Florida, tra un uragano e l’altro

3/10/2005 MILANO - MIAMI BEACH Premetto che il viaggio era previsto per 2 persone, ma, come dice Verdone, per una certa serie di situazioni ce so ito da solo. Alle 8,45 (un’ora e mezzo prima del volo Delta, che poi ...

  • di Gorni Rota 1
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  • Viaggiatori: da solo
 

3/10/2005 MILANO - MIAMI BEACH Premetto che il viaggio era previsto per 2 persone, ma, come dice Verdone, per una certa serie di situazioni ce so ito da solo.

Alle 8,45 (un’ora e mezzo prima del volo Delta, che poi è ancora Alitalia) mi presento al check-in e mi dicono che c’è un problema di overbooking (la Malpensa è unica nel suo genere!). Mi indirizzano ad uno sportello per risolvere il problema. Il tempo di terrorizzarmi vedendo davanti a me 4 napoletani imbestialiti per la soppressione del loro volo, e fortunatamente mi viene consegnata la carta d’imbarco. La coda alla Dogana è interminabile (siamo ad ottobre!!), tanto che arrivo al gate d’imbarco 10 minuti prima del decollo. Si parte con un ritardo di ½ ora che viene recuperato durante il tragitto. Ingresso negli U.S.A. Con controlli scrupolosi che, ai tempi odierni, mi sembrano giusti; mi prendono le impronte digitali con uno scanner e mi fotografano con una webcam. Però in mezz’ora passo Dogana e controllo bagagli. La prima lieta sorpresa al ritiro dell’auto alla Hertz, che avevo prenotato dal sito www.Hertz.Com , come classe A (economy) al prezzo di Euro 280,00 per 10 giorni. Mi consegnano una Toyota Solara (in Italia non c’è un modello simile) nuovissima (solo 5km!) e molto bella, con cruise control, lettore cd e ovviamente climatizzatore. Il cambio automatico è una manna. In U.S.A. Viaggiano quasi tutti entro i limiti (girano molte auto della polizia), e quindi con il cruise control imposto la mia velocità di crociera (circa 60 miglia orarie, i nostri 96 kmh), e in poco tempo arrivo all’hotel Palm South Beach (www.Thepalmshotel.Com) di Collins Avenue Miami Beach. Lo spettacolo di Miami su queste super strade sopraelevate e mozzafiato. 110 euro per la camera a notte (era prevista per 2 come per tutte le prenotazioni...) con vista oceano. Per muoversi a Miami l’auto è indispensabile. La sera decido di fare due passi a piedi (14 isolati!!) e arrivo a Lincoln Road, zona pedonale piena di ristoranti, bar, sushi bar e pizzerie. Per sfinimento mi fermo ad una pizzeria e per 2 birre e 1 pizza spendo l’onesta cifra di 18,54 dollari; notare che sulla ricevuta era già esposta la mancia “consigliata” (tip) che di solito devi dare a parte (circa il 15/20% a seconda del servizio). Alle 23,30 (ore 5,30 italiane) arrivo sfinito all’hotel e cerco di dormire per adattarmi al fuso (mi sono adeguato in un paio di giorni). 4/10/2005 MIAMI BEACH – KEY WEST Alle 8,00 mi alzo e, per pigrizia, decido di fare la colazione in hotel; big mistake! La colazione è “corposa” ma costosa. E’ tutto buffet e può andare bene per gli anglofoni che si fanno eggs and bacon, salsiccie e altre leccornie, ma per un italiano che si è preso un croissant, una spremuta di arancia, e 1 caffè americano 24,90 dollari sono troppi!!. Voglio andare a Key west; il tempo è incerto; durante il viaggio mi gusto lo spettacolo dei ponti che attraversano il mare e collegano le isole; un mare turchino con tonalità di colori incredibili. In circa 3 ore e mezza arrivo a Key West. Non so se è per l’ora (circa le 13,00) o se è perché oggi è festivo (Columbus day), ma la famosa Duval Street è semi deserta. Arrivo all’ultimo miglio (il punto più vicino a Cuba) e rimango deluso; rispetto alle foto delle varie pubblicazioni mi ritrovo davanti ad un paracarro semi distrutto; se non fosse per la targa che richiama i tanti morti che hanno cercato la libertà in America (!?!), la locazione non dice proprio niente. Mi decido ad assaporare la tanto decantata (dalle guide) “Key Lime Pie”, da me ribattezzata “la dietetica”! E’ una classica torta al limone, ma molto molto più grassa delle nostre: crema al limone stradolce da nausearti, panna montata in abbondanza e un sottile strato di crostata. Delusione totale

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