Sudafrica: il mondo in un paese

Lo slogan turistico del Sudafrica, “il mondo in un paese”, descrive molto bene la varietà dei paesaggi di questa nazione: spiagge incontaminate, montagne, canyon e un numero incredibile di parchi pieni di animali. Tutto ciò, insieme ad infrastrutture di tipo ...

  • di mapko64
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  • Viaggiatori: in coppia
 

Lo slogan turistico del Sudafrica, “il mondo in un paese”, descrive molto bene la varietà dei paesaggi di questa nazione: spiagge incontaminate, montagne, canyon e un numero incredibile di parchi pieni di animali. Tutto ciò, insieme ad infrastrutture di tipo occidentale, rende il viaggio molto comodo e piacevole. In coppia con Stefania ho visitato il Sudafrica nell’estate del 2002, viaggiando per conto nostro con un’auto a nolo. Prima di partire eravamo un po’ preoccupati per le notizie sulla criminalità, considerata uno dei grossi problemi del paese, ma rimanendo nel “circuito dei turisti” non abbiamo mai avuto alcun problema. I ricordi più belli sono legati ai moltissimi animali che abbiamo visto nei parchi. E’ stata la mia prima esperienza con l’Africa subsahariana e quindi il mondo animale mi ha colpito ancora di più: vedere così da vicino, immersi nella natura e completamente liberi, giraffe, rinoceronti, ippopotami, elefanti e leoni, è stata veramente un’esperienza indimenticabile.

Il Sudafrica non è uscito da molto tempo dai tristi anni dell’apartheid ma ad un’analisi superficiale molti aspetti non sembrano cambiati rispetto al passato. Nella maggior parte dei casi bianchi e neri continuano a vivere in due mondi diversi e paralleli, con i bianchi “confinati” nelle loro splendide dimore e i neri che hanno invaso i centri storici delle città che prima gli erano preclusi. Il turista finisce inevitabilmente nel mondo della comunità bianca e, specie nelle regioni di Città del Capo e della Garden Route, le interazioni con la popolazione di colore sono veramente ridotte. In realtà parlando con i locali si capisce che il paese è all’inizio di un lungo processo di trasformazione e le aspettative per un futuro migliore sono molte. Il governo attuale è riuscito a raggiungere un delicatissimo equilibrio, evitando che un “naturale” desiderio di rivalsa dei neri per quanto accaduto in passato potesse portare il paese nel caos. La comunità bianca è fondamentale per la nazione poiché ne rappresenta la parte più avanzata e la speranza è quella di creare una società multirazziale con uguali possibilità per tutti. Le infrastrutture del Sudafrica spesso sono all’altezza di un paese ricco (basti considerare l’ottima rete stradale) e questo costituisce indubbiamente un grosso vantaggio.

Il diario di viaggio!

Il viaggio è durato tre settimane con il seguente itinerario di massima: Cape Town – Garden Route – Port Elizabeth – Durban – Drakensberg – Kwazulu Natal – Swatziland – Parco Kruger – Johannesburg

Lunedì 12 / Martedì 13 agosto: Roma – Zurigo – Johannesberg – Cape Town

Partiamo da Roma per Zurigo dove arriviamo nel primo pomeriggio. Il volo per Johannesburg parte solo alle otto di sera ma rinunciamo ad uscire dall’aeroporto per un giro in città. Un lungo volo notturno ci porta in dieci ore a Johannesburg, dove dobbiamo recuperare il bagaglio e farci timbrare il passaporto per l’ingresso in Sudafrica. Il terzo volo ci porta finalmente a destinazione, a Cape Town, sorvolando tutto il paese. All’aeroporto prendiamo possesso della macchina a noleggio, una Mazda vecchio modello che si rivelerà in ogni caso efficiente, e del cellulare che ci viene fornito gratuitamente insieme alla macchina (scopriremo poi in Italia di dovere comunque pagare un’assicurazione obbligatoria).

Puntiamo diritti all’albergo, l’Hotel President della catena Protea, situato nel quartiere di Sea Point, con belle viste sull’oceano da un lato e sulla collina del Lion Heads dall’altro. Rinunciamo a cambiare i soldi in albergo, visto il tasso molto sconveniente, e ci rechiamo invece direttamente al Mall del Waterfront dove cambiamo 350 euro (un euro corrisponde circa a dieci Rand, la moneta locale). Ripresa la macchina, ci spostiamo in centro per iniziare finalmente l’esplorazione della città (ormai abbiamo a disposizione solo mezza giornata)

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