5200 Km per il Sudafrica!

L'itinerario: Siamo partiti in 4 con volo Swiss la sera del 31 luglio, con tratta Milano-Zurigo-Johannesburg, dopo una notte passata a Zurigo a spese della Swiss a causa di overbooking da parte della compagnia aerea, che ci ha "costretto" a ...

  • di Odette Di maio
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

L'itinerario: Siamo partiti in 4 con volo Swiss la sera del 31 luglio, con tratta Milano-Zurigo-Johannesburg, dopo una notte passata a Zurigo a spese della Swiss a causa di overbooking da parte della compagnia aerea, che ci ha "costretto" a una rinuncia volontaria (ben remunerata però) del nostro posto sul volo serale del 30 luglio.

Appena atterrati la mattina dopo ritiriamo, presso la Europecar, la nostra Toyota Corolla, prenotata via internet su un sito sudafricano (http://www.Rcjm.Co.Za/, CERCARE IL LINK A "CAR RENTAL") a poco più di 1000 Euro per 21 giorni. Essendo saltata la prima notte a Pretoria, ci affrettiamo nella direzione del Parco Nazionale Kruger che sta a più di 400 Km di distanza da Jo'Burg.

I paesaggi ci colpiscono da subito per i colori intensi e una tiepida giornata primaverile con sole splendente ci accompagna per tutto il viaggio. Arriviamo all'entrata sud - Numbi Gate - del Parco e vits l'ora tarda gli addetti della reception ci consigliano di alloggiare nella base (restcamp) più vicina all'entrata, Pretoriuskop, dove riusciamo a prenotare due bei bungalows dotati di due letti, bagno e spazio cucina. Crolliamo stanchi morti dopo una notte in aereo e un lungo viaggio in macchina. Dalla mattina dopo iniziamo la nostra perlustrazione per 4 giorni e mezzo di uno dei parchi safari più famosi d'Africa alla ricerca degli animali più tipici del continente e dei Big Five (i 5 animali più pericolosi: leone, leopardo, rinoceronte, bufalo, elefante) e viviamo le emozioni e i suoni della savana e i suoi bellissimi tramonti.

Il tempo è caldo e assolato, malgrado sia inverno, e l'assenza di zanzare, grazie al clima secco, facilita la permanenza. Il terzo giorno, dopo un "morning walk" guidato da due simpatici rangers nel bush (la boscaglia africana) e avvistamenti a piedi di una vicina mandria di bufali, ci organizziamo con il ranger Rodney per dormire - in via eccezionale - l'ultima notte fuori dal restcamp del parco dove stavamo alloggiando (dopo Pretoriuskop infatti abbiamo anche dormito a Satara e infine a Orpen). Scortati da lui e il suo immancabile fucile, ci accampiamo in 3 tende all'interno della savana per un'indimenticabile notte scandita da versi di animali ignoti (iene?) e freddo pungente (la notte le temperature calano drasticamente!)... Ma che emozione! Lasciato il fantastico Kruger Park, il giorno 5 agosto ci dirigiamo nel vicino Blyde River Canyon, spettacolari gole scavate dal fiume Blyde, e troviamo un'economica sistemazione in un attrezzatissimo cottage nel Forever Aventura resort, località Swadini, proprio sul lato nord del canyon, che secondo noi è il più affascinante, con panorami mozzafiato sulla diga, sui "Three Rondavels" e le "Bourke's luck potholes". Una giornata intera per girare intorno al Canyon e i suoi punti panoramici, una veloce sosta nel paesino di Graskop e rientro in serata al cottage con cena buffet nel resort. La mattina dopo ci aspetta un lunghissimo viaggio verso sud e passiamo la giornata in macchina per cercare di raggiungere l'Hluluwe-Umfolozi National Park con la speranza di avvistare il rinoceronte e il leone che ci erano scappati al kruger! Il viaggio è lungo ma panorami incredibili si aprono sulle strade secondarie che ci portano dalla provincia dello Mpulaganga al Kwazulu Natal, costeggiando lo stato dello Swaziland, ma le rischiose strade avvolte da precoci crepuscoli ci costringono a sostare nella località di Pongola al modesto Dive Inn B+B prima di arrivare a destinazione.

La mattina dopo di buon'ora ci rimettiamo in viaggio e, sempre percorrendo l'autostrada N2, arriviamo a Hlululwe, dove l'ufficio informazioni del turismo ci conferma l'impossibilità di alloggiare all'interno del parco (è iniziato il ponte per la festa delle donne e gli alloggi scarseggiano!) e ci prenota quindi l'ostello Isinqwe backpackers lodge consigliato dall'immancabile guida Lonely Planet. L'ostello si rivela molto ben organizzato e possiamo usufruire di una delle suite con bagno - stupende - e di un capanno invece molto più spartano (che Roberto chiamerà il "garage") senza bagno, a soli 230 e 200 rand (nemmeno 30 euro a stanza). L'ambiente è fantastico, con viaggiatori di tutte le età che si ritrovano nel bar-ristorante a bordo di una piccola piscina a bere, giocare a biliardo ed osservare il bushbaby - un primate graziosisissimo ospite del lodge che addenta pane e marmellata da un ramo di un albero. Passiamo lì due notti mentre le giornate sono dedicate al bellissimo parco di Hluluwe, dove in un giorno e mezzo avvistiamo tutti i Big 5, compresi leone e leonessa in una stradina secondaria! Dopo due giorni ci muoviamo sulla vicina costa e ci insidiamo a St. Lucia, vicino alla riserva naturale omonima che risulta essere tra le più rilevanti al mondo per i suoi 5 ecosistemi e la notevole fauna. Ne approfittiamo però per correre alla prima incantevole spiaggia, Cape Vidal (si dice abbiano girato lì il famoso spot anni '70 della Vidal col cavallo bianco...), memorabile per le sue alte dune di sabbia bianca e le onde spumeggianti che attirano anche gabbiani e pescatori

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