Sudafrica, l’altra Africa

Tour in un paese che ha poco dell’Africa che ci immaginiamo, con un’estensione alle magnifiche Victoria Falls

  • di FULCOLA
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

Se facessimo quel test che prevede di associare ad una parola la prima immagine che ci viene in mente, penso che alla maggior parte di noi la parola “ Africa” evocherebbe innanzitutto enormi savane piene di zebre, gazzelle e leoni.

Per attinenza anche “Sudafrica” richiama alla mente le stesse scene; ma la realtà è ovviamente spesso molto diversa e con il viaggio di quest’anno siamo proprio andati scoprire di persona quanto questo Paese sia molto più eterogeneo, vario ed articolato.

La tipologia di viaggio scelta - un tour organizzato – consente solo un contatto superficiale con la popolazione (e spesso con categorie di persone che se la passano meglio rispetto alla moltitudine, quali camerieri,facchini, guide, negozianti, ecc..) per cui tralascerò di esporre la complessa situazione sociale creatasi dopo la caduta dell’ “aparthied “ e mi dedicherò invece a quanto visitato ed alla descrizione dei paesaggi e degli ambienti che abbiamo attraversato.

Il viaggio prevedeva delle escursioni nella regione del nord-est del Mpumalanga ed in quella a sud attorno a Città del Capo con un’estensione finale in Zimbabwe alle Victoria Falls.

Dopo l’arrivo all’aeroporto di Johannesburg, il tour è iniziato con la visita di Pretoria, la capitale amministrativa situata solo a pochi chilometri di distanza e che in questo periodo dell’anno (inizio primavera) dà il meglio di sé con la fioritura delle migliaia di jacaranda, gli alberi dai fiori viola originari del Brasile che costeggiano i lunghi viali cittadini. Ci è sembrata un città ordinata, pulita e tutto sommato tranquilla.

La prima sorpresa l’abbiamo avuta proseguendo verso est ed attraversando la catena montuosa del Drakensberg. Qui i paesaggi sono quanto di più diverso uno si immagini l’Africa: verdi colline con prati tagliati, mandrie di bovini, boschi di eucalipti e pinete fanno pensare molto di più al nord Europa o alla Nuova Zelanda. Grandi tenute sono state trasformate in resort e alberghi di qualità, con campi da golf, laghi per la pesca sportiva e riserve di migliaia di acri, pronti ad ospitare chi cerca svago e tranquillità lontano dalle grandi città. Nei giorni successivi, visitando la zona, abbiamo scoperto dei luoghi stupendi con scenari magnifici come il Blyde River canyon, la God’s window, le Lisbon falls e le formazioni rocciose della Bourke's Luck Potholes, dall’aspetto fatato e dai colori fantasmagorici.

Spostandosi più a est il paesaggio è cambiato ancora, avvicinandosi molto a quella che è l’idea comune di Africa. Il territorio appare più arido e secco: ci si sta infatti avvicinando al “bush”, il tipico ambiente di praterie, arbusti e boscaglie che è stato il teatro dei safari fotografici previsti dal nostro tour. Abbiamo soggiornato nella riserva privata Kapama, una delle tante che attorniano il famoso Parco Kruger e la scelta del T.O. ci è sembrata veramente valida: l’attenzione riservata ai clienti e l’approccio agli animali del parco durante i safari, discreto e poco invadente, ci hanno fatto dimenticare precedenti esperienze negative avute in altri Paesi… Nel corso dei quattro safari – due serali e due mattutini- abbiamo potuto ammirare gran parte della fauna che popola i parchi ( leoni, antilopi, rinoceronti, ippopotami, iene, giraffe, bufali ed un’infinità di uccelli) . In questi ambienti non si vedono le grandi mandrie di erbivori tipiche di altre zone africane, ma forse il fatto di dover prestare maggior attenzione nella ricerca degli animali tra la rada boscaglia, ne fa apprezzare in modo particolare la scoperta e la vista , quasi ad essere dei novelli esploratori. Anche se, in fin dei conti, non si deve poi far tanta fatica nello scorgere gli animali; a noi è bastato trascorrere un paio d’ore comodamente seduti nella terrazza della nostra camera per assistere a quello che ci è sembrato un documentario di National Geographic o di BBC Nature: un branco di elefanti intento a mangiare foglie e rami nel boschetto vicino al lodge, una timida antilope passare sotto il balcone mentre sulle fronde degli alberi di fronte si alternavano ogni sorta di uccelli e piccoli animali.

Terminate a malincuore le escursioni nel Mpumalanga siamo ritornati a Johannesburg per prendere il volo che ci ha portato circa 1300 km più a sud, a Città del Capo

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