Alla scoperta del Deep South americano, da Nashville a Washington

Un viaggio alla scoperta delle tradizioni degli USA, tra musica e diritti civili

  • di simosimo75
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Il 2017 verrà ricordato dagli Stati Uniti come l’anno degli uragani disastrosi, uno di seguito all’altro. Questo ci ha costretto a modificare all’ultimo (nel vero senso della parola, all’ultimo giorno) la destinazione finale, Miami, irrangiungibile per l’uragano Irma, per dirigerci verso Washington. Il risultato è stato comunque un viaggio alla scoperta del South Americano, delle origini, delle tradizioni, dei conflitti sociali che forse ancora oggi dominano gli Stati Uniti.

Acquistiamo i voli aerei a Marzo, Bologna-Londra-Atlanta per l’andata, Miami-Madrid-Bologna per il ritorno, poi sostituito con un Washington-Philadelphia-Madrid-Bologna, tutto con American Airlines, compagnia senza lode e senza infamia ma con un prezzo interessante. L’idea è quella di scoprire un lato degli Usa ancorato alle proprie radici e lontano dal turismo europeo.

Arriviamo ad Atlanta a sera ormai inoltrata, i controlli all’aeroporto vanno molto a rilento, ma finalmente possiamo prendere un taxi e dirigerci verso il nostro primo motel, il Quality Inn And Suites, vicino all’aeroporto, che ci servirà solo da appoggio per la nostra prima notte sul suolo americano. Al mattino, dopo una colazione pressoché inesistente, ci serviamo della navetta gratuita del motel per tornare in aeroporto al Rental Car Center e prendere l’auto noleggiata con Alamo da casa, una semplice berlina a 4 porte, tanto qui non serviranno suv o grandi macchine. Aggiungiamo l’assicurazione all inclusive dell’Alamo che ci garantirà sonni tranquilli in caso di imprevisti o incidenti e partiamo alla volta di Nashville.

Da Atlanta a Nashville ci sono circa 4 ore di auto, quasi tutte trascorse tra boschi e prati verdi, una meraviglia. Una volta arrivati in città lasceremo l’auto al parcheggio dell’hotel, quindi decidiamo di visitare subito quei luoghi che vanno necessariamente raggiunti con l’auto: l’Hermitage e il Parthenon. L’Hermitage è la casa del 7° presidente degli USA, Andrew Jackson. Qui, una guida del luogo mostra la casa, classica dimora dell’800, spiega le usanze e introduce alla dura realtà degli schiavi d’America. Ammetto che qui la pronuncia è veramente dura da comprendere, probabilmente per i pochi turisti d’oltreoceano che si incontrano. Quando alcuni di loro venivano a sapere la nostra provenienza, ci guardavano come se fossimo di un altro mondo! Il Parthenon invece è un’esatta copia del Partenone greco, realizzato a fine ‘800 per una importante fiera del Tennessee. Veramente notevole. A pomeriggio ormai inoltrato ci dirigiamo verso l’hotel. Abbiamo scelto l’Hotel Indigo, un bel hotel in centro a Nashville, che ci è costato un salasso ma volevamo essere comodi alla città per spostarci a piedi e visitare tutto senza doverci più utilizzare l’auto. Solo il parcheggio dell’hotel ci è costato 35 $ a notte. Nashville è senza dubbio la patria della musica country. La strada principale (la Broadway) è un susseguirsi di bar e locali dove gruppi suonano dal vivo ad ogni ora del giorno. Basta fermarsi in uno di questi, bersi una buona birra e assaporare l’atmosfera del Sud.

Il giorno successivo, le nostre visite spaziano dal Country Music Hall of Fame al Tennessee State Capital (e Capital Park) per sedersi tra i seggi del Parlamento di Stato e sentirsi un po’ senatore Americano. Noi non siamo grandi intenditori di musica, ci sarebbero stati altri musei forse imperdibili da visitare (il Johnny Cash Museum o l’RCA Studio B) ma abbiamo preferito goderci l’atmosfera e la gioia, la musica live e il cibo del posto. Abbiamo scoperto locali minuscoli ma templi storici del country suonato e locali grandi come arene, a più piani, dove a turni tutti possono imparare a ballare. Per un pranzo economico tra i lavoratori americani, consiglio il Farmers Market al Capital Mall State Park, per una cena divertente consiglio il Puckett’s o il WildHorse Saloon. Inoltre per gli spostamenti, a Nashville girano due autobus su percorso circolare che accompagnano tra le mete principali della città, gratuitamente

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