California, Nevada e Arizona

Giovedì 2 marzo siamo partiti da Venezia con destinazione San Francisco e con scalo tecnico a Francoforte. Abbiamo deciso di partire con la Lufthansa avendo già viaggiato con questa compagnia per andare a New York. Sono professionali e puntuali: l’unico ...

  • di gridou
    pubblicato il
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Giovedì 2 marzo siamo partiti da Venezia con destinazione San Francisco e con scalo tecnico a Francoforte. Abbiamo deciso di partire con la Lufthansa avendo già viaggiato con questa compagnia per andare a New York. Sono professionali e puntuali: l’unico piccolo rammarico è che i film che proiettano non sono in italiano. Far passare 11 ore di volo non è facile ma per fortuna c’eravamo ben organizzati tra libri, riviste varie e giochi. Abbiamo avuto il piacere di passare sopra le Greenlands, paesaggi ghiacciati molto suggestivi da osservare da un’altitudine così: è incredibile che nonostante i chilometri di distanza si potesse distinguere anche le poche case, la vista era incredibilmente limpida. Il nostro viaggio è stato programmato con largo anticipo perché mi piace documentarmi sui luoghi che andrò a visitare, pertanto al ns. Arrivo a San Francisco sapevamo già come muoverci. Abbiamo passato la dogana dove per fortuna il clima era un po’ più rilassato che a New York. Ero così agitata per questo passaggio che mi sono confusa e anziché presentare le impronte digitali destre ho presentato quelle sinistre facendomi immediatamente riprendere . All’uscita dell’aeroporto abbiamo preso il BART (solo 8 euro in due ), la metropolitana che porta direttamente in centro, non costa molto ed è rapida, bisogna solo riuscire a comprare il biglietto con i distributori automatici. Dopo vari tentativi abbiamo vinto questa piccola sfida tecnologica. La nostra gran fortuna è stata che la ns. Fermata era proprio situata nella via del ns. Hotel così non abbiamo dovuto muoverci troppo con le valigie (e la stanchezza). Il ns. Hotel era l’Hotel Union Square situato in Powell Street: molto pratico da raggiungere e carino da vedersi. La prima volta che abbiamo visto Powell Street siamo rimasti affascinati da questa strada di San Francisco: piena di negozio, con una discesa degna del telefilm anni 80 “Starsky and Utsch”. Abbiamo avuto modo di percorrerla avanti indietro molte volte e l’ultimo tratto era di una tale pendenza da stancare chiunque provasse ad intraprenderla. Su questa via abbiamo intravisto le prime esibizioni di strada: persone che suonavano travestite da Michael Jackson, da Centurioni, Charly Chaplin persone vestite in modo stravagante.

La prima sera non abbiamo avuto la forza di uscire, avevamo accumulato troppa stanchezza ma l’indomani siamo stati i primi clienti dello Starbucks di fronte. Si trovano colazioni forse troppe abbondanti per le nostre usanze ma sono in ogni modo quelle più simili alle nostre. Purtroppo ho lo stomaco fragile e non posso alimentarmi come fanno loro: è troppo grasso per me. Per fortuna a San Francisco si riesce a mantenere un’alimentazione quasi sana. La prima constatazione che abbiamo fatto sul modo di vivere a San Francisco era sulla gran convivenza tra la popolazione locale e le persone meno agiate: allo Starbucks metà delle sedie erano occupate da senza tetti che stavano seduti tranquillamente ad osservare le altre persone. In Italia non sarebbe stata accettata questa promiscuità. La città di San Francisco è molto carina, il centro è raccolto nonostante le vie tortuose ed è una delle grandi città più pulite che ho visitato. Non si trova una carta gettata per terra, le lattine sono tutte recuperate dalle persone meno agiate per essere rivendute e ogni tanto ci s’imbatte in queste persone che spingono carrelli pieni di lattine. Ed è anche molto facile da visitare.

Il primo giorno lo abbiamo passato costeggiando l’Embarcadero ed arrivando fino al Pier 39: prima di uscire eravamo un po’ preoccupati perché il meteo indicava grandi piogge ma in realtà la pioggia della California dura poco. Il Pier 39 è molto carino, adattato ai turisti, ma in ogni caso gradevole da visitare. La sosta obbligata è ai Leoni Marini: vent’anni fa un branco di Leoni Marini disorientati da un terremoto si è installato nelle vicinanze di quel molo; ora sono diventati la mascotte di tutta la città e sono protetti. Sono molto rumorosi e puzzolenti ma è divertente vedere come si lottano per ottenere i posti sulle zattere di legno. Abbiamo continuato la ns. Passeggiata facendo una sosta ad un museo veramente particolare e gratis: il museo delle attrazioni automatizzate e a pagamento. In questo capannone sono raggruppati i teatrini meccanizzati che si espongono alle giostre da più di 150 anni: dai più recenti quali oroscopi vari, pungi-ball, a quelle più antiche quali pianoforti che suonano da soli, balli aristocratici. Sono tutti molto belli ma in particolari i più suggestivi sono quelli antichi. Abbiamo proseguito con una piccola sosta davanti ad una delle navi che salpò in Normandia nel 44 per il famoso “sbarco” e poi abbiamo fatto una sosta culinaria molto piacevole. Avevo letto nelle guide che uno dei piatti forte di San Francisco (soprattutto nella zona dello Fisherman) è una zuppa di granchi serviti all’interno di una pagnotta di pane precedentemente svuotata: è molto cremosa con un gusto delicato. Era così buona che anche l’indomani abbiamo deciso di andare a provarla in qualche altro locale. E non eravamo gli unici: fuori di un locale abbiamo intravisto dei operai che apprezzavano la stessa zuppa in modo “take away”

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