Le nostre avventure tra Sudafrica e Mozambico

Alla scoperta del popolo africano e della natura incontaminata

  • di m.niselli
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

SUDAFRICA E MOZAMBICO: ALLA SCOPERTA DEL POPOLO AFRICANO E DELLA NATURA INCONTAMINATA

15 Ottobre 2015

La sveglia questa mattina è stata presto, anzi prestissimo. Il primo volo, Venezia-Amsterdam, è alle 6.10. Alle 4.15 eravamo sotto casa dei genitori di Martina, pronti per farci accompagnare all’aeroporto. Non sentiamo la stanchezza. L’adrenalina ci tiene svegli, carichi per questa nuova avventura.

Seduti sul sedile dell’aereo, davanti a noi la cartina del mondo e un piccolo aereo che piano piano sta attraversando il continente africano da nord a sud direzione, Johannesburg, Africa. Africa, un'impronta indelebile lasciata dal viaggio namibiano due anni or sono. Africa, dove la luce accende paesaggi e il cielo di colori incredibili. Africa, dove c'è il tempo e non l'orologio. Africa, dove ognuno ha il suo posto nel grande Cerchio della Vita. Africa, dove le persone si muovono lentamente camminando per chilometri.

Siamo arrivati a tarda sera sera all’aeroporto di Johannesburg, un sacco di stanchezza sulle spalle e poca sorpresa nel rivedere un luogo in cui avevamo già transitato. All’uscita dal gate rivediamo il negozio “Out of Africa”, enorme business di articoli africani che ci sono solo nelle città turistiche e che di fatto non fanno Africa. Ci appuntiamo di comprare al ritorno le cose che non troviamo durante il viaggio. Carichiamo le nostre valigie su un carrello e cerchiamo le indicazioni per l’autonoleggio, che ci conducono in un lungo corridoio, proprio frontale all’uscita della hall. Decidiamo di prendere in affitto la macchina il giorno prima, così l’indomani possiamo partire immediatamente dall’albergo alla volta del Kruger. Ci danno una Toyota Corolla che è una gran bella macchina davvero, confortevole e comoda. Primo problema: guidarla! La macchina è incastrata in parcheggio con la guida a destra e il cambio automatico. Massi si siede al volante e inizia a muoverla: è bravissimo a capirsi, non tanto con i comandi che sono familiari ma nelle strade caotiche e intricate di Johannesburg: è un eroe! All’uscita per l’albergo, che dista solo qualche km dall’aeroporto, siamo subito in Africa: le strade sono un po’ sabbiose e il buio le rende sinistre. Parcheggiamo di fronte all’albergo e un tipo ci apre la porta con quel solito sguardo di tranquillità che è tipico della gente africana. Aviator Tambo Hotel è molto caratteristico e soprattutto comodo. L’hotel è vicinissimo all’aeroporto, ottima soluzione per chi come noi è di passaggio e vuole una soluzione pulita e comoda, senza troppe pretese. Per arrivare alla camera percorriamo dei lunghi corridoi. L’hotel è in stile anni 50 e tutto l'arredo ricorda il mondo dell'aviazione: per terra, lungo i corridoi, valigie in pelle, appesi qua e là cappelli dal comandante, aerei e immagini che ricordano aerei vecchi. Le stanze sono ampie, bagno e doccia molto grandi. Ahimè il Wifi non è disponibile in tutta la struttura come da descrizione: la connessione funzionava solo fuori dalla porta della camera e così abbiamo passato un po’ di tempo sull’uscio, per scaricare un po’ di mappe e indicazioni di viaggio per il giorno successivo. Doccia e letto, pronti per il giorno dopo!

16 Ottobre 2015

La sveglia suona alle 6:30. Da fuori sentiamo il rombare dei motori degli aerei che partono e arrivano ma, durante la notte, forse causa stanchezza, non li abbiamo sentiti! Facciamo armi e bagagli e ci ricarichiamo sulla nostra Toyota Corolla

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