Sudafrica: consigli pratici dalla A alla Z

Come organizzare un viaggio in Sudafrica, un Paese vastissimo. Vastissimo e diversissimo. È Africa, ma allo stesso tempo anche Europa, America, Australia

  • di Elena - My Scratch Map
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

La terra rossa che si butta nell’oceano, il deserto che lascia spazio a foreste verdissime. E poi ancora colline rigogliose, lagune, cascate, distese di terra arida che si alternano a campi fioriti. Un panorama che cambia in continuazione nel giro di pochissimi chilometri, cartoline esotiche che si alternano a paesaggi che sanno di casa.

Il Sudafrica è davvero tutto il mondo in un solo Paese.

In questo diario trovate i miei consigli per organizzare un primo viaggio in questo Paese immenso e generoso. Come al solito consigli pratici dalla A alla Z.

A – Agulhas

La punta più estrema del Sudafrica che più a Sud di così proprio non si può andare. Molti credono che the most southern point sia il Capo di Buona Speranza, ma in realtà quello è il punto più a sud-ovest. Lasciate quindi che i pullman carichi di turisti si fermino lì, voi invece andate oltre anche se per arrivare fino a qui dovete mettere in conto di fare una bella deviazione. Ad attendervi ci sarà sicuramente un vento fortissimo: non lasciatevi scoraggiare e salite in cima al Cape Agulhas Lightouse prima di raggiungere The meeting of the oceans, il punto dove Oceano Indiano ed Oceano Atlantico si incontrano. Chiudete gli occhi e respirate a pieni polmoni, vi sembrerà davvero di essere arrivati ai confini del mondo. Se potete cercate di pernottare in uno degli chalet del Cape Agulhas Rest Camp: il cielo stellato che si vede da qui è da brividi. Indimenticabile.

B – Big five Ovvero i fantastici 5: bufalo, elefante, leone, leopardo e rinoceronte

I big five sono uno dei vanti del Sudafrica tanto da essere riprodotti su tutte le banconote (vedi lettera R – Rand). Ma mentre è piuttosto facile avvistare bufali ed elefanti, per gli altri tre bisogna avere pazienza ma soprattutto taaaaanta fortuna. Noi siamo riusciti a vederne 4 su 5: per il leopardo non c’è stato niente da fare. Qualche consiglio per aumentare le vostre chances di avvistamento: cercate di svegliarvi all’alba (noi i leoni li abbiamo visti proprio durante il morning drive delle 4), guidate molto piano e portatevi un binocolo per scandagliare bene la vegetazione. Ricordatevi inoltre di consultare le bacheche degli avvistamenti presenti nei rest camp (di solito sono posizionate davanti alla reception o allo shop): vengono aggiornate ogni giorno ed è possibile farsi un’idea della direzione in cui si muovono gli animali. Noterete che l’unico animale a non essere segnalato è il rinoceronte. Il motivo? Il bracconaggio che imperversa nei parchi africani. Questa piaga è dovuta al fatto che ancora oggi, soprattutto in alcuni paesi asiatici, il corno di rinoceronte è considerato uno status symbol e gli si attribuiscono proprietà afrodisiache. Sembra pazzesco ma purtroppo è così.

C – Cape Town e la Penisola del Capo The Mother City

A me piace pensare che si chiami così perché tutta la storia del Sudafrica ha avuto inizio qui, con i primi coloni olandesi. In realtà sembra che questo soprannome risalga agli anni ’30 quando un giornale locale dichiarò che l’unica città del Sudafrica a potersi definire metropoli fosse appunto Cape Town: dal greco metro=mother e poli=city —> ed ecco quindi The Mother City. Cape Town è una città incredibile, incastonata tra la Table Mountain e la catena dei Twelve Apostoles da una parte e l’Oceano dall’altra: un anfiteatro naturale che le regala un clima praticamente perfetto tutto l’anno

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