Sudafrica e Swaziland, il nord est

KwaZulu Natal, Swaziland, Kruger Park, Blyde River Canyon, Limpopo, Mpumalanga e Soweto, solo il nord est: tra animali, culture diverse, natura selvaggia, scenari mozzafiato, modernità e tradizione, oceano, fiumi e canyon

  • di laurasergio
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

13 luglio 2014

Qui comincia una nuova avventura: a Durban nella regione del Kwa-Zulu Natal.
 Dopo un lungo viaggio di circa14 ore e 3 voli (Milano, Cairo, Jo, Durban) siamo in terra sudafricana. 
Un po' emozionati. 
A Durban provvediamo subito a cambiare un po' di valuta, acquistiamo una simcard con la mtv, compagnia telefonica locale. Tutto bene anche con l'auto a noleggio con tanto di gps. L'aria è frizzante, la gente giovane, la lingua inglese un po' cantilenata, ma comprensibile. Il primo impatto positivo.
Prendiamo la N2 verso Nord, la guida a sinistra e la stanchezza della notte in aereo, ci costringono ad una massima prudenza. In 2 ore siamo a Shakaland, un villaggio Zulu ricostruito con grande accuratezza storica, a dimostrazione della cultura e delle usanze Zulu. Per la cronaca Shaka, cui è anche dedicato l'aeroporto è riconosciuto come il grande capo della zona che ha saputo riunire sotto di sé un grande popolo composto da tribù differenti. Il programma prevedeva una spiegazione della vita nel villaggio seguita dalla visita vera e propria nelle capanne e nello spazio comune per vedere anche come si faceva la birra o quali strumenti venivano usati nella vita quotidiana. Sotto le stelle e davanti al fuoco ascoltiamo musica e assistiamo alle danze tribali in costume tipico nella capanna grande. La serata si conclude con un’ottima cena self service ed una passeggiata sotto le stelle dell'emisfero australe.

14 luglio

Dopo una dormita colossale di 12 ore e un'ottima colazione, è proseguita la visita nel villaggio, con spiegazioni della cultura e delle usanze zulù, con tanto di sosta nella fumosa capanna del guaritore.
 Riprendiamo l'auto e ci dirigiamo verso l'Hluhluwe-iMfolozi Park. Si tratta di una riserva molto estesa (ma più piccola del Kruger), disposta sulle tipiche colline di queste zone, molto boschive. Siamo in inverno e gli alberi sono tutti spogli, ma si fa lo stesso un po’ di fatica a vedere gli animali. Restiamo in contemplazione per un po’ ad osservare due grandi elefanti mentre si abbeveravano lungo il fiume; incrociamo un rinoceronte molto grosso mentre attraversava il nostro percorso; ammiriamo i numerosi impala, zebre e facoceri. Non si contano gli uccelli, che però non riconosciamo. Niente giraffe né bufali, che dovrebbero essere presenti. Usciamo e giungiamo a Santa Lucia che è già buio: è la base perfetta per esplorare l’iSimangaliso Wetland Park. Abbiamo prenotato al Sunset Lodge, molto carino, con bungalow di tronchi e cucina, con vista sull’estuario (è gestito da una simpatica e gentile giovane donna ex figlia dei fiori, con figlio e padre, fuggiti dallo Zimbabwe in crisi). Di sera, ormai ci siamo accorti, si abbassa parecchio la temperatura, e dopo una cena buona e leggera, ci fiondiamo a letto sotto le coperte di lana.
 Molti cartelli avvisano di prestare particolare attenzione agli ippopotami, che sono aggressivi e pericolosi. E’ chiaro ormai che bisogna muoversi con il ritmo del sole.

15 luglio

Stamattina, dopo una bella colazione, ci siamo diretti all’ iSimangaliso Wetland Park, lungo la costa a nord di Santa Lucia. È un parco tra l'oceano e l'estuario più profondo del continente. Siamo nella Elephant Coast, un tratto di costa straordinariamente bello e vario, nella lista dei luoghi mondiali da vedere assolutamente. Nella riserva abbiamo visto ippopotami, tantissimi kudu e impala, bufali, scimmie e molto altro. Possiamo solo assaporare una piccola parte della grande varietà di ambienti e di animali selvatici. Infatti arriviamo solo fino a Cape Vidal, un posto fantastico, una spiaggia infinita molto lunga con un mare molto mosso e le onde che prendono direzioni diverse e si incrociano. Il bagnoasciuga è molto ampio ed è bellissimo camminare al sole invernale, che comunque ci ha permesso di metterci in costume e di bagnarci nell'oceano. Chi ha una certa età si ricorderà del Carosello con la pubblicità del bagnoschiuma Vidal col cavallo bianco che corre libero sulla spiaggia: è qui che fu girato. 
Siamo andati via contro voglia, ma non volevamo perdere il giro in barca sull'estuario delle ore 3. Da un battello, quindi da una prospettiva diversa, e con il sole calante all’orizzonte, abbiamo visto una marea di ippopotami crogiolarsi in acqua, qualche coccodrillo e volatili vari. Breve riposino nella nostra casetta al Sunset Lodge e buona cena al Reef & Dune, come ieri sera. Poi a letto presto dopo un'altra giornata indimenticabile

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