Finalmente Sudafrica!

Il nostro Sudafrica on the road tra città, natura e animali

  • di Matte & Giobby
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Nella nostra mostrina di turisti per caso mancava il continente più affascinante, quello che racchiude in sé tutti gli estremi e le contraddizioni ma anche dove la bellezza tocca vette irraggiungibili altrove; il nostro mirino era da tempo puntato sull'estremo lembo dell'Africa e quindi non abbiamo fatto altro che assecondare il nostro desiderio e organizzare il nostro primo viaggio in Sud Africa.

Ecco alcune linee guida che prima di partire avevano destato in noi qualche dubbio e preoccupazione:

- Non abbiamo avuto nessun problema di sicurezza personale, del resto è stato sufficiente adottare semplici regole di buon senso comuni a tutti i posti del mondo, come evitare i quartieri delle città più pericolosi e non girare la sera da soli. In più a Cape Town le zone più frequentate dai turisti sono costantemente sorvegliate da guardie e se si esce in macchina basta lasciare una piccola mancia al posteggiatore.

- Girare in macchina è sicuro, le strade sono in ottime condizioni e, tranne rare eccezioni, gratuite. In autostrada, dove il limite di velocità è 120 km/h, bisogna prestare attenzione alle persone che camminano e attraversano e ignorare i tanti che, in prossimità dei centri abitati, chiedono l'autostop. La benzina è molto più economica che in Italia (costo 13/14 Rand al litro).

- Non essendo stato possibile cambiare i soldi in Italia lo abbiamo fatto non appena atterrati a Cape Town. Grazie anche al cambio favorevole (1 euro = 14 Rand ) il costo della vita è molto conveniente soprattutto per quanto riguarda i ristoranti; al conto della cena è uso comune aggiungere il 10 % di mancia. Abbiamo cambiato 400 euro e con l'aiuto della carta di credito sono stati più che sufficienti.

- Ogni albergo in cui siamo stati aveva la connessione wi-fi gratuita (alcuni direttamente in camera altri solo in reception) quindi non abbiamo avuto nessun problema a chiamare a casa via Skype. Inoltre, nonostante avessimo comprato un adattatore di corrente all'aeroporto (per il Sudafrica è diverso da quello inglese, americano e australiano) si è rivelato quasi inutile in quanto in quasi tutte le camere c'era l'attacco per la presa europeo.

- Non abbiamo fatto la profilassi antimalaria per il Kruger, sia perché siamo andati nella stagione secca (avremo visto una zanzara) sia perché ci è stata sconsigliata da molti e per soli due giorni di permanenza non sarebbe stato necessario.

8 giugno

British Airways, dopo 11 ore di volo via Londra Heathrow, ci deposita a Cape Town in una mattina serena ma dalla temperatura frizzante (qui è inverno...), peccato che non faccia altrettanto con i nostri bagagli che sono ancora in Europa e arriveranno, si spera, solo il giorno dopo. Fortunatamente viaggiamo sempre con il necessario nel bagaglio a mano, quindi più stanchi che delusi ci dirigiamo verso Europcar per il ritiro della nostra macchina, una Polo grigia con navigatore e cambio automatico. Essendo domenica il traffico verso il centro città è inesistente e possiamo tranquillamente riprendere confidenza con la guida all'inglese senza troppi patemi, dando una triste occhiata alla desolante distesa di township lungo l'autostrada con il suo disordinato carico di vita brulicante e disperata. Dopo esserci insinuati nello skyline di Cape Town raggiungiamo il Waterfront, la parte della città più moderna e sicura dove passeremo tre notti al V&A Waterfront Hotel con vista mozzafiato su Table Mountain, almeno così è pubblicizzata visto che al momento la cima è avvinghiata da una spessa coltre di nuvole grigie

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