52 giorni, in viaggio di nozze

PREFAZIONE: il racconto che segue non vuole essere un resoconto dettagliato ma uno sfogo alle emozioni emerse durante il nostro viaggio di nozze … un po’ fuori dalla norma ! Per questo motivo, invito a leggere quello che segue chi ...

  • di littlehonesty
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: 3500
 

PREFAZIONE: il racconto che segue non vuole essere un resoconto dettagliato ma uno sfogo alle emozioni emerse durante il nostro viaggio di nozze ... un po’ fuori dalla norma ! Per questo motivo, invito a leggere quello che segue chi vuole essere trascinato dalle sensazioni di un viaggio che, forse, solo una volta nella vita si puo’ fare.

Chi, invece, e’ interessato alla parte piu’ pratica (costi, km, ecc) di un viaggio del genere, puo’ andare direttamente alla fine dove trovera’ tutto cio’ che e’ di suo interesse.

Detto questo ... Buona lettura !!!

Io e Marco abbiamo da sempre avuto un sogno nel cassetto: fare un viaggio di nozze che fosse veramente indimenticabile e unico, qualcosa che non avremmo potuto fare in altri viaggi e altre occasioni, qualcosa che racchiudesse un po’ i nostri miti.

Ebbene, possiamo dire di avercela fatta e di aver realizzato i nostri desideri trascorrendo quasi due mesi a zonzo tra gli USA, le Hawaii e la Polinesia Francese.

Il 27 agosto alle 16 ci siamo sposati.

Purtroppo la giornata non e’ andata come avevamo previsto xche’ ha piovuto, ma e’ stata ugualmente una piacevole festa e si e’ protratta fino a tardi.

Abbiamo toccato il letto verso le 4 della mattina e alle 6:45 e’ suonata la sveglia.

Le valigie erano pronte da un paio di giorni quindi giusto il tempo di prepararsi e caricare i bagagli e alle 7:30 eravamo gia’ in macchina.

I nostri cari amici Douglas e Giorgia, che condividono con noi la maggior parte delle nostre avventure, questa volta ci hanno lasciati soli ma hanno percorso con noi un pezzettino di questo viaggio memorabile accompagnandoci gentilmente all’aeroporto di Malpensa prima di tornare a casa in quel di Modena (noi siamo di Genova !).

Con una lacrimuccia ci siamo salutati e assieme a quelle che loro definiscono “le nostre case viaggianti”, ovvero le valigie dalla dimensione un po’ voluminosa, ci siamo allontanati consapevoli che comunque con il pensiero ci avrebbero accompagnato da casa nelle varie tappe del nostro viaggio.

Abbiamo sbrigato velocemente le pratiche di check in e dopo un po’ di attesa finalmente siamo saliti sul volo che ci ha portati in America.

Gli Stati Uniti mi hanno sempre affascinato da quando son bambina ma, nonostante io abbia dei parenti vicino a S. Francisco, non sono mai voluta andare a trovarli xche’ da sempre ho immaginato di andarci in viaggio di nozze e, grazie a mio marito che fortunatamente condivide sempre i miei desideri, ho potuto realizzare anche questo sogno.

Potete quindi immaginare l’emozione che ho provato quando vi ci abbiamo messo piede.

Dopo aver ritirato i bagagli con grande ansia di Marco che ha sempre il terrore che se li perdano x strada (in effetti abbiamo sentito veramente tantissimi casi), e aver superato i vari controlli, ci siamo diretti verso la navetta della National che ci ha portati a ritirare la macchina noleggiata dall’Italia.

La prima sorpresa c’e’ stata quando l’addetto National, una volta controllata la nostra prenotazione e inseriti i dati al computer, ci ha invitato ad andare a scegliere la macchina.

Io pensavo che venisse assegnata d’ufficio e non che bisognasse sceglierla, quindi sono rimasta un po’ stupita e ho chiesto di ripetere la frase almeno tre volte prima di capire cosa intendesse.

E’ iniziata cosi’ la ricerca del bolide che ha portato i nostri sederoni a spasso per 5 stati, percorrendo 5380 miglia in 26 giorni indimenticabili.

Il nostro problema era farci stare le nostre case viaggianti, ed anche se le macchine americane sono famose per il bagagliaio molto capiente eravamo comunque preoccupati (chi ha una Roncato Shuttle da 115 litri puo’ capire. Noi ne avevamo ben due !!!)

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