmellata, il tutto accompagnato da una bella tazza di caffè nero bollente. Con una colazione così noi abbiamo molto spesso saltato il pranzo, accontentandoci di sgranocchiare qualche biscotto o barretta e guadagnando tempo prezioso sulla tabella di marcia. In questo caso retaggio dell’imperialismo britannico assai gradito.

F – Fuso orario

Nonostante le ore di volo, il fuso orario del Sudafrica rispetto all’Italia è solamente di 1ora in avanti e – anzi – quando in Italia è in vigore l’ora legale non bisogna preoccuparsi nemmeno di quello. Effetti del jet lag addio.

G – Garden Route: sì o no?

Se avessimo visitato il Sudafrica in agosto, il loro inverno australe, avremmo saltato la Garden Route a cuor leggero, ma essendoci stati in primavera abbiamo deciso di percorrere il tratto della N2 fino a Port Elizabeth. Con il senno di poi non mi sento di dire che abbiamo toppato in pieno, ma sicuramente aggiusterei il tiro. La sosta a Mossel Bay per esempio non ci ha detto granché e sicuramente salterei Knysna (carina la laguna, ma niente di imperdibile) per aggiungere una notte allo Tsitsikamma National Park e avere così più tempo per fare i vari trail all’interno del Parco

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