Fly & drive nella Nazione Arcobaleno

Sudafrica: viaggio in un Paese che conquista, con la sua incontrastata natura e con la propria storia

  • di Cle_Cap
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Scrivo queste righe con i ricordi del Sudafrica ancora freschi nella mente; il giallo del bush della savana, il celeste del cielo e il rosso del sole al tramonto. Per non parlare dell’esplosione di stelle del cielo notturno, con la via lattea visibile ad occhio nudo. E dell’accoglienza della gente. Ma andiamo con ordine.

Il Sudafrica era da tempo una delle mete che più ci attraeva e finalmente quest’estate il viaggio che avevamo immaginato è diventato realtà. Non è stato semplice definire l’itinerario; il Sudafrica è un paese vasto e le zone che meritano una visita sono indubbiamente molte, anche distanti tra loro. Quindi, abbiamo cercato di inserire nelle due settimane a nostra disposizione tappe che ci permettessero di avere una panoramica il più completa possibile del paese. La natura e una storia recente tutt’altro che semplice hanno rappresentato i punti cardine attorno ai quali il nostro itinerario si è sviluppato. La prima tappa è stata Cape Town, con la Penisola del Capo e parte della East Coast, per poi proseguire nel KwaZulu-Natal fino a Santa Lucia; siamo poi volati nel Mpumalanga fino al Kruger Park, concludendo con la visita del Blyde River Canyon, Graskop e Johannesburg.

Il nostro volo Lufthansa per Cape Town (prenotato con poco anticipo al costo di 1000€ a/r a testa) è partito da Firenze, con scalo a Francoforte; il volo di ritorno da Johannesburg è stato operato da Swiss Air, con scalo a Zurigo. Nessun intoppo e ottimo servizio, per cui ci sentiamo di consigliare senza esitazioni entrambe le compagnie.

Promuoviamo a pieni voti anche le strutture in cui abbiamo alloggiato (hotel, guesthouses, rest camps): abbiamo trovato un ottimo livello di servizi con prezzi sicuramente inferiori alla media europea. I rest camps all’interno del Kruger Park offrono alloggi basici, ma comunque puliti e dotati di tutti i servizi necessari; dormire nei bungalows con il tetto di paglia nel cuore del parco è un’esperienza irripetibile!

10 Agosto

Arrivati a Cape Town (ore 10 del mattino) ci aspetta un clima decisamente più fresco rispetto alle temperature estive fiorentine che abbiamo lasciato. Lasciato l’hotel (Long Street Boutique Hotel) e muniti di piumino iniziamo la nostra esplorazione dell’area definita “City Bowl”, il centro città, che include Long Street, Green Market Square, Castle of Good Hope, the Company’s Garden per poi spostarci al Waterfront, la zona del porto che è oggi un attraente susseguirsi di ristoranti e locali, dominata dalla Table Mountain sullo sfondo, un vero spettacolo della natura. Per gli spostamenti tra la zona “City Bowl” ed il Waterfront abbiamo utilizzato il taxi, le tariffe sono convenienti e c’è quasi sempre un po’ di margine per la contrattazione del prezzo.

11 Agosto

Ci svegliamo con una leggera pioggia a farci compagnia; causa mare mosso, il tour di Robben Island che avevamo in programma viene annullato. I biglietti che avevamo prenotato dall’Italia ci vengono rimborsati, ma purtroppo non ci sarà più disponibilità per i giorni successivi. La visita del District Six Museum si rivela un’ottima alternativa, toccante ed istruttiva allo stesso tempo, grazie al racconto della guida del museo, che ci rende partecipi dei difficili momenti vissuti dalla sua famiglia ai tempi delle deportazioni forzate durante l’apartheid. Cicatrici che ancora fanno male. Finalmente uscito il sole, dopo un pranzo al Waterfront, ci dedichiamo all’esplorazione del quartiere Bo-Kaap (tramite un tour guidato a piedi) e allo shopping, sia nei mercatini di Green Market Square, sia nei tanti negozi di artigianato africano che si trovano lungo la vibrante Long Street

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