Viaggio in Sud Africa e Svaziland

VIAGGIO 2006, SUD AFRICA - SWAZILAND Il mio viaggio quest’ anno inizia sabato 29 Luglio partendo da Torino Caselle da sola. 30/7/2006 : Arrivata a Johannesburg vado nel Backpack che mi ero prenotata. 31/07/2006: Ore 5 del mattino partenza per ...

  • di ritin
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

04/08/2006: Ho partecipato ad un tour per visitare la Township di Soweto.

Soweto è situata a 30km da Johannesbrug (o pronunciato Johannesberg oppure in modo confidenziale Joburg, o Egoli secondo gli Zulu: che significa città dell’oro), città dove vivono la maggior parte dei neri. Il gruppetto formatosi è molto carino e a sensazione sento che sono molto affini a me. Il gruppo è composto da una ragazza di Berlino, che parla bene l’italiano in quanto abita a Firenze, 1 coppia statunitense e una signora con i 2 figli svedesi. Sia la signora svedese che la ragazza di Berlino sono venute in Sud Africa in occasione di un convegno di sociologia sulle società multirazziali, che era stato fatto a Durban la settimana prima. La ragazza di Berlino mi diceva che lei aveva vissuto nella Township di Durban e che c’erano ancora tante persone che vivevano in baracche abusivamente con delle situazioni ancora difficili nonostante l’Apartheid sia finita. La nostra guida nera ci ha fatto vedere il pass, che tutti i neri dovevano sempre portare con se nel periodo di Apartheid, altrimenti dopo 2 volte in cui venivano trovati sprovvisti venivano messi in prigione( in questo documento non compariva da nessuna parte che erano cittadini Sud Africani, veniva solo messo in evidenza la tribù di appartenenza, i lavori eseguiti e se pagavano le tasse). La prima sosta che facciamo a Soweto (dapprima chiamata Orlando Est) è l’Hector Pieterson Museum.. Hector Pieterson era un ragazzo di 13 anni che è stato ucciso il 16 giugno 1976 assieme a molti altri. Purtroppo ucciso in occasione di una manifestazione di protesta pacifica degli studenti neri per le discriminazioni che continuamente venivano inflitte. Il museo è veramente interessante e ti viene veramente un nodo alla gola solamente a leggere tutto quello che è successo, vi sono nel museo numerose testimonianze dei familiari delle persone uccise e anche dei compagni che sono riusciti a sopravvivere. Visitiamo poi vari quartieri di Soweto, e ci fermiamo anche per vedere il mercato e l’interno di un’abitazione: la casa di Elisabeth Granny.

Elisabeth è una donna di circa settanta anni, ci ha raccontato di un po’ di cose della sua vita nel periodo dell’Apartheid, finisce poi di parlare dell’orrore che legge sui giornali in questo periodo sul Libano e di come la storia invece che insegnare purtroppo si ripete. Ci ha terminato poi la visita mostrandoci la sua raccolta di fotografie e cartoline delle persone che erano andate lì in tour precedenti. Al rientro dal nostro tour tutti quanti ci siamo fatti fermare nel Museo dell’Apartheid per poterlo visitare. Per la visita viene dato un pass( vi sono 2 pass:White and White not) differenti e un percorso separato .Proprio per far capire meglio la separazione razziali dell’epoca. Vale veramente la pena visitarlo per capire la storia del Sud Africa, l’unica cosa è che bisogna calcolare almeno 3- 4 ore perchè c’è veramente tanta documentazione, molte foto, filmati...Alcuni mi fanno venire un brivido perché mi ricordano di quando li vidi per la prima volta in televisione visto che ho 39 anni. Alla fine della giornata abbiamo preso un taxi e ci siamo fermati nel quartiere di Melville (una sorta di quartiere Bohemien) dove andiamo per negozi e librerie. Prima di tornare in albergo tutti insieme abbiamo deciso di fermarci a mangiare un boccone, l’unica cosa è che erano le 17,30 e per un italiana ,difficilmente a quella ora ha fame, però si possono sempre fare delle eccezioni. Alla sera nel mio letto pensavo che ero proprio contenta perché avevo trascorso una bella giornata e con le persone giuste

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