Rosso UTAH e Rosso Arizona attraverso un Camper

USA 2005 APPUNTI DI VIAGGIO 6 agosto 2005, ore 21.00 – In volo da Minneapolis a Salt Lake City 6 agosto: Milano – Amsterdam – Minneapolis – Salt Lake City L’Airbus vola verso ovest. Ancora una volta dobbiamo sistemare l’orologio. ...

  • di Matteo Geoteo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in gruppo
 
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USA 2005 APPUNTI DI VIAGGIO 6 agosto 2005, ore 21.00 – In volo da Minneapolis a Salt Lake City 6 agosto: Milano – Amsterdam – Minneapolis – Salt Lake City L’Airbus vola verso ovest. Ancora una volta dobbiamo sistemare l’orologio. Un’altra ora in meno. Siamo a -8 dall’Italia. All’orizzonte, verso nord, il cielo si tinge di una sfumata fantastica dal nero al rosso: è il tramonto del Minnesota. A due ore di volo da Salt Lake City il mio orologio segna qualche minuto prima delle nove, quello di Francesca, fermo sull’orario italiano, indica invece le cinque! Alle nostre spalle, oltre a Minneapolis, abbiamo tre decolli e due atterraggi, undici ore di volo, 4 passaggi sotto metal detector vari, un paio di interrogatori (prima di partire e dopo lo sbarco negli stati uniti).

Francesca, sopravvissuta a decolli e atterraggi, dorme profondamente, io invece, reduce da un bicchiere di te bollente rovesciato sui pantaloni a mezz’ora dal decollo da Amsterdam (a lungo ci chiederemo di chi sia effettivamente la colpa...), mi godo i colori del tramonto cullato dalle note di Corelli.

L’aereo scivola leggero nell’aria calda del Minnesota; l’unica turbolenza è quella dei nostri stomaci, riempiti con ogni genere di schifezze agli orari più allucinanti e nell’ordine più illogico... dal tramezzino delle 14, il pranzo delle 18, il panzarotto di mezzanotte e, per finire, patatine e chicken tenders del Burgher King di Minneapolis...Alle due del mattino. E non credo che lo stomaco stia a guardare il fatto che qui siano le otto di sera...

Ora ci manca solo di ritirare la macchina e raggiungere l’albergo a Salt Lake City. Dove se tutto va bene, arriveremo verso mezzanotte...Le 8 del mattino, ora italiana...

Stella Verrà pietra brillante di sole, io sarò con te una febbre di luce...

Stella Verrà Per una grande donna laggiù Che non si sentirà più poi così sola.

7 agosto 2005, ore 20.30 (di Salt Lake City...L’orologio del computer ci ricorda che in italia sono le 4.30 di domani!) – In attesa del volo (già, si...Un altro aereo...) per Phoenix.

Non lo abbiamo voluto dire per scaramanzia...Però ora possiamo gridarlo. Almeno per quanto riguarda il viaggione di ieri, tutto è andato a gonfie vele! Tutto perfetto. E la “giornata” si è conclusa 28 ore dopo il suono della sveglia senza intoppi. L’aereo è atterrato puntuale a Salt Lake, i bagagli sono arrivati e la nostra fiammante “Neon” ci aspettava calda all’aeroporto. Anche con la strada per l’albergo siamo stati fortunati...Due curve e praticamente da solo lo sheraton è apparso tra i grattacieli della città, il manager dell’albergo ci ha portato i bagagli in stanza e ha parcheggiato la macchina...Neanche la mancia ha voluto! La stanza è fantastica...E abbiamo persino avuto la forza di fare un bel bagno rilassante prima di addormentarci profondamente... 7 agosto: Salt Lake City – Phoenix Il nostro corpo non ne vuole sapere. Abbiamo a disposizione un Queen Bed morbidissimo largo come due letti matrimoniali, una stanza principesca ma ci ritroviamo svegli alle 6.30 con gli occhi sbarrati...Forse perché in Italia sono le due del pomeriggio... Nonostante i diversi tentativi non c’è nulla da fare se non alzarsi, farsi una bella doccia e iniziare la giornata con una bella colazione...A base di salsicce, bacon, patate e uova strapazzate. In questo caso il mio corpo si è decisamente adattato agli usi e costumi americani.

Salt Lake City è la tipica città americana...Estesa, estesissima...Qualche grattacielo nel centro e nessuno per le strade...Ma dove sono tutti i 2 milioni e mezzo di abitanti? Con abilità usciamo dalla città verso l’Antelope Island, un parco nazionale in mezzo al lago salato, abitato da aironi, 750 bisonti e un numero imprecisato di moscerini. Nel percorrere la strada che collega la terra ferma all’isola il gran lago salato viene ribattezzato “Great Shit Lake”, a causa dell’odore di cloaca che lo contraddistingue...Ancora non lo sappiamo, ma di li a poco ci faremo anche il bagno! L’isola quasi desertica è in un contesto davvero particolare. I panorami sono così diversi da quelli cui noi siamo abituati. Improvvisamente mentre Francesca è alla guida, appare tra due cespugli la sagoma di un bisonte che si fa fotografare senza batter ciglio...Un bellissimo regalo e una bella emozione Fa caldo, caldissimo, tanto che è difficile stare senza aria condizionata. Un simpatico e disponibile ranger ci accoglie in un ranch aiutandoci a cercare gli aironi (che purtroppo non vedremo) e raccontandoci dei 4 giovani tenori che nessuno conosce (che cantano come i tre tenori...And maybe better!) Mentre ci dirigiamo verso la spiaggia una mandria intera di bisonti pascola in un prato, ricordando le immagini dei famosi film americani...Grande lavoro per la mia macchina fotografica! La temperatura invoglia decisamente a buttarsi in acqua, nonostante la puzza (che comunque non è così tremenda dove c’è la spiaggia), nonostante la lunga camminata sulla sabbia rovente, nonostante la sabbia rovente si tramuti in sale accecante e sale tagliente; nonostante la superficie dell’acqua e della spiaggia siano letteralmente coperte da moscerini e l’acqua sia schifosamente torbida e calda. La sensazione di rimanere a galla nell’acqua però è davvero da provare! Ora, 8 ore dopo il bagno dobbiamo invece ancora disinfettarci...Ecco perché l’aeroporto è vuoto...Stanno tutti lontani da noi!!!

10 Agosto – Camper – Sulla strada per Page

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