On the road: NY, Niagara Fal, Lago Ontario, Boston

24.10.2005 Partiamo dalla stazione di Bolzano alle 8.10 e arriviamo alle 10.15 a Verona. La navetta ci porta all’aeroporto Catullo da cui decolliamo con un leggero ritardo (13.10) per Monaco, unico scalo del nostro viaggio. Il volo è molto comodo ...

  • di Alexa
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

24.10.2005 Partiamo dalla stazione di Bolzano alle 8.10 e arriviamo alle 10.15 a Verona. La navetta ci porta all’aeroporto Catullo da cui decolliamo con un leggero ritardo (13.10) per Monaco, unico scalo del nostro viaggio. Il volo è molto comodo anche se lungo (quasi 9 ore). Atterrati a New York, con una navetta arriviamo a Grand Central Terminal e di qui con un taxi all’albergo.

23.10.2005 Sveglia all’alba. Il fuso orario ci fa svegliare alle 2.15, ma cerchiamo di dormire ancora un po’. Alle 6.30 però cominciamo a gironzolare per New York alla ricerca di un coffee-shop. Proprio sotto l’albergo troviamo il “Tick tock Diner”, in perfetto stile americano: tavolini con panche rosse, acciaio alle pareti, ketchup sul tavolo.

Dopo colazione via in metro e, causa lavori, taxi verso la Abyssinian Baptist Church per assistere ad una messa gospel che sembra un comizio. Il pastore urla, il coro canta, il pubblico applaude. E tutto questo quasi per due ore! Da Harlem proseguiamo poi per Times Square, arzigogolo di luce, gente, colori e suoni. Assaggiato un hot-dog che, contrariamente alle mie aspettative, si è rivelato ottimo, ci dirigiamo a sud per prendere la State Island Ferry Boat, ottima alternativa alle lunghissime code dei visitatori della Statua della Libertà. Con questa Boat, peraltro gratuita, si arriva a Staten Island godendo di un panorama incantevole di Downtown e della Statua.

Una volta tornati a Manhattan ci incamminiamo verso Wall Street e poi Ground Zero. Impressionante. Abbiamo i brividi addosso. Pensiamo alle persone che quel giorno stavano camminando come noi lungo Broadway Avenue e che di colpo sono stati catapultati nell’Apocalisse. Fa impressione anche alzare gli occhi verso il cielo e vedere gli aerei passare. Devo dire però che mi sarei aspettata molta più spettacolarizzazione da parte degli americani. Invece è tutto molto sobrio, essenziale, pochi cartelli raccontano la tragica cronologia di quel maledetto giorno, pochi fiori, qualche lumino e per fortuna ancora pochi venditori di immagini e libri relativi all’11 settembre. Lasciato questo posto che trasmette veramente tanto, ci indirizziamo verso Tribeca dove prenotiamo il ristorante, “Duane Park Cafè”, visto in Internet e consigliato dalla mitica Lonely Planet, per domani sera. Continuiamo stoicamente a piedi verso l’Empire State Building, camminando per diversi chilometri tra mille persone, costeggiando un’incredibile Chinatown dove regnano stoffe dai colori fortissimi, scritte gialle e rosse e venditori di merce dalla dubbia provenienza!! Più ci avviciniamo a Midtown e più i negozi si fanno chic, i marciapiedi più puliti e tutto più tranquillo. Finalmente arriviamo, dopo quasi due ore di cammino, all’Empire. Facciamo un sacco di file a serpentina, ma alla fine, dopo ¾ d’ora, entriamo nell’ascensore che fa 80 piani in poco meno di un minuto! Un’altra ascensore ci porta alla terrazza all’86° piano. E’ già buio e lo spettacolo è veramente affascinante. Si vedono solo luci, di cui non si riesce a scorgere la fine. Vale proprio la pena di attendere un po’. Stanchi morti ci dirigiamo all’albergo, a due isolati dall’Empire. 24.10.2005 La mattina andiamo al Palazzo delle Nazioni Unite. Appena entrati notiamo un gran fermento: telecamere, fotografi, un coro maschile, alcuni bambini con il vestito tradizionale del loro paese e molta gente. Compriamo i biglietti per la visita e ci dicono che la guida in italiano non sarà disponibile se non su richiesta e dopo le 10.00. Essendo le 9.15 ed avendo ancora molte cose da fare, decidiamo di aggregarci al gruppo con la guida inglese. La prossima volta sarebbe meglio chiamare prima e prenotare

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