USA coast to coast: da Miami a Los Angeles passando per i grandi parchi

Da Miami a Los Angeles, passando per le Florida Keys, le Everglades, il Kennedy Space Center di Cape Canaveral, le spiagge di Fort Mayers, Sanibel, il parco di Yellowstone, la Monument Valley, l'Antelope Canyon…

  • di Anna364
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Viaggio di 20 giorni coast to coast in USA, dalla Florida con tappe a Miami, Keys, Everglades, Kennedy Space Center, spiagge di Fort Mayers, Sanibel e poi nel West per l’eclisse di Sole e visite a Yellowstone, Moab, Arches & Canyonlands, Monument Valley, Antelope Canyon, Grand Canyon per finire a Las Vegas, Calico ghost town e Los Angeles.

Diario di viaggio L’organizzazione del nostro viaggio è iniziata con largo anticipo perché molte erano le tappe desiderate, le date da rispettare, i voli, gli hotels e fare quadrare tutto in questo pazzo viaggio non è certo stato facile. Sarebbe stato interessante e stimolante viaggiare on the road come veri “viaggiatori per caso”, ma difficile da realizzare poiché avevamo previsto una vacanza di circa venti giorni, con la famiglia e con il desiderio di visitare tutto il possibile.

Perciò siamo partiti avendo già prenotato tutto quanto: in realtà ciò si è verificata una scelta azzeccata.

Florida

Siamo partiti da Milano con volo Alitalia, scalo a Roma e siamo arrivati a Miami airport in perfetto orario. L’hotel scelto per tre giorni a Homesteade, a sud di Miami, si trova in una posizione davvero strategica: da qui ci siamo diretti alle Keys, un arcipelago di 800 isole coralline collegate fra loro dalla Route1, percorsa quasi a passo d’uomo: tra queste Key Largo e Islamorada. Purtroppo queste isole sono diventate tristemente famose, proprio in questi giorni, per il passaggio dell’uragano Irma.

Consigliamo la visita a Miami Beach, possibilmente di domenica: poco traffico e si trova con facilità il parcheggio. Localizzata tra la 6th e la 23rd Street e tra Ocean Drive e Lenox Avenue corrisponde all’Art Deco District. Il quartiere comprende edifici dalle facciate color pastello, costruiti negli anni trenta. Il Lummus Park, costituito da altissimi alberi di palme, è percorso da un sentiero pedonale ondulato che lo separa dalla bella spiaggia.

Ma più che le spiagge, non si può non visitare il parco delle Everglades, accessibile dopo aver pagato la tessera annuale NPS che per 80 dollari dà diritto a visitare tutti i parchi americani.

Siamo entrati dall’Ernest Coe Visitor Center: lungo la strada che percorre il parco si trovano numerosi sentieri, facili da percorrere a piedi lungo passerelle di legno. Senza dubbio da non perdere è il più famoso e straordinario AnhingaTrail, un sentiero ad anello di 1,3 km: arrivando presto la mattina, abbiamo goduto del silenzio e della solitudine, ma purtroppo anche delle numerosissime zanzare. Nel lago sotto i nostri piedi, ci siamo imbattuti in almeno una decina di alligatori. Che emozione vederli nuotare silenziosi sotto le passerelle! Ovvio. Nessun pericolo se ci si attiene alle regole del parco.

Attenzione però ai condor che si trovano nel parcheggio: amano molto appollaiarsi sulle auto. Solo al nostro ritorno ci siamo accorti che esistevano delle bellissime coperture di plastica resistente per auto a disposizione gratuitamente dei visitatori! Prima di ripartire ci siamo visti costretti a ripulire cofano e tettuccio… L’anhinga invece, uccello nero con un lungo collo snodabile, simbolo delle Everglades, non si è proprio fatto vedere.

Altra avventura indimenticabile è stato il giro in airboat, una barca a motore che ci ha portato nel cuore delle Everglades: anche qui grande emozione l’incontro con degli alligatori.

Il nostro viaggio è continuato verso la costa ovest della Florida fino alle isole di Sanibel e Captiva, unite alla costa da un bellissimo ponte sulla Hwy 867, una strada a pedaggio, entrambe famose per le numerose conchiglie che si trovano sulle spiagge

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